Lamentazioni di Geremia

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Ritratto di Geremia di Michelangelo nella Cappella Sistina.

Le Lamentazioni di Geremia predicano la necessità di un ritorno alla fedeltà all'alleanza, condannando aspramente le pratiche idolatre, i frequenti soprusi dei forti contro i deboli, l'osservanza ipocrita e superficiale dei rituali. Versione musicale delle lamenazione sono state composte da diversi musicisti.

Thomas Tallis compose due famose lamentazioni. Create per 5 voci, dimostrano un sofisticato uso dell'imitazione ma non sono altrettanto valide dal punto di vista dell'espressività. Così come altri compositori, Tallis compose "Incipit Lamentatio" e "De Lamentatione"; le lettere ebraiche che iniziano ogni verso, (Aleph, Beth per il primo pezzo e Gimel, Daleth e Heth per il secondo), ed il ritornello conclusivo "Ierusalem, Ierusalem ..." (Jerusalem, Jerusalem, torna nuovamente al Signore Dio tuo) enfatizzano il sobrio e melanconico effetto dei pezzi. I due pezzi di Tallis usano dei versi in successione ma le due composizioni sono assolutamente indipendenti una dall'altra, anche se vengono spesso eseguite una dopo l'altra. I compositori sono liberi di usare i versi che preferiscono visto che il ruolo liturgico di questi pezzi è ormai perso.

I lavori di William Byrd vengono eseguiti molto raramente, nonostante l'importanza di questo compositore, non soltanto perché compose questi lavori all'età di venti anni quando non aveva ancora una grande esperienza di composizione, ma anche perché le copie pervenuteci non riportano la parte vocale delle composizioni stesse.

Altri lavori sono quelli di Orlando di Lasso e Pierluigi da Palestrina. Fra le musiche di questo tipo composte nel XX secolo si ricorda la Sinfonia Geremia di Leonard Bernstein anche se si tratta di un'opera strumentale sprovvista di testo e pertanto è completamente un altro tipo di composizione.

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