Le Ore (rivista)

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Le Ore
Stato Italia
Lingua Italiano
Fondazione 1953
Chiusura 1996
 

Le Ore (della Settimana) è stata la testata di una rivista italiana di attualità cinematografiche e culturali uscita fino al 1967; dal 1973 è uscita come rivista erotica soft e poi, dal 1977, come rivista pornografica.

La prima serie[modifica | modifica sorgente]

Viene fondata nel 1953 come rivista di attualità cinematografica. I servizi sulle attrici non mancavano, ma erano sempre castigati. A partire dagli anni sessanta comincia ad occuparsi anche di politica, su posizioni di area socialista. Viene distribuita fino al 1967.

La seconda serie[modifica | modifica sorgente]

Riprende le pubblicazioni nel 1971 come rivista erotica, con editore Francesco Cardella, dapprima soft core (con organi maschili coperti ed assenza di rapporti sessuali espliciti) per poi progredire in favore di immagini sempre più trasgressive.

Nel febbraio 1977, tra le altre modifiche di legge che riformano la rigida morale italiana e permettono, ad esempio, il sorgere di trasmissioni quali “Voulez-vous coucher avec moi?” di Radio Luna[1] (13 febbraio 1977), decade il divieto di mostrare organi genitali in primo piano ed il settimanale può così diventare una rivista hardcore a tutti gli effetti, avvalendosi, soprattutto all'inizio per ovvia e momentanea carenza di materiale fotografico nazionale, di collaborazioni con testate francesi della International press e ristampe di gallerie pornografiche scandinave di svariati anni prima.

Nell'inverno del 1983 la rivista inizia il sodalizio con Ilona Staller: l'evento è stato salutato con tanto di pubblicità cartellonistica ("Le Ore, il settimanale che scotta"), sdoganando definitivamente il concetto di pornografia e portandolo alla luce del sole ed introducendo la figura della pornostar. Nel corso degli anni molte altre attrici, cantanti e showgirl in declino appariranno sulle pagine della rivista, più o meno coinvolte nelle scene hard: tra le tante, Marisa Mell, Karin Schubert, Paola Senatore, Patti Pravo, Minnie Minoprio. Dopo alcuni anni di declino, nel 1987 la rivista ritorna al successo grazie alla collaborazione con Moana Pozzi, che durerà fino alla morte dell'attrice.

Con l'avvento del video nei primi anni ottanta, la morte della Pozzi e l'uscita dalle scene della Staller, il successo della rivista è andato via via scemando fino alla cessazione delle pubblicazioni negli anni novanta.

Note[modifica | modifica sorgente]