Lago della Vacca
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| Lago della Vacca | |
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| Nazione | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Comune | |
| Coordinate | |
| Tipologia | artificiale |
| Dimensioni | |
| Superficie | 0.256 km² |
| Altitudine | 2.358 m s.l.m. |
| Bacino imbrifero | 1.56 km² |
| Immissari principali | nessuno |
| Emissari principali | Rio Laione |
Il Lago della Vacca è un bacino lacustre artificiale situato a 2358 m s.l.m. nell'alta valle del Caffaro, in provincia di Brescia, ai piedi della parete ovest del Cornone di Blumone, in Lombardia.
Deve il nome a una curiosa formazione rocciosa situata nelle vicinanze, al Passo della Vacca (2355 m), la cui forma ricorda quella di un grosso bovino soprattutto se vista da lontano.
Di dimensioni ristrette (25,6 ha), si colloca in una conca di origine glaciale, all'estremità meridionale del massiccio montuoso dell'Adamello, circondata da vette che superano i 2500 metri di quota. Il lago non ha veri e propri immissari: trae alimentazione dalle precipitazioni estive che cadono nel modesto bacino imbrifero (156 ha) e dallo scioglimento progressivo della coltre nevosa che copre nel periodo invernale i pendii delle montagne circostanti, nel periodo tra aprile e giugno. L'unico emissario, a valle dello sbarramento, è il Rio Laione (o Lajone), affluente del Caffaro.
Il volume medio di acqua contenuta nell'invaso è di 2,4 milioni di metri cubi[1].
Lo sbarramento del lago della Vacca è un manufatto in calcestruzzo, del tipo conosciuto come diga a gravità, di 5600 m² di volume, 17,5 m di altezza massima e 87 m di sviluppo al coronamento superiore[2]. Fu completata nel 1927, pochi anni dopo il disastro del Gleno che pose un interrogativo sull'affidabilità della tecnica all'epoca utilizzata nella costruzione degli sbarramenti idroelettrici.
L'utilizzo principale dell'invaso è la produzione di energia elettrica: esso alimenta, infatti, la sottostante centrale idroelettrica del Gaver, gestita dalla società concessionaria Caffaro s.p.a..
Presso la sponda sud-orientale del bacino sono situati due rifugi alpini: il Tita Secchi, di proprieta della società Ugolini di Brescia e gestito dalla guida Gino Baccanelli è aperto al pubblico nei mesi estivi (le chiavi del locale invernale, quando chiuso, sono custodite dai guardiani della diga), e il Gabriele Rosa, dismesso da alcuni anni.

