Ladislaus von Szögyény-Marich

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Ladislaus von Szögyény-Marich von Magyar-Szögyén und Szolgaegyháza

Ladislaus von Szögyény-Marich von Magyar-Szögyén und Szolgaegyháza (Vienna, 12 novembre 1841Csór, 11 giugno 1916) è stato un diplomatico e politico austriaco di origine ungherese. Fu ambasciatore austriaco a Berlino dal 1892 al 1914.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Vienna il 12 novembre 1841, Szögyény-Marich era membro di una nobile famiglia di origini ungheresi ed era figlio di Ladislaus, giudice del tribunale reale d'Ungheria (országbíró).

Dopo gli studi a Vienna, il barone von Szögyény-Marich entrò nel servizio civile e venne eletto al parlamento ungherese nel 1869 dove rappresentò il partito di Ferenc Deák, e poi quello liberale. Nel 1883 lasciò il parlamento per entrare a far parte del ministero degli Esteri austro-ungarico, dapprima come capo sezione di II classe e poi di I classe. Il 24 dicembre 1890 venne nominato ministro degli Esteri presso il re d'Ungheria e divenne membro della Camera alta del parlamento.[1]

Il 24 ottobre 1892 l'imperatore Francesco Giuseppe I d'Austria lo nominò ambasciatore in Germania ed egli presentò le proprie credenziali al kaiser Guglielmo II a Berlino il 12 novembre di quell'anno. Ricoprì tale incarico per ventidue anni, un periodo straordinariamente lungo per l'epoca perché appoggiato da Francesco Giuseppe (egli era un confidente intimo e amico del principe ereditario Rodolfo d'Asburgo e si interessò dell'incidente di Mayerling), né il ministro degli Esteri Alois Lexa von Aehrenthal avrebbe potuto allontanarlo.[2]

Considerato freddo e calcolatore ma privo di immaginazione[3], egli era amico personale del Kaiser ed uno dei più anziani ambasciatori austriaci. Il 17 aprile 1910 fu nominato conte.

La crisi di luglio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Crisi di luglio.

Dopo l'attentato di Sarajevo, nell'estate del 1914, Szögyény-Marich era ancora ambasciatore in Germania, malgrado l'età avanzata e il fatto che fosse parzialmente sordo[4]. Il ministro degli Esteri austriaco Leopold von Berchtold cercò di scavalcarlo inviando il 4 luglio il suo collaboratore Alexander Hoyos a Berlino con la richiesta alla Germania di sostenere l'Austria nell'imminente conflitto contro con la Serbia.[5] L'incontro con il Kaiser venne condotto dal conte von Szögyény-Marich a Potsdam e la sera del 6 luglio questi inviò un cablogramma al conte von Berchtold nel quale annunciava la riuscita dell'operazione con l'ottenimento del pieno supporto tedesco nelle azioni.[6] Le intenzioni del Kaiser vennero confermate lo stesso giorno dal cancelliere Theobald von Bethmann-Hollweg e da Arthur Zimmermann, Sottosegretario di Stato. Fu l'"assegno in bianco" che la Germania staccò all'Austria consentendole di attivarsi militarmente contro la Serbia.[7]

Il ritiro dalla diplomazia[modifica | modifica wikitesto]

Scoppiata la prima guerra mondiale, von Szögyény-Marich, teso per gli eventi, si ritirò dalla diplomazia e venne sostituito dal principe Gottfried von Hohenlohe-Schillingsfürst Il 4 agosto 1914. Sostituzione discussa ben prima della guerra ma sempre rimandata per consentirgli un'uscita onorevole[8].

L'anziano conte si ritirò nella sua tenuta di Csór dove morì due anni dopo, l'11 giugno 1916. Nel 1900 aveva ricevuto il Toson d'Oro.[9]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine del Toson d'oro (ramo austriaco) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine del Toson d'oro (ramo austriaco)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ 'Szögyény-Marich László, gróf', Magyar Életrajzi Lexikon
  2. ^ William D. Godsey, Aristocratic Redoubt: The Austro-Hungarian Foreign Office on the Eve of the First World War, West Lafayette, Purdue University Press, 1999, p. 167.
  3. ^ Godsey, op. cit., p. 190.
  4. ^ Godsey, op. cit., p. 143.
  5. ^ Graydon A. Tunstall, Jr, 'Austria-Hungary', in Richard F. Hamilton & Holger H. Herwig (eds.), The Origins of World War I, Cambridge, Cambridge University Press, 2003, p. 135.
  6. ^ Albertini, Le origini della guerra del 1914, Milano, 1942, Vol. II, pp. 149-153.
  7. ^ Tunstall, op. cit., p. 175f.
  8. ^ Godsey, op. cit., p. 74.
  9. ^ Chevaliers de la Toison d'Or

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Luigi Albertini, Le origini della guerra del 1914, Fratelli Bocca, Milano, 1942-1943, 3 volumi.
  • William D. Godsey, Aristocratic Redoubt: The Austro-Hungarian Foreign Office on the Eve of the First World War, West Lafayette, Purdue University Press, 1999.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Ministro degli Esteri del Regno d'Ungheria Successore
Béla Orczy de Orczi 1890-1892 Géza Fejérváry de Komlós-Keresztes
Predecessore Segretario di II classe del Ministero degli Esteri dell'Impero Austro-Ungarico Successore
Ladislaus von Hoyos-Sprinzenstein 1882-1883 Marius Pasetti-Angeli von Friedenburg
Predecessore Segretario di I classe del Ministero degli Esteri dell'Impero Austro-Ungarico Successore
Ladislaus von Hoyos-Sprinzenstein 1883-1890 Marius Pasetti-Angeli von Friedenburg
Predecessore Ambasciatore austro-ungarico in Germania Successore
Emmerich Széchényi von Sárvár und Felsövidék 1892-1914 Gottfried zu Hohenlohe-Schillingfürst

Controllo di autorità VIAF: 232121513

Biografie Portale Biografie: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Biografie