La voce del silenzio (film 1993)

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La voce del silenzio
La voce del silenziо (film 1993).png
una scena del film
Titolo originale House of Cards
Paese di produzione USA
Anno 1993
Durata 150 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico
Regia Michael Lessac
Soggetto Michael Lessac e Robert Jay Litz
Montaggio Walter Murch
Interpreti e personaggi

La voce del silenzio (House of Cards) è un film del 1993 diretto da Michael Lessac.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Sally è una bambina di 4 anni. Dopo la morte del padre restauratore si rinchiude in sé e non parla più ma è dotata di una gran intelligenza. La madre fa di tutto perché vuole rinchiudere la figlia in un centro. Tornerà a parlare dopo un regalo fatto dalla madre.

Critica[modifica | modifica sorgente]

"Più simile a Risvegli che a Rain Man, La voce del silenzio - uno dei criticatissimi progetti Pentamerica - non è un film socio-psico-culturale sulla "diversità", né è - tutto sommato - un film commovente sui bimbi sfortunati come il sottovalutato L'olio di Lorenzo. Strutturata quasi come uno psicothriller (e richiami cinefili alla sequenza del sogno di Io ti salverò di Alfred Hitchcock) l'opera prima di Michael Lessac farcisce e scompiglia la narrazione d'eclettiche fantasie: realtà virtuale, fiaba, telepatia, onirismo, tarocchi, parapsicologia, magie antropologiche, creando non poche confusioni, pochi turbamenti e molte perplessità. Dispiace, poi, verificare la cattiva forma fisica di Kathleen Turner, gonfia, ingrassata e invecchiata ma, d'altro canto, fa piacere imbattersi nel dottor Tommy Lee Jones, un personaggio che finalmente non è depravato, maligno o gay". (Fabio Bo, Il Messaggero, 01 ottobre 1993)

"Una conclusione, fra il miracoloso e il semplicistico, mal inserita in una storia in cui, comunque, tra le evocazioni di Maya e un certo retroterra messicano, delle infiltrazioni "magiche" qua e là possono anche sospettarsi; bisogna però dare atto al regista esordiente Michael Lessac di averla proposta, almeno in tutta la parte che riguarda la malattia della bambina, con dei toni più d'una volta efficaci: sia per certi climi sospesi che gravano sul duetto madre e figlia quando comincia la lotta per fronteggiare la nuova situazione sia nella rappresentazione stessa della malattia che, anziché proporsi come un caso clinico (e di esempi il cinema ne avrebbe offerti tanti) finisce quasi sempre per assumere dei contorni un po' stregati, con allusioni misteriose. Non è molto ma basta a far uscire il film dalla semplice routine. La madre è Kathleen Turner, intenta a disegnare un plausibile ritratto di donna in pena, pronta per un verso a combattere e, per un altro, dilaniata dal dilemma sulle armi cui ricorrere. La ricordavo più bella, ma evidentemente gli anni passano. Al suo fianco, come psichiatra, c'è Tommy Lee Jones: convince poco". (Gian Luigi Rondi, Il Tempo, 29 settembre 1993)

"Il regista teatral-televisivo, debuttante al cinema, Michael Lessac bissa praticamente un pietoso caso umano come quello dell'Olio di Lorenzo, chiamando a sé, ma senza sfruttarla, un'attrice dell'intensità e della comunicativa di Kathleen Turner, che qui non riesce a muovere neppure una corda del nostro cuore di spettatori. E particolarmente fuori parte sembra Tommy Lee Jones, il bravo attore di cinema d'azione che le platee hanno scoperto ora come il giocatore avversario di Harrison Ford ne Il fuggitivo". (Maurizio Porro, Il Corriere della Sera, 29 settembre 1993)

"È uno dei tre film prodotti dalla Pentamerica, quando sembrava che niente potesse fermare l'accoppiata Cecchi Gori - Berlusconi, nemmeno l'agguerrita concorrenza hollywoodiana. Tre tonfi commerciali, per un investimento complessivo di oltre 50 milioni di dollari sul quale Sua Emittenza ha avuto parecchio da ridire (ormai si va verso lo scioglimento consensuale della società Penta). Eppure La voce del silenzio, ex House of Cards, è il titolo più curioso del terzetto, e anche il meno costoso. Chissà che cosa ha spinto Vittorio Cecchi Gori a finanziare questo film atipico e fuori moda che maneggia un materiale tra i più delicati: l'autismo infantile. Ultimo di una lunga serie di film "clinici", La voce del silenzio parte malissimo e cresce strada facendo. Ma non pare destinato a un gran successo di pubblico, nonostante l'accoppiata divistica Kathleen Turner- Tommy Lee Jones: lei, paurosamente ingrassata, esprime bene i tormenti della mamma; lui, truccato da neuropsichiatra intellettuale, fa rimpiangere invece la grinta da cattivo implacabile che sfodera nel Fuggitivo". (Michele Anselmi, L'Unità, 27 settembre 1993)

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