Lamborghini 350/400 GT

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Lamborghini 350/400 GT
Lamborghini 350 GT 1964.jpg
Lamborghini 350 GT
Descrizione generale
Costruttore Italia  Lamborghini
Tipo principale Coupé
Produzione dal 1964 al 1968
Sostituisce la Lamborghini 350 GTV
Sostituita da Lamborghini Islero
Esemplari prodotti 416
Altre caratteristiche
Dimensioni e massa
Lunghezza 4.640 mm
Larghezza 1.730 mm
Altezza 1.220 mm
Passo 2.550 mm
Massa 1.200 kg
Altro
Stile Touring Superleggera
400GT.JPG
Lamborghini 400GT

La 350/400 GT è la prima autovettura prodotta dalla Lamborghini. È stata costruita tra il 1964 ed il 1968 in 416 esemplari.

La 350 GT[modifica | modifica sorgente]

All'inizio degli anni sessanta, Ferruccio Lamborghini, titolare dell'omonima fabbrica di macchinari agricoli, aveva "osato" sottoporre a Enzo Ferrari alcune critiche sul cambio e sul differenziale della sua Ferrari 250 GT, alle quali il "patron" della Casa di Maranello aveva seccamente risposto: "Che vuol saperne di macchine lei che guida trattori". Per reazione a questa risposta il focoso Ferruccio decise d'affiancare alla produzione di trattori quella di automobili gran turismo, in grado di far concorrenza alle Ferrari[1]. Dato che l'obiettivo di Lamborghini era quello di costruire "Un'automobile perfetta anche se non particolarmente rivoluzionaria"[2], si circondò di tecnici d'alto valore, come Giotto Bizzarrini[3] (ex Ferrari). Proprio Bizzarrini progettò un nuovo motore V12 con 2 alberi a camme in testa per bancata di 3,5 litri da 360 CV ed un nuovo telaio tubolare con sospensioni a 4 ruote indipendenti.

Dopo la presentazione del prototipo 350 GTV, disegnato da Franco Scaglione (1963), e l'abbandono di Bizzarrini (che lasciò la Lamborghini per fondare un proprio marchio), la pur giovane Casa di Sant'Agata Bolognese venne rifondata, con l'ingaggio di Gianpaolo Stanzani (motori) e Gian Paolo Dallara[4] (telai).

La 350 GTV venne resa meno estrema dalla carrozzeria Touring (cui venne affidato lo sviluppo), ridisegnando il frontale (che aveva suscitato parecchie critiche), la coda (parzialmente) e gli interni. I fari a scomparsa e le vistose cromature furono rimossi. L'originale impostazione del padiglione data da Franco Scaglione, tuttavia, non venne stravolta. Anche il motore, sempre V12 di 3464cm³, venne addolcito (270 CV), attraverso l'adozione di alberi a camme dal profilo meno "spinto", della lubrificazione tradizionale (anziché a carter secco) e di 6 carburatori Weber più grandi (da 40 mm anziché 36).

Il quadro tecnico era completato dai quattro freni a disco Girling, dal cambio ZF manuale a 5 rapporti e dal differenziale Salinsbury. Raffinati (interni in pelle, volante in legno) e comodi anche gli interni. Dell'assemblaggio della nuova coupé Lamborghini 350 GT si occupò la Touring di Milano, adottando la celebre struttura Superleggera, ma il telaio, il cui passo era aumentato di 10 cm rispetto alla GTV, fu realizzato a Modena da Neri e Bianconcini.

L'auto venne esposta in anteprima al Salone dell'Automobile di Ginevra (marzo 1964) ma non era marciante. Desideroso di lasciarsi alle spalle le critiche alla GTV, infatti, Ferruccio Lamborghini si affrettò a presentare la nuova coupé anche se priva di motore. Su questa maquette era presente la dicitura, poi rimossa negli esemplari di serie, "2+1" poiché aveva un terzo posto di fortuna dietro i due principali. Per vedere la vettura completa si dovette aspettare il salone di Torino nell'autunno successivo.

Nel 1966 la 350 GT cedette il posto alla sua evoluzione 400 GT. Ne sono stati costruiti 135 esemplari[5].

La 400 GT[modifica | modifica sorgente]

Posteriore della 400GT

Per ridestare interesse nel modello, la casa del toro decise d'intervenire, in verità in maniera assai leggera, sulla 350 GT. Le principali novità estetiche erano date dagli inediti doppi fari anteriori circolari (al posto di quelli ovoidali), dall'eliminazione dei rostri ai paraurti e dalla mascherina rivista. Dal punto di vista tecnico la maggior differenza rispetto alla serie precedente, che, tra l'altro giustificava il cambio di nome in 400 GT, era data dall'incremento di cilindrata del V12 a 3929 cm³. La potenza aumentata a (320 CV) era ottenuta ad un regime inferiore di 500 giri al minuto. Degne di nota anche l'adozione di sincronizzatori Porsche per il cambio e le novità agli interni (plancia, pannelli porta, sedili).

