Lauro De Bosis

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Lauro De Bosis
Dati biografici
Nome Lauro Adolfo De Bosis
Nazionalità bandiera Italia
Arte Nuvola apps kcoloredit.png
Dati agonistici
Specialità Letteratura
Palmarès
Giochi olimpici 0 1 0
Per maggiori dettagli vedi qui
 
Lauro Adolfo De Bosis

Lauro Adolfo De Bosis (Roma, 9 dicembre 1901Mar Tirreno, 3 ottobre 1931) è stato uno scrittore, poeta e antifascista italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

La Torre Clementina a Portonovo

Nato a Roma nel 1901, Lauro De Bosis era di famiglia anconetana che, trasferita a Roma per affari, conservava nella città di origine un'antica torre di guardia posta sulla riva del mare, al di sotto delle rupi del Monte Conero: la Torre Clementina di Portonovo. Questa torre era un luogo di ritrovo per amanti della poesia (vi era stato ospite anche Gabriele d'Annunzio), e anche Lauro vi si recava per cercare ispirazione. Il padre di Lauro, Adolfo De Bosis, fu il fondatore della rivista «Il Convito», nella quale pubblicarono anche Pascoli e Carducci, che vi fece comparire per la prima volta la Canzone di Legnano. La madre, Lilian Vernon, era di origine statunitense ed amante anch'essa della letteratura e della poesia in particolare. L'ambiente domestico indirizzò Lauro verso la passione per la letteratura, e già ragazzo scrisse alcuni versi.

Dopo aver terminato gli studi classici, Lauro De Bosis si laureò in chimica nel 1922 all'Università di Roma, ma i suoi interessi erano eminentemente letterari. Nel 1923 fu rappresentato allo stadio del Palatino l'Edipo re di Sofocle su sua traduzione, pubblicata nel 1924. Ottimo conoscitore della lingua inglese, alla fine del 1924 si recò negli Stati Uniti su invito della Italy America Society di New York per tenere un ciclo di conferenze sulla situazione politica, storica e letteraria italiana. Da allora la sua vita trascorse tra New York e Roma, dove nel 1925 pubblicò una traduzione ridotta de Il ramo d'oro di Frazer, mentre nel 1926 tornò ancora negli Stati Uniti per insegnare italiano alla Harvard University; in questa Università gli sono ancora dedicate una borsa di studio e un ciclo annuale di lezioni.

Di sentimenti liberali ma sostanzialmente conservatore, De Bosis maturò in questo periodo la sua opposizione al fascismo, che egli aveva inizialmente valutato in termini non negativi, quale baluardo al «sovversivismo» e «risveglio del sentimento nazionale offeso».[1] La sua traduzione dell'Antigone di Sofocle, pubblicata nel 1927, è espressione del suo mutato indirizzo politico: Antigone rappresenta infatti la ribellione morale del cittadino alle crudeli leggi dello Stato.

Nel 1927 scrisse Icaro, la sua unica opera poetica. Questo dramma in versi, che nel 1928 ottenne la medaglia d'argento (di fatto il primo premio, poiché l'oro non fu assegnato) alle Olimpiadi di Amsterdam 1928 nella categoria letteratura drammatica, e fu pubblicato nel 1930, è singolarmente profetico del gesto che concluse la sua vita. Il soggetto gli venne suggerito dalla madre, che conosceva il sonetto Icare est cheut icy le jeune audacieux del poeta francese Philippe Desportes, reso attuale dalla recente trasvolata di Lindbergh. Nell'opera di De Bosis Icaro è un poeta che in un gesto eroico sacrifica la vita per la libertà, negata dal tiranno Minosse.

Nel 1928 De Bosis divenne segretario della Italy America Society, nella quale erano tuttavia operanti persone legate al fascismo, e la circostanza gli procurò la diffidenza di molti antifascisti italiani emigrati negli Stati Uniti, già scettici sulla sua politica di fondo, intesa ad alleare contro il fascismo i monarchici, i liberali e i cattolici. Egli si guadagnò tuttavia la simpatia del socialista Salvemini. In questo periodo si legò sentimentalmente all'attrice Ruth Draper e continuò la sua attività di traduttore con La vita privata di Elena di Troia di John Erskine, Il ponte di San Luis Rey di Thornton Wilder e il Prometeo incatenato di Eschilo.

