Lago di Giulianello
| Lago di Giulianello | |
|---|---|
| Stati | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Altitudine | 235 m s.l.m. |
| Dimensioni | |
| Superficie | 0.12 km² |
| Profondità massima | 10 m |
| Idrografia | |
| Bacino idrografico | 39.16 km² |
Il Lago La Torre, altrimenti detto lago di Giulianello è il terzo lago vulcanico dei Colli Albani, dopo quello di Castel Gandolfo e di Nemi. Si tratta di un lago vulcanico di forma ovale dal perimetro di 1,8 km, ed è posto tra i comuni di Velletri e di Cori, in un'enclave amministrata dal comune di Artena. Orograficamente, è individuabile nella piana tra i Colli Albani e i Monti Lepini. Sito di gradevole bellezza paesaggistica, ospita una notevole biodiversità di fauna (ittica e avifaunistica) e di flora (canneti e querce secolari lungo la riva).
Indice |
[modifica] Pesca
La pesca è molto praticata sul luogo dagli appassionati locali. Il metodo preferito è quello detto "a spinning", ma sono praticati, in larga misura, anche i metodi detti "a fondo" e "all'inglese". Nel lago sono presenti diverse specie ittiche: luccio, persico reale, persico trota, tinca, anguilla e scardola. Sembra siano presenti anche esemplari di carpa e lucioperca. Per la pesca nel lago è necessario disporre di regolare licenza.
[modifica] Aspetti storici
Un insediamento protourbano, secondo recenti indagini, si sarebbe sviluppato sul Colle della Coedra, una delle colline che sovrasta il lago, sulla antica Via Doganale, a partire dal IX secolo a.C., fino a divenire uno dei più estesi di tutto il Lazio. Sembra sia stato abbandonato nel VI secolo a.C. Probabilmente la sua fortuna, e la sua fine, sono legate agli eventi che vanno dalla fine della dinastia dei Tarquini a Roma all'espansione da parte dei Volsci.
[modifica] Aspetti ambientali
Il 12 maggio del 2007 la Regione Lazio ha avviato l'iter per elevare il Lago La Torre detto di Giulianello sul territorio di Giulianello a Monumento Naturale.
[modifica] Cinema
Nel 1911, proprio sul lago La Torre, oltre che nelle campagne veliterne, fu girato il primo film degli studi cinematografici della Helios Film di Velletri, allora esistenti. Il titolo era L'Inferno, ed era basato sull'inferno dantesco: film muto, in bianco e nero, della durata di 15'. Recentemente è stato rinvenuto nella Filmoteca Vaticana e presentato restaurato nel I festival del cinema dei Castelli Romani a Ciampino. La Helios perse per questo film una causa con la Milano Films, autrice di un altro Inferno contemporaneo a questo, che viene considerato il primo lungometraggio della storia del cinema italiano.