La 400 GT era offerta sia in versione 2 posti che 2+2. Il pubblico preferì di gran lunga la seconda: 250 esemplari prodotti fino al 1968 contro 23.

Nel 1968 venne sostituita dalla Islero

Prototipi e modelli speciali[modifica | modifica sorgente]

Oltre alla 350 GTV, l'autotelaio della GT fu utilizzato per la costruzione di diverse versioni esclusive, pratica molto comune negli anni '60.

3500 GTZ[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lamborghini 3500 GTZ.

Su ordinazione del concessionario milanese della Lamborghini, la carrozzeria Zagato realizzò nel 1965 una coupé sportiva dalle linee fortemente ispirate alle competizioni. La 3500 GTZ (dove la Z era appunto l'iniziale del carrozziere lombardo) fu la prima Lamborghini ad essere equipaggiata con il motore da 3929 cc. Di quest'auto furono realizzati 2 esemplari, entrambi venduti, ma non ebbe, un seguito produttivo.

La 400 GT Monza
La 4000 GT Flying star II

350 GT Spider (o GTS)[modifica | modifica sorgente]

Sulla base della 3,5 litri la Touring realizzò la prima convertibile della storia Lamborghini. Costruita in due esemplari rispettivamente di colore nero e oro (telai 0325 e 0328), la spider era assolutamente identica al modello di derivazione fino alla linea di cintura, tanto che una terza auto fu ricavata nel 1982 da una [coupé] (telaio 0160) semplicemente rimuovendo il tetto. Il modello color oro fu esposto al salone dell'auto di Torino nel 1965, riscuotendo uno straordinario successo. Ma la leggendaria avversione di Ferruccio Lamborghini per le cabriolet ne impedirono, come accadde in seguito anche per la Miura roadster, la messa in produzione (la prima convertibile commercializzata dalla casa sarà la Silhouette nel 1976, quando il fondatore aveva già da tempo perso il controllo dell'azienda).

400 GT Monza (o Monza 400)[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lamborghini 400GT Monza.

Nel 1966 invece un cliente americano si fece costruire dalla carrozzeria Neri e Bonacini di Modena una 400 GT speciale, denominata Monza, appositamente per partecipare alla 24 ore di Le Mans. Dopo 25 anni di vicissitudini, durante i quali l'auto parve essere andata perduta, la Monza fu ritrovata e restaurata[6]. Assieme alla Miura oggi è una delle Lamborghini più quotate.

4000 GT Flying Star II[modifica | modifica sorgente]

Basandosi sulla 400 GT, la carrozzeria milanese Touring realizzò una propria one-off. Progettata da Felice Bianchi Anderloni, si presentava come una shooting brake biposto dalle linee molto marcate. I gruppi ottici originali vennero mantenuti, ma furono posti sotto delle coperture supplementari in vetro. Il telaio era in acciaio tubolare, mentre le sospensioni erano realizzate con schema a quadrilatero su tutti gli angoli. Il propulsore era un V12 da quattro litri in alluminio dotato di sei carburatori verticali Weber. Gestito da un cambio a cinque rapporti, erogava la potenza di 320 cv. Venne lanciata presso il salone automobilistico di Torino del 1966, ma non ebbe molto successo[7].

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Sergio Massaro, Lamborghini - Le granturismo, settembre 1991, Ediauto
  • Gazzetta dello Sport-Fabbri Editore, Lamborghini Collection, 2013, n.17
  • Roberto Valentini, Toro scatenato - 50 anni di Lamborghini, La manovella n°3 , marzo 2013, pagine 30-41, ISSN 1593-7607

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Ferruccio Lamborghini, che storia. URL consultato il 20 luglio 2014.
  2. ^ Storia della Lamborghini Automobili. URL consultato il 21 luglio 2014.
  3. ^ La storia di Giotto Bizzarrini Dalla Ferrari GTO alla baby Grifo. URL consultato il 21 luglio 2014.
  4. ^ Paolo Stanzani, il mago della tecnica. URL consultato il 21 luglio 2014.
  5. ^ 1963: nasce la Lamborghini Automobili. URL consultato il 21 luglio 2014.
  6. ^ Malcolm McKay, Feature: Lamborghini Monza - Discovered after 35 years..., www.classicandperformancecar.com, novembre 2010. URL consultato il 20 luglio 2014.
  7. ^ Lamborghini 4000 GT Touring Flying Star II. URL consultato il 09 ottobre 2013.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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