Layla e Majnun

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Una scena dell'adattamento di Nezami della storia. Layla e Majnun si incontrano per l'ultima volta prima delle loro morti. Sono entrambi indeboliti e il messaggero anziano di Majnun tenta di rinvenire Layla mentre le bestie proteggono la coppia dagli ospiti indesiderati. Illustrazione del tardo sedicesimo secolo.

Layla e Majnun nota anche come Il Folle e Layla - in arabo مجنون و ليلى (Majnun e Layla) o قيس وليلى (Qays e Layla), in lingua persiana لیلی و مجنون (Leyle ve Majnun), Leyli və Məcnun in azero, Leyla ile Mecnun in turco - è una classica storia araba di un amore contrastato. È basata sulla storia vera di un giovane chiamato Qays ibn al-Mulawwaḥ (in arabo قيس بن الملوح‎), originario del nord della Penisola araba durante il periodo omayyade nel VII secolo. In una versione, egli passa la giovinezza con Layla, sorvegliandone i greggi. In un'altra versione, dopo aver visto Layla, se ne innamora perdutamente. In entrambe le varianti in ogni caso impazzisce quando il padre gli impedisce di sposarla; perciò venne chiamato Majnun-e Layla (Persian: مجنونِ لیلا), ovvero "Il pazzo di Layla"

Storia[modifica | modifica sorgente]

Qays ibn al-Mulawwah ibn Muzāhim, era un poeta beduino. Si innamorò di Layla bint Mahdi ibn Saʿd, della sua stessa tribù, meglio nota come Layla al-Āmīriyya. Presto compose poemi sul suo amore per lei, talvolta menzionandone il nome. Quando chiese la sua mano, suo padre rifiutò perché quel matrimonio sarebbe stato uno scandalo, il cui prezzo sarebbe stato pagato dalla ragazza. Poco dopo, lei sposò un altro.

Quando Qays seppe del matrimonio, lasciò l'accampamento della tribù e cominciò a vagare nel deserto circostante. La sua famiglia disperò in un ritorno e cominciò a lasciargli del cibo fuori dall'abitato. Può talvolta essere sorpreso a recitare poesie da solo, o a scrivere sulla sabbia con un bastone.

Layla si trasferì in quello che oggi è territorio iracheno col marito, dove si ammalò e morì. Qays fu successivamente trovato morto nel deserto nel 688 vicino alla tomba di una donna sconosciuta. Aveva inciso tre versi poetici su una roccia vicino alla tomba, gli ultimi tre versi attribuibili a lui.

Molti altri incidenti minori accaddero nel periodo compreso tra la sua pazzia e la sua morte. La maggior parte delle sue poesie fu composta prima della sua follia.

Fra i poemi attribuiti a Qays ibn al-Mulawwah, ecco un passo riferito a Layla:[1]

« Passo attraverso i muri, i muri di Layla

E bacio questa parete e quest'altra
Non è per le case l'Amore che ha preso il mio cuore
Ma per Colui che in queste case dimora »

Varianti[modifica | modifica sorgente]

In India si crede che Layla e Majnu trovarono rifugio in un villaggio del Rajasthan prima di esalare l'ultimo respiro. Si dice che le 'tombe' di Layla e Majnu si trovino nel villaggio di Bijnore vicino Anupgarh nel distretto di Sriganganagar. Secondo una locale leggenda rurale, Layla e Majnu fuggirono e morirono qui. Centinaia di fidanzati e novelli sposi vengono qui da India e Pakistan, nonostante non ci siano strutture turistiche, per partecipare a due giorni di feste in giugno.

Un'altra tomba di Layla e Majnu si trova ad al-Hufūf, Arabia Saudita.

