Lago Moro (Valle Camonica)

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Il Lago Moro
Il Lago Moro (Valle Camonica)
Paese/i: bandiera Italia
Regione/i: Lombardia
Provincia/e: stemma Brescia
Località: {{{localitàlago}}}
Tipo: {{{tipolago}}}
Superficie: 0,174 km²
Altitudine: 380 m s.l.m.
Lunghezza: {{{lagolunghezza}}} km
Larghezza massima: {{{lagolarghezza}}} km
Profondità massima: 43 m
Profondità media: {{{lagoprofonditàmedia}}} m
Sviluppo costiero: {{{costalago}}} km
Immissari principali: Nessuno
Emissari principali: Nessuno
Tempo di ritenzione lacustre: {{{ritenzionelago}}}
Isole: {{{isolelago}}}
Bacino imbrifero: 1,5 km²
Volume: {{{volumelago}}} km³
[[Immagine:|280px|Mappa del lago]]
45° 52' 49" N, 10° 9' 23" E

Il lago Moro è un piccolo lago alpino situato in Val Camonica, attualmente diviso tra i comuni di Darfo Boario Terme e Angolo Terme. Fino al 1959 il lago rientrava interamente nei confini territoriali del comune di Angolo Terme. Tipico laghetto alpino, circondato da boschi e monti, è un luogo di ritrovo molto suggestivo.

Indice

[modifica] Geografia e morfologia

Il lago Moro si trova in Val Camonica, nelle prealpi bresciane adagiato tra le colline delle Sorline e di Rodino, al di sotto dei monti Pora e Altissimo. Si può raggiungere abbastanza facilmente da Corna (frazione di Darfo Boario Terme) o dall'abitato di Angolo Terme, mentre è collegato con Anfurro e Gorzone tramite sentieri. Si trova a 380 m di altitudine, è di piccole dimensioni (ha una larghezza massima di 328 m e una lunghezza massima di 835 m con una superficie di 0,174 km²) ed ha una profondità di 43 m. Le sue pareti sono ripide e scendono immediatamente in profondità ed ha acque molto scure. Data la sua collocazione in un bacino con vette di varia altitudine che lo circondano per tutto il suo perimetro, ha acque fredde e durante gli inverni rigidi può ghiacciare. Sulla sua origine le fonti sono discordanti: alcune parlano di una presunta origine vulcanica, altre parlano di origine glaciale. Non ha nè emissari nè immissari: solo alcuni piccoli ruscelli sfociano nel lago ed è alimentato principalmente da sorgenti sublacustri di profondità, per questo motivo il lago è meromittico (ovvero le acque profonde e quelle superficiali non si mescolano mai). Il lago ha sulla riva orientale un caratteristico borgo di nome Capo di lago (frazione di Darfo Boario Terme) abitato da poche decine di persone, mentre a mezza costa sui monti attorno si trova l'abitato di Anfurro di sotto (sopra la riva occidentale), frazione di Angolo Terme, da cui si può raggiungere il lago tramite impervi sentieri. Sopra la riva settentrionale si trovano alcune abitazioni facenti parte della località Carbone, mentre sopra la riva meridionale si trovano solo alcune cascine.

[modifica] Nome

Anche le fonti riguardanti il nome sono discordanti: secondo alcuni l'origine del nome è da ricercare nel colore scuro delle sua acque, altri sostengono che derivi dal termine celtico moir che significa lagozza, lago basso.

[modifica] Valorizzazione

Dal 1973 è attiva l'Associazione Amici del Lago Moro, cha ha promosso varie attività col fine di promuovere il lago: l'organizzazione di convegni e tavole rotonde, il bando di borse di studio, concorsi di vario genere (fotografici, letterari, grafici), la raccolta di fondi attraverso mostre e aste d'arte. Nel 2000 è stato istituito il parco locale d'interesse sovracomunale del Lago Moro.

D'estate il lago è affollato da gitanti. Vi si possono praticare il nuoto, la pesca, gite in barca (non a motore) e pedalò. Date le sue acque relativamente fredde (rispetto a quelle del vicino lago di Iseo), il bagno generalmente è possibile solo dall'ultima settimana di giugno fino alla prima settimana di settembre o anche per periodi più brevi. Il lago ha la fama di essere altamente pericoloso per chi vi nuota. Le rive scoscese del lago, il colore scuro delle acque, uniti al fatto che non esiste un servizio di soccorso organizzato, rendono difficile gli interventi di salvataggio: chiunque per un malore o per altri motivi sparisse nelle sua acque, sarebbe difficilemente localizzato e tratto in salvo, anche se i soccorsi si attivassero immediatamente. Inoltre la temperatura mediamente bassa dell'acqua facilita crampi e congestioni. Ciononostante (anche se dati precisi non esistono) non risultano annegamenti in numero particolarmente rilevante.

D'inverno sono molti i turisti che si recano in escursione data la bellezza paesaggistica del luogo.

[modifica] Leggende

Varie sono le leggende (le bòte, leggende locali camune, approdate alle stampe grazie a don Lino Ertani) sorte intorno al lago. La più famosa parla di una culla che nelle notti di luna piena apparirebbe in mezzo alle acque del lago. La leggenda ha molte varianti, che rispecchiano tutte la trama seguente. In un lontano passato il lago non esisteva. Al suo posto una piccola radura in cui sorgeva una casa abitata da una donna e dal suo bambino nato da poco. Un giorno un misterioso viandante bussa alla porta della casa chiedendo cibo. La donna lo caccia malamente e il viandante andandosene maledice la casa. Nella notte un diluvio allaga la radura sommergendo la casa con la donna e il bambino e creando il lago. Da allora ogni notte di luna piena la culla illuminata col bambino compare nelle acque del lago.

[modifica] Galleria fotografica

[modifica] Voci correlate

[modifica] Bibliografia

[modifica] Collegamenti esterni



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