Lapidellatura
La lapidellatura (o lapidatura) è una lavorazione meccanica di finitura superficiale eseguita asportando il materiale tramite abrasione, attraverso delle macchine chiamate lapidatrici.
Lo scopo della lavorazione è quello di ottenere superfici perfettamente planari e un'ottima finitura superficiale. Le superfici così trattate si presentano lisce e lucide.
La lapidellatura è una lavorazione che si accosta alla rettifica, dove però diverge lo scopo primario: nella prima lo scopo primario è quello di ottenere la migliore planarità tecnicamente realizzabile, nella seconda quella di ottenere la quota di lavorazione nominale (comunque con un buon grado di finitura).
[modifica] Caratteristiche
Le superfici lapidellate presentano errori di planarità che vanno dai 0,001 a 0,003 millimetri; inoltre tali superfici possono presentare livelli di rugosità intorno al micron (<0,001 mm).
[modifica] Lapidatrice
La lapidatrice è la macchina che realizza la lapidellatura. Sebbene queste macchine utilizzano tutte il principio dell'abrasione meccanica, quest'ultima può essere realizzata in varie modalità:
- polvere o pasta abrasiva smossa da tazze metalliche (es. di ghisa, ottone o rame);
- polvere abrasiva emulsionata in acqua, anch'essa smossa da tazze;
- mole a tazza a grana finissima.
Normalmente le lapidatrici assomigliano nella struttura a delle macchine fresatrici verticali: il pezzo da lavorare viene fissato su una tavola fissa, mentre una testa mobile (dove è fissata la tazza) può scorrerne la superficie. Muovendo avanti e indietro la testa, la tazza schiaccia e trascina l'abrasivo sulla superficie da lavorare, asportando le parti a quota più elevata. Al termine della lavorazione la superficie si presenterà perfettamente piana.
[modifica] Applicazioni
Per le sue peculiarità, la lapidellatura è usata ad esempio nella fabbricazione di:
- calibri;
- rulli e sfere di scorrimento;
- piani campione.
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