Luigi Sturzo

Nel 1930 prese contatto a Londra con Luigi Sturzo, e in luglio, a Roma, fondò con Mario Vinciguerra una associazione patriottica segreta denominata Alleanza Nazionale per la Libertà[2]. L'associazione intendeva sensibilizzare l'opinione pubblica italiana sul valore della libertà attraverso la diffusione per posta di volantini antifascisti, invitando i riceventi a diffonderli a loro volta nello stesso modo. L'obiettivo politico era la costituzione di un'alleanza politica della monarchia, del Vaticano e della destra liberale contro il fascismo, dalla quale dovevano essere esclusi repubblicani e socialcomunisti. Con tali presupposti, l'iniziativa ottenne l'approvazione di personalità quali Giovanni Antonio Colonna di Cesarò, Umberto Zanotti Bianco, il banchiere Romolo Ferlosio e il gesuita Enrico Rosa.[3]

Mentre Lauro De Bosis, nell'ottobre del 1930, era in viaggio negli Stati Uniti, per compiere un giro di conferenze nelle più importanti università, l'associazione venne scoperta, e furono arrestati Mario Vinciguerra, il giornalista Renzo Rendi e la madre di De Bosis.[4] Nel processo, tenutosi il 22 dicembre, i primi due furono condannati a quindici anni di reclusione, mentre sua madre fu assolta, dopo aver scritto una lettera di sottomissione a Mussolini. Fu divulgata anche una dichiarazione di fedeltà al regime fascista che Lauro De Bosis aveva scritto due mesi prima su richiesta dell'ambasciatore italiano negli Stati Uniti, Giacomo De Martino. De Bosis l'aveva scritta unicamente per poter svolgere la sua attività clandestina con maggiore tranquillità, ma la notizia provocò sull'opinione pubblica anche l'idea che egli fosse un agente provocatore fascista. Dalla Svizzera, dove risiedeva, De Bosis pensò inizialmente di farsi arrestare in Italia, poi si trasferì a Parigi, dove s'impiegò come portiere d'albergo e meditò un nuovo piano d'azione.[5]

Finanziato dal giornale liberale belga Le Soir, nell'aprile del 1931 cominciò a prendere lezioni di pilotaggio in un campo privato vicino a Versailles e il 24 maggio fece il primo volo. Siccome si sentiva spiato, emigrò a Londra e acquistò un piccolo aereo da turismo. Il piano prevedeva che a luglio l'aereo, guidato da un pilota inglese, giungesse in Corsica, dove l'attendeva De Bosis che da lì l'avrebbe pilotato su Roma con un carico di volantini antifascisti da lanciare nella capitale. Ma l'11 luglio l'aeroplano si danneggiò atterrando in Corsica e tutti i fogli si sparpagliarono, rivelando il piano di Lauro.[6]

De Bosis riuscì a non perdersi d'animo: gli restava la Germania. Qui, passandosi per un inglese di nome Morris, addusse a pretesto il proprio lavoro di agente d'affari per comprare un nuovo velivolo. Acquistò allora in agosto un nuovo aereo da turismo, un Klemm l25, esercitandosi con due istruttori tedeschi. Questi, il 2 ottobre, guidarono l'aereo fino a Cannes e di qui a Marignan (località nei pressi di Marsiglia), dove li attendeva De Bosis, che nel primo pomeriggio del 3 ottobre si levò in volo per Roma, giungendo sul cielo della capitale a sera e lanciando migliaia di manifestini. Come aveva già scritto nella relazione anticipata del suo viaggio - scritta nella notte tra il 2 e il 3 e inviata quella stessa mattina all'amico Ferrari -, l'Histoire de ma mort, erano due i testi diffusi sulle piazze di Roma e sopra il Quirinale, allora dimora reale: uno era rivolto al Re, al quale si chiedeva di essere degno dei suoi antenati fautori della libertà italiana, per non rischiare di alienare le simpatie che il popolo italiano aveva sempre avuto per i Savoia; l'altro testo era invece diretto ai cittadini, ai quali ricordava i valori risorgimentali e il primato della libertà. I volantini distribuiti furono 400000. Emulò così l'impresa che nel 1918 aveva portato D'Annunzio alla ribalta delle cronache dopo il volantinaggio su Vienna.

Dopo aver sorvolato la città per circa mezz'ora, De Bosis si diresse verso il mare, dove l'aereo, rimasto privo di carburante, precipitò. Sembra che ai due tecnici tedeschi De Bosis avesse detto che egli intendeva recarsi a Barcellona, e questi non avrebbero pertanto riempito tutti i serbatoi dell'aeroplano.

