Lamu (città)

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Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO Flag of UNESCO.svg
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Città vecchia di Lamu
(EN) Lamu Old Town
Lamu, Lamu Island, Kenya.jpg
Tipo Culturali
Criterio (ii) (iv) (vi)
Pericolo Non in pericolo
Riconosciuto dal 2001
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda
KE-Lamu.png
Panorama costiero di Lamu

La città di Lamu è la più grande sull'isola di Lamu, che a sua volta fa parte dell'omonimo arcipelago del Kenya.

La città è capitale del Distretto di Lamu e patrimonio dell'umanità dell'UNESCO.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Lamu, la più antica città popolata del Kenya, fu uno degli insediamenti swahili originali sulla costa orientale dell'Africa. Il porto di Lamu esiste da almeno un millennio. La città venne citata la prima volta dal viaggiatore arabo Abu-al-Mahasini che incontrò un giudice di Lamu visitando La Mecca nel 1441. La storia cittadina è segnata dall'invasione portoghese dell 1506, ed in seguito dalla dominazione dell'Oman attorno al 1813 (l'anno della battaglia di Shella). L'invasione portoghese venne fatta al fine di guadagnare il controllo della tratta commerciale che conduceva all'Oceano indiano. Per molto tempo il Portogallo mantenne il monopolio della navigazione della costa orientale africana ed impose tasse sui preesistenti canali commerciali. Nel 1580 Lamu guidò una ribellione contro i Portoghesi, ribellione fomentata dai turchi. Nel 1652 venne aiutata dall'Oman nel tentativo di cacciare i portoghesi. Gli anni che Lamu visse come protettorato dell'Oman sono da considerare una vera "età dell'oro". In questo periodo Lamu divenne il centro della poesia, della politica, delle arti, dell'artigianato e del commercio.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L'economia di Lamu fu basata sul commercio degli schiavi fino all'abolizione del 1907. Gli altri beni esportati sono avorio, mangrovie, gusci di tartaruga e corni di rinoceronte che venivano spediti attraverso l'Oceano Indiano fino al medio oriente e all'India. Oltre all'abolizione della schiavitù, anche la costruzione della ferrovia dell'Uganda del 1901 contribuì significativamente a mettere in crisi l'economia di Lamu. In tempi recenti il turismo ha gradualmente migliorato l'economia locale.

Attrazioni[modifica | modifica wikitesto]

La città venne fondata nel XIV secolo e contiene ottimi esempi di architettura swahili. La città vecchia è iscritta tra i patrimoni dell'umanità quale "insediamento Swahili più antico e meglio conservato dell'Africa orientale".

Una volta era un importante centro per la tratta degli schiavi, e per questo motivo la popolazione è molto diversificata. Lamu si trovava sulla principale rotta araba e, come risultato, la popolazione è in maggior parte musulmana. A causa delle strade strette le automobili non possono circolare; la città può essere visitata a piedi, in bici o sulla groppa di asini.

Moschea Riyadha

Esistono molti musei, tra cui il Lamu Museum, sede del corno cerimoniale cittadino; un altro museo è dedicato alla cultura swahili ed al servizio postale locale. Tra i principali edifici della città si ricordano:

  • Forte di Lamu: Fumo Madi ibn Abi Bakr, sultano di Pate, ne iniziò la costruzione sulla costa, al fine di proteggere i membri del suo governo, tutt'altro che popolare. Morì nel 1809, prima ancora che venisse completato il primo piano.
  • Moschea Mnarani
  • Moschea Riyadha: Habib Salih, uno Sharif con legami familiari in Hadramawt, Yemen, si insediò a Lamu nel 1880, e qui divenne un insegnante religioso molto rispettato. Habib Salih ebbe grande successo raccogliendo molti studenti e nel 1900, venne eretta la moschea Riyadha. Inaugurò Habshi Maulidi, in cui gli studenti cantavano versi accompagnati da tamburi. Dopo la sua morte avvenuta nel 1935, i suoi figli continuarono a gestire la Madrasa che divenne uno dei più prestigiosi centri di studio islamico dell'Africa orientale. La moschea è sede del Maulidi Festival, organizzato ogni anno durante l'ultima settimana del mese natale del Profeta. Durante questo festival arrivano pellegrini dal Sudan, dal Congo, dall'Uganda, dallo Zanzibar e dalla Tanzania che, insieme agli abitanti del posto, cantano i versi di Maometto.



Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Allen, James de Vere: Lamu, with an appendix on Archaeological finds from the region of Lamu by H. Neville Chittick. Nairobi: Kenya National Museums.
  • Ghaidan, Usam: Lamu: A study of the Swahili town. Nairobi: East African Literature Bureau, 1975.
  • Romero, Patricia W.: Lamu: history, society, and family in an East African port city. Princeton, N.J.: Markus Wiener, c1997. ISBN 1-55876-106-3, ISBN 1-55876-107-1
  • Beckwith, Carol e Fisher, Angela, Testo: Hancock, Graham: "African Ark, People and Ancient Cultures of Ethiopia and the Horn of Africa," New York: Harry N. Abrams, Inc, 1990. ISBN 0-8109-1902-8
  • Couffer, Jack: "The Cats of Lamu." New York: The Lyons Press, c1998. ISBN 1-85410-568-X
  • Prins, A.H.J.: Sailing from Lamu: A Study of Maritime Culture in Islamic East Africa. Assen: van Gorcum & Comp., 1965.

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Coordinate: 2°16′S 40°55′E / 2.266667°S 40.916667°E-2.266667; 40.916667