Laetiporus sulphureus

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Laetiporus sulphureus
Sulphur shelf fungus.jpg
Laetiporus sulphureus
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Fungi
Divisione Basidiomycota
Classe Basidiomycetes
Ordine Polyporales
Famiglia Polyporaceae
Genere Laetiporus
Specie L. sulphureus
Nomenclatura binomiale
Laetiporus sulphureus
(Bull.) Murrill
Nomi comuni

Poliporo sulfureo, Nassa

Caratteristiche morfologiche
Laetiporus sulphureus
Cappello no disegno.png
Cappello no
Pores icon.png
Imenio pori
No gills icon.svg
Lamelle no
White spore print icon.png
Sporata bianca
Bare stipe icon.png
Velo nudo
Immutabile icona.png
Carne immutabile
Parasitic ecology icon.png
Parassita
Commestibile con riserva icona.png
Commestibile con riserva

Laetiporus sulphureus (Bull.) Murrill', Annales Mycologici 39: 51 (1920), fungo ben noto nei paesi anglosassoni con nomi riconducibili a gallina dei boschi, ovvero chicken of the woods, mushroom chicken, rooster comb, derivati forse dallaspetto che può ricordare il piumaggio o la cresta del pollame.

Yellow mushroom on old oak tree1.jpg

Descrizione della specie[modifica | modifica sorgente]

Corpo fruttifero[modifica | modifica sorgente]

Sessile, a forma di ventaglio, con più ricettacoli sovrapposti; ogni ricettacolo è di spessore mediocre, con il margine di pochi millimetri di spessore; la superficie superiore di colore giallo-rosa volge al rosso-aranciato, con scanalature e strie irraggianti; sotto color zolfo; 10-40 cm di diametro. Questo fungo si presenta con diversi cappelli sovrapposti, che possono raggiungere nell'insieme dimensioni notevoli fino ai 20 ed eccezionalmente 45 kg di peso.

Tubuli[modifica | modifica sorgente]

Color giallo zolfo, brevissimi, 1-3 mm.

Pori[modifica | modifica sorgente]

Circolari od ovoidali, piccolissimi e di color giallo zolfo.

Carne[modifica | modifica sorgente]

Succulenta e giallina nel fungo giovane, diviene bianca e fragile con l'invecchiamento.

  • Odore: forte, fungino; gradevole.
  • Sapore: mite o amarognolo.

Spore[modifica | modifica sorgente]

5-7 x 3,5-5 µm, ovoidali, lisce, ialine, bianche in massa.

Habitat[modifica | modifica sorgente]

Cresce su ceppaie e piante di latifoglie, in primavera-autunno.

Commestibilità[modifica | modifica sorgente]

Specie saprotrofa o parassita del legno di latifoglie, talvolta anche su conifere. Tossica e responsabile di sindrome gastrointestinale, ha causato anche episodi di effetto antabuse (sindrome coprinica) in soggetti che avevano assunto bevande alcoliche. Facilmente riconoscibile per le colorazioni solforine tipiche che assume. Anche se è generalmente considerata tossica in alcuni paesi è consumata abitualmente anche se è consigliabile la prima volta limitarsi ad assaggiarla; si trovano infatti ricette e metodi di cottura[1]

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Dal latino sulphureus = sulfureo, per il colore giallo dell'imenio.

Galleria immagini[modifica | modifica sorgente]

Sinonimi[modifica | modifica sorgente]

Nomi comuni[modifica | modifica sorgente]

  • Poliporo sulfureo, Nassa
  • Funciu di carrubbu (SCN)
  • Sulphur shelf, chicken of the woods, mushroom chicken, rooster comb (EN)
  • Zwavelzwam (NL)
  • Schwefelporling (DE)
  • Żółciak siarkowy (PL)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ The Chicken of the Woods Mushroom

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