Lafresnaya lafresnayi

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Colibrì di Lafresnay
Mountain Velvetbreast (Lafresnaya lafresnayi).jpg
Maschio di Lafresnaya lafresnayi nella riserva Yanacocha, Ecuador
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Aves
Ordine Apodiformes
Famiglia Trochilidae
Genere Lafresnaya
Bonaparte, 1850
Specie L. lafresnayi
Nomenclatura binomiale
Lafresnaya lafresnayi
(Boissonneau, 1840)
Sinonimi

Trochilus lafresnayi
Trochilus flavicaudatus
Lafresnaya flavicaudatus
Calothorax lafresnayi
Entima lafresnayi
Euclosia lafresnayi

Nomi comuni

colibrì di Lafresnay, petto di velluto, petto di velluto montano

Areale

Lafresnaya lafresnayi map.svg

Il colibrì di Lafresnay (Lafresnaya lafresnayi Boissonneau, 1840), noto anche come petto di velluto, è un uccello della famiglia Trochilidae, unica specie del genere Lafresnaya.[2]

Tassonomia[modifica | modifica sorgente]

Questa è l'unica specie del genere Lafresnaya (Bonaparte, 1850). Inizialmente era incorporato nel genere Trochilus, e, successivamente, in Calothorax. Fu Charles Lucien Bonaparte a introdurre Lafresnaya che, nonostante fosse poi sostituito da Entima ed Euclosia, ha finito per prevalere ed è il nome ancora oggi valido.

Sono riconosciute 6 sottospecie[2]:

  • L. l. liriope (Bangs, 1910), Sierra Nevada de Santa Marta nella Colombia nord-orientale;
  • L. l. longirostris (Schuchmann, Weller & Wulfmeyer, 2003), Colombia centro-occidentale;
  • L. l. greenewalti (Phelps & Phelps Jr., 1961), territori a est e a sud-est del Lago Maracaibo nel Venezuela nord-occidentale;
  • L. l. lafresnayi (Boissonneau, 1840), Colombia centro-orientale e territori a ovest e a sud-ovest del Lago Maracaibo nel Venezuela nord-occidentale;
  • L. l. saul (Delattre & Bourcier, 1846), Colombia sud-occidentale, Ecuador e Perù settentrionale;
  • L. l. rectirostris (Berlepsch & Stolzmann, 1902), Perù centrale;

Originariamente nel genere erano presenti due specie, ovvero L. lafresnayi, conosciuta con il nome di L. flavicaudata, e L. grayi, un sinonimo si L. l. saul che un tempo era riconosciuta una specie a sé stante. Inoltre, esistono due ulteriori sottospecie che sono generalmente considerate non valide:

  • L. l. tamae (Phelps & Aveledo Hostos, 1987), considerato come sinonimo di L. l. lafresnayi;
  • L. l. orestes (Schuchmann, 1999), considerato un sinonimo di L. l. rectirostris.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Nella sottospecie nominale (L. l. lafresnayi) il maschio ha le parti superiori del corpo di un verde scuro splendente. Le timoniere medie sono bronzo-dorato, quelle laterali sono marroncino chiaro marginate con verde-bronzeo. La coda ha una forma biforcuta. La gola, il petto, e i fianchi, sono verde metallico, mentre l'addome è nero vellutato. Le ali, lunghe e curvate verso l'interno, raggiungono la coda e sono marrone-violaceo. Il becco, stretto, curvo, e più lungo della testa, è nero. Nella femmina le parti superiori sono verde-dorato e le timoniere bronzo-dorato. Le parti inferiori sono giallo-marroncino con macchie verdi che si intensificano sulla gola. La forma L. l. liriope ha sulle timoniere delle macchie bianche sotto le parti scure e si differenzia per il becco più diritto. L.l. longirostris differisce, invece, per il becco molto più curvato, la parte superiore della coda che ha una tonalità meno bronzata e assume una colorazione che va dal grigio chiaro a marrone-giallastro. La sottospecie L. l. greenewalti ha una tonalità che tende al giallastro e meno blu-verdastro, inoltre, le timoniere sono bianche invece che gialle. L. l. saul è più grande della specie nominale, da cui si differenzia per la coda bianca e per il verde del petto che è più splendente. L. l. rectirostris differisce da quest'ultima per il verde che ha una tonalità più bronzata sul dorso e più chiara sul petto, ma anche per il becco che ha una forma più diritta.

