Le Ore (rivista)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Le Ore
Stato Italia
Lingua Italiano
Fondazione 1953
Chiusura 1996
 

Le Ore (della Settimana) è stata una rivista italiana.

Dedicata fino al 1967 all'attualità cinematografica e culturale, dal 1971 è uscita come rivista erotica e dal 1977 come rivista pornografica.

La prima serie[modifica | modifica sorgente]

Viene fondata nel 1953 come rivista di attualità cinematografica. I servizi sulle attrici non mancavano, ma erano sempre castigati. A partire dagli anni sessanta comincia a occuparsi anche di politica, su posizioni di area socialista. Viene distribuita fino al 1967.

La seconda serie[modifica | modifica sorgente]

Riprende le pubblicazioni nel 1971 come rivista erotica, con editore Francesco Cardella, dapprima soft core (con organi maschili coperti e assenza di rapporti sessuali espliciti) per poi pubblicare immagini sempre più trasgressive.

Nel febbraio 1977 variazioni permissive del diritto italiano in materia di buon costume consentono al settimanale di trasformarsi in una rivista hardcore, avvalendosi, soprattutto all'inizio per ovvia e momentanea carenza di materiale fotografico nazionale, di collaborazioni con testate francesi dell'International press e di ristampe di vecchie gallerie pornografiche scandinave.

Nell'inverno del 1983 la rivista inizia il sodalizio con Ilona Staller, salutato con tanto di pubblicità cartellonistica (Le Ore, il settimanale che scotta), sdoganando in Italia definitivamente la pornografia e affermando la figura della pornostar. Nel corso degli anni molte altre attrici, cantanti e showgirl appariranno sulle pagine della rivista, coinvolte in scene più o meno hard: tra le tante, Marisa Mell, Karin Schubert, Paola Senatore, Patti Pravo, Minnie Minoprio. Dopo alcuni anni di declino, nel 1987 la rivista torna al successo grazie alla collaborazione con Moana Pozzi, che durerà fino alla morte dell'attrice.

Con l'avvento del home video nei primi anni ottanta, la morte della Pozzi e l'addio alle scene della Staller, il successo della rivista è andato via via scemando fino alla cessazione delle pubblicazioni negli anni novanta.