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Ricordi di Lauro de Bosis[modifica | modifica sorgente]

  • A Roma gli sono intitolate una piazza situata presso la sede del CONI e un busto marmoreo sul colle del Gianicolo, nei pressi del faro, vicino ai busti qui dedicati agli eroi garibaldini, ma da essi separato da una zona verde, quasi ad indicare che egli, per ciò che riguarda la disponibilità al sacrificio, fu un continuatore dell'eroismo risorgimentale, dal quale lo divide solo il mutato contesto storico.
  • A Viareggio è intitolata a De Bosis una strada nel centro della città.
  • In Ancona è ricordato da: una via del quartiere Adriatico, intitolata fino al 1945 a Francesco Crispi; un edificio scolastico, ora centro giovanile, nel rione degli Archi; un'iscrizione metallica, posta sulla scalinata del monumento alla Resistenza del Pincio, che ne ricorda il carattere e l'operato. Essa fa parte di una serie di scritte che riassumono le lotte per la libertà durante il ventennio fascista[7][8].
  • Nell'università statunitense di Harvard dal 1934 la cattedra di Civiltà Italiana è intitolata a De Bosis, che nel 1929 aveva tenuto cicli di lezioni in questo ateneo (la cattedra è chiamata «Lauro de Bosis lectureship»[9]).
  • A Roma, in occasione del 75º anniversario del volo sulla capitale, si è tenuta la mostra Roma guarda Lauro De Bosis, a cura della Soprintendenza Speciale e del Polo Museale Romano[10].
  • Il quotidiano liberale belga Le Soir, il 3 ottobre 2011, ha ricordato l'80º anniversario della sua morte e del suo volo su Roma ricordando che fu il redattore capo del giornale, insieme ad alcuni esuli italiani e a simpatizzanti francesi e belgi a fornire i fondi per l'acquisto dell'aereo; dopo il volo del 1931 il giornale aveva pubblicato integralmente la "Storia della mia morte", testamento spirituale di De Bosis[9].
  • Anche negli Stati Uniti, nell'Università di Harvard, si è ricordato l'80º anniversario del volo su Roma[9].
  • Thornton Wilder dedicò a de Bosis la sua novella Le Idi di Marzo (1948), suggerendo un parallelo tra l'eroe e il poeta Catullo.
  • Una sua biografia, insieme a quella della sua fidanzata Ruth Draper ed a quelle di altri antifascisti italiani quali Ignazio Silone e Gaetano Salvemini, è raccolta nel libro della scrittrice anglo-irlandese-italiana Iris Origo Bisogno di testimoniare.

Galleria[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ M. Vigilante, De Bosis Adolfo Lauro, «DBI», 1987.
  2. ^ Il Tempo
  3. ^ M. Vigilante, cit.
  4. ^ P. Calamandrei, «Varrò più morto che vivo», ora in P. C., Uomini e città della Resistenza, Bari 2006, pp. 43-44
  5. ^ P. Calamandrei, cit., p. 44
  6. ^ P. Calamandrei, cit., p. 45
  7. ^ Scalinata del Monumento alla Resistenza
  8. ^ Il testo, riportato alla pagina [1] è il seguente: LAURO DE BOSIS ERA POETA, FIGLIO DI POETA, DI FAMIGLIA AN­CONITANA. EGLI CREÒ NEL 1928 UNA "ALLEANZA NAZIONALE". ALLO SCOPO DI SVOLGERE UNA PROPAGANDA DI NOTIZIE VERITIERE, DI PERSUASIONI, DI INCITAMENTI. ANCHE SE IL SUO PROGRAMMA POLI­TICO ERA FONDATO SU INGENUE SPERANZE E SU FATALI DISTINZIO­NI, IL SUO TENTATIVO DI TENERE DESTO E VIGILE IL PENSIERO CON­TRO IL FASCISMO CHE LO VOLEVA ANNIENTARE FU UN AMMIREVOLE ATTO DI CORAGGIO E DI FEDE. SCOPERTA LA SUA ORGANIZZAZIONE CLANDESTINA; IMPRIGIONATI ALCUNI SUOI COMPAGNI, EGLI, ASSENTE DALIA PATRIA, NON VOLLE SOTTRARSI ALLE SUE RESPONSABILITÀ E, BENCHÉ SOLO. ALL'IMPEGNO DI CONTINUARE LA LOTTA. IL 3 OT­TOBRE 1931 ANDÒ A VOLARE DALLA COSTA FRANCESE NEL CIELO DI ROMA A SFIDA DELL AVIAZIONE FASCISTA CHE FU COLTA DI SORPRE­SA. PENSAVA DEL PROPRIO DESTINO: "VARRÒ PIÙ MORTO CHE VIVO". LANCIÒ MANIFESTINI DATATI "ANNO VII DAL DELITTO MATTEOTTI". DICEVA AL RE: "DAL FONDO DELLA LORO DISPERAZIONE, QUARANTA MILIONI D'ITALIANI VI GUARDANO". DICEVA AI CITTADINI, CON MAGGIORE INTUIZIONE DELLA REALTÀ: "ANCHE TU SEI RESPONSABILE CON LA TUA INERZIA". SCOMPARVE IN MARE AL RITORNO, CADENDO DAL CIELO COME QUELL'ICARO CH'EGLI AVEVA CANTATO IN POESIA.
  9. ^ a b c www.secondorisorgimento.it
  10. ^ UnDo.Net - network per l'arte contemporanea

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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