Biologia[modifica | modifica sorgente]

Un maschio e due femmine di L. l. saul

Comportamento[modifica | modifica sorgente]

Le femmine si muovono disordinatamente alla ricerca di cibo e sembrano non curanti della difesa del proprio territorio a differenza dei maschi che tendono a proteggere il proprio lanciandosi all'inseguimento degli intrusi. I maschi volano su un numero ristretto di posatoi situati sugli alberi, a circa 10 m, e osservano la zona circostante in silenzio e scacciando gli eventuali invasori.

Voce[modifica | modifica sorgente]

Quando si nutrono o riposano sono generalmente silenziosi, invece emettono un "seep" monosillabico durante i lunghi voli o mentre ispezionano il territorio. Gli inseguimenti sono invece accompagnati da una serie di "see-see-see-see" ripetuti velocemente.

Alimentazione[modifica | modifica sorgente]

L'alimentazione degli esemplari maschi è differente da quelli femmina, ciò è dovuto probabilmente al fatto che queste ultime hanno un becco leggermente più lungo (circa 2 mm, in alcuni casi anche 4 mm). Per questo motivo le femmine si nutrono solo del nettare di quattro generi fiori che hanno la corolla allungata: Castilleja, Symbolanthus, Pantedenia e Siphocampylus. Tre di queste (esclusa la Castilleja) non sono visitate da nessun'altra specie di colibrì così sono dipendenti dal colibrì di Lafresnay per l'impollinazione. I maschi, invece, si nutrono principalmente nelle infiorescenze delle piante di Palicourea e raramente negli esemplari piccoli di Castilleja.

Riproduzione[modifica | modifica sorgente]

Costruisce un nido a forma di coppa in una biforcazione tra i rami a circa 2 m da terra in cui depone generalmente 2 uova.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

Abita nel territorio che va dal nord della Colombia, il Venezuela occidentale ed Ecuador fino al Perù settentrionale.

Vive preferibilmente in habitat umidi come le foreste montane e i pàramos delle zone tropicali e sud-tropicali delle Ande a quote che vanno dai 1250 ai 3700 m.

Conservazione[modifica | modifica sorgente]

Il numero della popolazione mondiale non è stato quantificato ma è descritto come abbastanza comune, perciò la IUCN ha classificato la specie come a basso rischio di estinzione.[1]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b (EN) BirdLife International 2012, Lafresnaya lafresnayi in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2013.2, IUCN, 2013.
  2. ^ a b (EN) Gill F. and Donsker D. (eds), Family Trochilidae in IOC World Bird Names (ver 4.1), International Ornithologists’ Union, 2014. URL consultato il 18 maggio 2013.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • A. Boucard, Genera of Humming Birds, London, 1895, p. 240.
  • Biological Society of Washington, Proceedings of the Biological Society of Washington (vol. 23), Washington, 1910, p. 105.
  • Schuchmann, K-.-L., Weller, A. & Wulfmeyer, E, Ornitologia Neotropical (vol.14; no. 2), 2003, p. 159.
  • John Gould, A monograph of the Trochilidæ, or family of humming-birds (vol.II, pl.86), London, 1861.
  • John T. Zimmer, Birds of the Marshall Field Peruvian Expedition, Chicago, Field Museum of Natural History, 1930, p. 281.
  • F. Le Blanc-Hardel, Annuaire du Musée d'histoire naturelle de Caen (1er v.), Musée d'histoire naturelle de Caen, 1880, pp. 214 - 217.
  • Bulletin of the British Museum (Natural History) (vol.38), London, British Museum (Natural History), 1980, pp. 114 - 115.
  • Greeney, H. F., Martin P. R., Gelis R. A., Solano-Ugalde A., Bonier F., Freeman B., Bulletin of the British Ornithologists' Club (vol. 131), British Ornithologists' Club, 2003, pp. 24 - 31.

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