Un'altra variante del racconto vuole che Layla e Majnu si siano incontrati a scuola. Majnu si innamora di Layla e viene da lei distratto. Il maestro picchia Majnu in quanto concentra le sue attenzioni su Layla e non sull'attività scolastica. Ma avviene qualcosa di magico. Majnu viene colpito ma è Layla a sanguinare per le sue ferite. La notizia diffusasi causa un litigio fra le due famiglie. Separati nell'infanzia, Layla e Majnu si incontrano di nuovo in gioventù. Tabrez, il fratello di Layla, non vuole che lei infanghi il nome della famiglia sposando Majnu. Tabrez e Majnu litigano; pazzo di Layla, Majnu uccide Tabrez. Majnu viene arrestato dopo che la notizia raggiunge il villaggio e quivi condannato alla lapidazione. Layla non può sopportarlo e acconsente di sposare un altro uomo in cambio della salvezza di Majnu, che viene esiliato. Layla si sposa, anche se resta legata sentimentalmente a Majnu. Comprendendo ciò, suo marito cavalca nel deserto alla ricerca di Majnu, e lo sfida a un duello mortale. Nello stesso istante in cui il marito di Layla trafigge con la spada il cuore di Majnu, Layla cade a terra in casa sua. Layla e Majnu vengono sepolti uno accanto all'altra e il marito di lei ed entrambi i padri pregano per loro. Il mito vuole che Layla e Majnu si incontrino di nuovo in paradiso, dove si ameranno per sempre.

Storia e influenza[modifica | modifica sorgente]

Persianizzazione della storia[modifica | modifica sorgente]

Majnun nella selva

Dal folklore arabo e Habib la storia passa alla letteratura persiana. La storia di Lili o Majnoon era nota in persiano almeno dal tempo di Rudaki, che cita gli amanti[2].

Nonostante la storia fosse popolare nella Persia del XII secolo, fu col capolavoro di Nezami Ganjavi che irruppe nella letteratura persiana[3]. Nezami attinge da fonti sia secolari che mistiche su Majnun e ritrae vividamente i famosi amanti[3]. In seguito molti altri poeti persiani lo imitarono e scrissero le loro versioni della storia[3]. Raccogliendo su Majnun informazioni sia dalla tradizione secolare che da quella mistica, Nizami ritrasse vividamente la figura di questo leggendario amante che ispirò tutti i successivi poeti, da molti di questi fu imitato e molti scrissero una loro versione della storia[3]. Nezami usa varie caratteristiche derivate dalla poesia d'amore ‘Udhrita e le fonde con la sua cultura persiana[3]. Egli persianizza il poema aggiungendo molte tecniche ereditate dalla tradizione epica persiana, come la descrizione dei personaggi, le relazioni fra di loro, la descrizione del tempo e degli ambienti, ecc.[3].

Nel suo adattamento, i giovani amanti si conoscono a scuola e si innamorano perdutamente. Ciò nonostante, non possono sposarsi a causa di una faida famigliare, e la famiglia di Layla le organizza un matrimonio con un altro uomo[4]. È una tragica storia di un amore mai spento simile al successivo Romeo e Giulietta.[5] Questo tipo di amore è noto nella cultura araba come "amore vergine" (Arabo: حب عذري), perché gli amanti non si sposano mai né hanno rapporti. Altri famosi amori vergini sono le storie di "Qays e Lubna", "Kuthair e Azza", "Marwa e Al Majnoun Al Faransi" e "Antara e Abla". Il motivo letterario stesso è comune nel mondo, specialmente nella letteratura musulmana dell'Asia meridionale, come ghazal in Urdu.

Secondo Rudolf Gelpke: Molti poeti successivi hanno imitato il lavoro di Nizami, pur non potendo né eguagliarlo né certamente superarlo; Persiani, Turchi, Indiani, per nominare solo i più importanti. Lo studioso persiano Hekmat ha elencato non meno di quaranta versioni persiane e tredici turche di Layli e Majnun.[6]. Secondo Vahid Dastgerdi, Se si volesse cercare in tutte le librerie del mondo, probabilmente si troverebbero più di mille versioni di Layli e Majnun.

Adattamento in azero[modifica | modifica sorgente]

Arte popolare azera basata sulla storia di Layla e Majnun di Nizami Ganjavi.

