Lago d'Orta

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Lago d'Orta (Cusio)
Lago-d'Orta San-Giulio.jpg
Stato Italia Italia
Regione Piemonte Piemonte
Provincia Novara Novara
Verbano-Cusio-Ossola Verbano-Cusio-Ossola
Coordinate 45°48′46.23″N 8°23′44.15″E / 45.812842°N 8.395597°E45.812842; 8.395597Coordinate: 45°48′46.23″N 8°23′44.15″E / 45.812842°N 8.395597°E45.812842; 8.395597
Altitudine 290 m s.l.m.
Dimensioni
Superficie 18,2 km²
Lunghezza 13,4 km
Larghezza 2,5 km
Profondità massima 143 m
Profondità media 71,6 m
Volume 1,3 km³
Idrografia
Bacino idrografico 116 km²
Immissari principali numerose sorgenti sotterranee o subacquee

Torrenti Scarpia, Pellino, Plesna, Qualba, Fiumetta, Pescone

Emissari principali Nigoglia
Tempo di residenza 8.9 anni
Isole isola di San Giulio
Mappa di localizzazione: Italia
Lago d'Orta (Cusio)

Il lago d'Orta o Cusio (Lagh d'Òrta in piemontese e in lombardo) è un lago prealpino del Piemonte collocato tra le province di Novara e del Verbano-Cusio-Ossola.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Il Lago d'Orta visto dal Mottarone

A est, il monte Mottarone separa il lago d'Orta dal Lago Maggiore, mentre a ovest, monti alti fino a 1300 metri separano lo specchio acqueo dalla Valsesia. È il più occidentale fra i grandi laghi prealpini, originato dal fronte meridionale del ghiacciaio del Sempione. Contrariamente a quanto accade con molti laghi alpini, che hanno un emissario a sud, le acque del lago d'Orta escono dal lago a nord e attraversano la città di Omegna, dando origine al torrente Nigoglia, che confluisce nello Strona che, a sua volta, sfocia nel Toce e quindi nel Lago Maggiore.

Al centro del lago si trova l'isola di San Giulio, di dimensioni assai contenute, che ospita nella Basilica le spoglie del santo omonimo.

Cenni storici[modifica | modifica sorgente]

Il lago d'Orta et l'isola di San Giulio, disegno dal generale Charles Rouen, 1868 circa.
L'isola di San Giulio

La presenza umana sul lago d'Orta è antica e risale almeno al neolitico, come testimoniano gli scavi archeologici condotti sull'isola di San Giulio, che hanno portato alla luce un frammento ceramico ascrivibile alla Cultura VBQ. Nel corso dell'età del ferro il lago era abitato da genti celtofone inquadrabili nell'ambito della Cultura di Golasecca. Nei secoli successivi il territorio segue il processo di romanizzazione che caratterizza la Transpadana.

Alla fine del IV secolo i due fratelli greci Giulio e Giuliano, originari dell'isola di Egina arrivano sulle rive del lago e si dedicano, con il beneplacito dell'imperatore Teodosio I all'abbattimento dei luoghi di culto pagani e alla costruzione di chiese. La leggenda vuole che san Giulio abbia lasciato al fratello Giuliano il compito di edificare a Gozzano la novantanovesima chiesa, cercando da solo il luogo dove sarebbe sorta la centesima. Individuata nella piccola isola il luogo adatto, ma non trovando nessuno disposto a traghettarlo, Giulio avrebbe steso il suo mantello sulle acque navigando su di esso. Sull'isola Giulio sconfisse i draghi e i serpenti che popolavano quel luogo, simbolo evidente della superstizione pagana, cacciandoli per sempre e gettando le fondamenta della chiesa nello stesso punto in cui oggi si trova la basilica di San Giulio. La leggenda del Santo Giulio è citata in numerose opere[1].

Con l'arrivo dei longobardi, attorno all'anno 570, le terre dell'Alto Novarese furono inquadrate nel ducato di San Giulio, a capo del quale fu posto nel 575 il duca Mimulfo, con l'incarico di difendere l'Ossola dai Franchi. Quando, pare a causa del tradimento di Mimulfo, i Franchi varcarono il Sempione il re dei Longobardi Agilulfo fece decapitare Mimulfo. Un sarcofago che si dice aver ospitato le sue spoglie è attualmente utilizzato come cassetta per le elemosine nella Basilica.

