Lancia di Lúg

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La lancia magica di Lúg in un'illustrazione di H.R. Millar (1905)

Nella mitologia irlandese la Lancia di Lúg (in origine Lancia Lúin, da Luisne, che significa "fiammeggiante, sfolgorante") è uno dei quattro tesori d'Irlanda, assieme alla Spada di Luce (Claíomh Solais), al Calderone del Dagda e alla Pietra del Destino (Lia Fáil).

La Spear Luin fu originariamente forgiata dal dio Lúg per essere usata contro il malvagio Balor Occhio Cattivo. In altre versioni viene creata per Lúg dalla città di Gorias, una delle quattro capitali dei Tuatha Dé Danann quando prima di venire in Irlanda abitavano le misteriose Isole del Nord.

Fu a causa di quest'arma che Lúg venne soprannominato Lámhfhada, dalla Lunga Mano. Chiunque avesse brandito la Lancia in battaglia avrebbe trionfato sui propri nemici.[1]

Si diceva che fosse così calda da dover essere conservata a punta in giù in un recipiente pieno d'acqua (ovvero il Calderone del Dagda) detto 'Coire Ansic' ("Non-asciutto"), così da non bruciare il luogo dove veniva custodita. Questa lancia però aveva una limitazione, cioè non era facile da utilizzare.

In altre leggende più tarde si dice questa Lancia gocciola sempre sangue.

Ma Lug ha a sua disposizione anche un'altra lancia leggendaria, la Lancia di Assal, consegnata al dio dai figli di Tuireann come parte del guidrigildo per l'assassinio di suo padre Cian. Questa lancia, se usata in battaglia gridando 'ibar' ("Tasso!") non mancava mai il bersaglio, e anzi ritornava al suo possessore allorché questo gridava 'athibar' ("ri-tasso!").[2]. Per questo fu anche soprannominata Areadbhar (Sterminatrice).[3],

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Macalister, R. A. Stewart. Lebor Gabála Érenn. Part IV. Irish Texts Society, Dublin, 1941. § VII, Third Redaction, ¶ 357.
  2. ^ Macalister, R. A. Stewart. Lebor Gabála Érenn. Part IV. Irish Texts Society, Dublin, 1941. § VII, First Redaction, ¶ 319.
  3. ^ Joyce, Patrick W., The Fate of the Children of Turenn, or The Quest for the Eric Fine, Old Celtic Romances, Macmillan & Co., NY, 1894

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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