L'adattamento in lingua azera della storia, Dâstân-ı Leylî vü Mecnûn (داستان ليلى و مجنون; "L'epica di Layla e Majnun") è stata scritta nel XVI secolo da Fuzûlî. La versione di Fuzûlî fu musicata dal compositore Azero Uzeyir Hajibeyov, che compose quella che sarebbe diventata la prima opera del Medio Oriente. Debuttò a Baku il 25 gennaio 1908. La storia era già stata trasposta sul palcoscenico nel tardo XIX secolo, quando Ahmed Shawqi ricavò dalla storia un dramma, ora considerato uno dei migliori nella moderna letteratura araba. Le battute di Qays nel dramma talvolta sono confuse coi suoi reali componimenti.

Una scena del poema è coniata sul rovescio della moneta commemorativa azera da 100 e da 50 manat stampata nel 1996 per il cinquecentenario dell'attività artistica di Fuzûlî.[7]

Altre influenze[modifica | modifica sorgente]

La grande popolarità della leggenda ha influenzato la letteratura mediorientale, specialmente gli scrittori Sufi, per i quali il nome Layla si riferisce al concetto dell'Amato. La storia originale viene riportata anche nello scritto mistico Le sette valli di Bahá'u'lláh. Etimologicamente Layla deriva dal termine ebraico e arabo per "notte" e si pensa significhi "colui che lavora di notte". È un'apparente allusione al fatto che l'amore dei due protagonisti è nascosto e tenuto segreto. Nella lingua persiana e araba, il termine Majnun significa "pazzo". Oltre che in questo uso creativo del linguaggio, il racconto ha contribuito al gergo popolare almeno in un altro modo, ispirando il modo di dire turco "sentirsi come Layla", ovvero essere completamente storditi, come ci si aspetta sia una persona che è letteralmente pazza per amore.

Il poema epico fu tradotto in inglese da Isaac D'Israeli nei primi anni del 1800, permettendo a un ampio pubblico di apprezzarlo.

Layla è stata anche citata in molti testi religiosi di Aleister Crowley, compreso il famoso Libro delle bugie.

Cultura di massa[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Loss of Meaning, Faraz Rabbani, Islamica Magazine No. 15/2006
  2. ^ • Zanjani, Barat. “Layla va Majnun-I Nizami Ganjavi: matn-I Ilmi va intiqadi az ru-yi qadimtari nuskha-hayi khatti-I qarn-I hashtum ba zikr-i ikhtilaf-i nusakh va ma'ani lughat va tarikbat va kashf al-bayat”, Tehran, Mu'assasah-I Chap va Intisharat-I Danishgah Tehran, 1369[1990] Rudaki: مشوش است دلم از کرشمهی سلمی چنان که خاطره ی مجنون ز طره ی لیلی
  3. ^ a b c d e f Layli and Majnun: Love, Madness and Mystic Longing, Dr. Ali Asghar Seyed-Gohrab, Brill Studies in Middle Eastern literature, Jun 2003, ISBN 90-04-12942-1. estratto: Nonostante Majnun fosse una figura popolare prima di Nizami, la sua fama fu incrementata notevolmente dalla sua presenza nell'opera di Nizami. Raccogliendo su Majnun informazioni sia dalla tradizione secolare che da quella mistica, Nizami ritrasse vividamente la figura di questo leggendario amante che ispirò tutti i successivi poeti, da molti di questi fu imitato e molti scrissero una loto versione della storia. Possiamo vedere nei capitoli seguenti che il poeta usa varie caratteristiche derivate dalla poesia d'amore ‘Udhrita e le fonde con la sua cultura persiana. In altri termini, Nizami persianizza il poema aggiungendo molte tecniche ereditate dalla tradizione epica persiana, come la descrizione dei personaggi, le relazioni fra di loro, la descrizione del tempo e degli ambienti, ecc.
  4. ^ ArtArena: "Layli and Madjnun in Persian Literature"
  5. ^ NIZAMI: LAYLA AND MAJNUN - English Version by Paul Smith
  6. ^ The Story of Layla and Majnun, by Nizami. Translated Dr. Rudolf. Gelpke in collaboration with E. Mattin and G. Hill, Omega Publications, 1966, ISBN #0-930872-52-5.
  7. ^ Central Bank of Azerbaijan. Monete commemorativa. Monete prodotte nel 1992-2010: Monete auree e argentee dedicate a Mahammad Fuzuli. – link consultato il 25 febbraio 2010.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]