Nel 957 il castello dell'isola di San Giulio, in cui si era asserragliato Berengario d'Ivrea, venne assediato da Litolfo, figlio dell'imperatore Ottone I. Alla morte di Litolfo, Berengario riprese le ostilità, costringendo lo stesso imperatore a calare in Italia. Mentre Berengario si fortificava a San Leo nel ducato di Spoleto, sua moglie Willa, radunati tutti i suoi tesori, si rifugiò sull'isola di San Giulio, essendo queste le uniche fortezze del regno a poter resistere a lungo. L'assedio del 962 all'isola durò in effetti due mesi dopodiché la regina si arrese. Ottone si impossessò del tesoro ma, ammirato dal coraggio della regina, le permise di raggiungere il marito. Durante l'assedio nacque sull'isola Guglielmo da Volpiano, futuro abate di Digione.

Nel 1219, dopo una contesa ventennale tra il vescovo e il Comune di Novara, nacque formalmente il feudo vescovile della "Riviera di San Giulio". Nel 1311 lo staterello divenne contea imperiale e successivamente conosciuta anche come principato vescovile. Nel 1767 i diritti sovrani sul territorio furono ceduti alla casa Savoia. La definitiva cessione di potere ai Savoia avvenne però solo nel 1817 con la rinuncia ufficiale da parte dell'ultimo principe-vescovo titolare. Il Comune di Omegna e la parte settentrionale del lago si federarono invece con il Comune di Novara fin dal 1221, seguendo le sorti del Novarese.

Organizzazione amministrativa[modifica | modifica sorgente]

Lo staterello nel tempo fu diviso in tre unità amministrative:

Riviera superiore

  • capoluogo Orta, mentre la sede del vescovo era nel castello di San Giulio
  • Ameno
  • Armeno
  • Arola
  • Bassola
  • Brolo
  • Carcegna
  • Cesara
  • Coiromonte
  • Corconio
  • Crabbia
  • Grassona
  • Egro
  • Legro
  • Lortallo
  • Miasino
  • Nonio
  • Pella
  • Pettenasco
  • Pisogno
  • Pratolungo
  • Ronco
  • Vacciago

Riviera inferiore

Signoria di Soriso

  • Soriso superiore
  • Soriso inferiore (dal 1494)

Origine del nome[modifica | modifica sorgente]

Nel medioevo il lago era noto come lago di San Giulio e solo a partire dal XVII secolo cominciò ad affermarsi il nome attuale di lago d'Orta, dalla principale località, Orta San Giulio. Il nome Cusius (Cusio) deriva da una cattiva lettura della Tabula Peutingeriana dove compare un lacus Clisius la cui esatta identificazione è incerta. Il nome Cusio (diffuso sulla base dell'autorità dello storico Lazzaro Agostino Cotta, autore della Corografia della Riviera di San Giulio alla fine del Seicento) entrò comunque nell'uso, dapprima erudito e quindi amministrativo ed è ora utilizzato per indicare il lago. Sono invece da relegare tra le speculazioni fantastiche le ipotesi che farebbero derivare il nome Cusius dalla fantomatica tribù degli Usii. Il nome degli Usii appare per la prima volta negli scritti dello storico Antonio Rusconi, verso il 1880, e da alcuni è stato ripreso acriticamente in seguito.

Ambiente[modifica | modifica sorgente]

Fauna[modifica | modifica sorgente]

Tra le specie che popolano il lago è presente l'agone (Alosa agone).

Il disastro ecologico del lago[modifica | modifica sorgente]

A partire dal 1926 e per un lungo periodo di anni il Lago d'Orta fu gravemente inquinato dagli scarichi di solfati di rame e ammonio dell'industria tessile Bemberg, che produceva rayon con il processo cupro-ammoniacale; in pochi anni il lago diventa invivibile per la maggior parte degli organismi pelagici e bentonici|ti[2]. L'evento del 1926 non è l'unico, poiché continuando il processo di industrializzazione delle coste, negli anni sessanta i metalli scaricati dalle attività elettrogalvaniche (quali i sali di rame, cromo, nichel e zinco) aggravarono le condizioni del lago accentuando ulteriormente l'acidificazione dell'intera massa lacustre provocata dai processi di ossidazione biochimica dell'ammonio a nitrato. In quegli anni il lago diventa famoso come uno dei più inquinati a livello mondiale e per questo studiato da esperti internazionali. Con la chiusura degli scarichi venefici, dagli anni ottanta iniziò un graduale miglioramento anche a seguito di interventi massivi di liming effettuato dall'Istituto per lo studio degli ecosistemi di Pallanza, e alla costruzione dei collettori fognari delle zone urbane limitrofe. Solo dopo questi interventi il lago poté ripopolarsi di pesci e di uccelli acquatici.

Località rivierasche[modifica | modifica sorgente]

Orta San Giulio

Altre località affacciate sul lago:

  • Madonna del Sasso, con la località Boleto e il celebre Santuario della Madonna del Sasso dal quale si ha una spettacolare vista sul lago.
  • Pogno: paese dipinto.
  • Bolzano Novarese
  • Ameno: il paese degli artisti. In passato fu uno dei centri più ricchi del lago, come testimoniano le sue numerose chiese e le ville edificate dagli amenesi che avevano costruito la loro fortuna all'estero.
  • Armeno: il paese degli alberghieri.
  • Quarna Sotto: il paese della musica
  • Quarna Sopra: dal suo belvedere si ha una visione a volo d'uccello del lago.
  • Cesara
  • Arola: lungo il percorso che conduce alla Colma di Civiasco.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Letteratura[modifica | modifica sorgente]

Proprio del lago d'Orta è originario Gianni Rodari, nato il 23 ottobre 1920 a Omegna. Nelle sue opere ritornano citazioni al lago d'Orta: C'era due volte il Barone Lamberto (ambientato sull'Isola di San Giulio); Il ragioniere-pesce del Cusio. Il comune di Omegna ha realizzato un parco dedicato a Rodari.

Meta ideale di artisti e scrittori, fu teatro del breve incontro tra Nietzsche e Lou Andreas Salomè, che costituì una delle rarissime esperienze femminili del grande filosofo. È sul lago d'Orta che Nietzsche, dopo il rifiuto di Lou Salomé alla sua proposta amorosa, iniziò la gestazione delle sue opere critiche, tra cui il famoso "Così parlò Zarathustra".

Le località attorno al lago appaiono sovente descritte nelle opere di importanti autori anche non Cusiani, recentemente riproposti dagli Itinerari letterari del lago d'Orta e del Mottarone: Achille Giovanni Cagna, Alpinisti Ciabattoni; Ernesto Ragazzoni, Poesie; Honoré de Balzac, La Comédie humaine (Les employés); Mario Bonfantini, La tentazione; Robert Browning, By the Fire-Side; Agostino Richelmy, La lettrice di Isasca; Markus Werner, Festland [Terraferma]; Carlo Emilio Gadda, Viaggi di Gulliver; Henry Bordeaux, Les Roquevillard; Mario Soldati, 44 novelle per l'estate; Enea Silvio Piccolomini, Egloga; Carlo Porta, La guerra di pret; Eugenio Montale, Sul lago d'Orta; Meredith, Victoria; Emilio Praga e Roberto Sacchetti, Memorie del presbiterio; Lawrence Durrell, Un sorriso nell'occhio della mente

Ecomuseo[modifica | modifica sorgente]

Nel 1997 è stato costituito l'Ecomuseo del Lago d'Orta e Mottarone, sulla base della L.R. n. 31/1995 con cui la Regione Piemonte ha promosso la costituzione di ecomusei sul proprio territorio.

Sacro Monte di Orta[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sacro Monte di Orta.

Nel 2003 il Sacro Monte di Orta, assieme ai Sacri Monti della Lombardia e del Piemonte, è stato iscritto dall'UNESCO nella lista del patrimonio dell'umanità.

LagoOrtaMadonnaSasso.jpg

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ si vedano ad esempio le opere di Lazzaro Agostino Cotta
  2. ^ Rina Monti, La graduale estinzione della vita nel Lago d'Orta, Milano, Hoepli, 1930.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Lazzaro Agostino Cotta, Corografia della Riviera di San Giulio, Milano 1690 (ed. anast. Borgomanero 1980).
  • Rina Monti, La graduale estinzione della vita nel Lago d'Orta, Ulrico Hoepli, Milano 1930.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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