La visione dopo il sermone

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
La visione dopo il sermone
La visione dopo il sermone
Autore Paul Gauguin
Data 1888
Tecnica olio su tela
Dimensioni 73×92 cm
Ubicazione National Gallery of Scotland, Edimburgo

La visione dopo il sermone o Lotta di Giacobbe con l'angelo è un dipinto a olio su tela (73x92 cm) realizzato nel 1888 dal pittore francese Paul Gauguin.

È conservato nella National Gallery of Scotland di Edimburgo.

Il riferimento biblico[modifica | modifica wikitesto]

L'artista rappresenta la lotta intrapresa da Giacobbe contro l'angelo, narrata nel libro della Genesi in 32,23-31.[1] In realtà la Bibbia non parla espressamente di una lotta contro un angelo, descrivendo l'antagonista di Giacobbe semplicemente come "uomo".

Descrizione dell'opera[modifica | modifica wikitesto]

L'opera contiene elementi essenziali della poetica di Gauguin. Appartiene infatti a un periodo molto importante nella vita dell'artista, trascorso a Pont-Aven in Bretagna, in rapporto artistico assai proficuo con Émile Bernard e Charles Laval. Gauguin rimase assai impressionato dallo stile denominato cloisonnisme dal critico contemporaneo Dujardin e l'opera è in stretta correlazione con Donne bretoni in un prato di Bernard, che volle in cambio di una sua tela. I due pittori assistettero entrambi alla cerimonia religiosa del Perdono, che si svolgeva in settembre a Pont-Aven, e ne rimasero influenzati.[2]

La prospettiva[modifica | modifica wikitesto]

Nel taglio asimmetrico come pure nel tronco d'albero che separa obliquamente il quadro in due sezioni, le pie spettatrici (la realtà) dalla visione (l'immaginazione), è evidente una somiglianza con le tecniche dei pittori giapponesi, come Hokusai, anche per l'essenzialità espressiva della scena di lotta biblica, che richiama le raffigurazioni dei lottatori di sumo, in cui la mancanza della prospettiva è funzionale a rendere l'impressione di irrealtà.[2] Le uniche ombre (definite dall'artista "inganno del sole") che vengono riportate sono quelle proprie.

I colori[modifica | modifica wikitesto]

La scelta dei colori e delle forme semplici è forse influenzata dalla destinazione iniziale dell'opera, una chiesa locale, dove si sarebbe ben armonizzata con le vetrate e i pilastri in pietra, ma l'offerta fu rifiutata dai sacerdoti locali. Del resto è abbastanza evidente che la tela è lontana dall'esprimere un sentimento di devozione e ortodossia e Gauguin non riuscì mai a superare la diffidenza dei locali verso i forestieri.[2]

Negli anni seguenti fra Bernard e Gauguin vi furono aspre polemiche e rivendicazioni reciproche circa la primogenitura del nuovo stile.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ I riferimento a tale passo biblico è citato dallo stesso autore in una lettere inviata a Van Gogh nello stesso periodo www.ilsole24ore.com
  2. ^ a b c d Thomson, 1989, pp.65-72

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Belinda Thomson, Gauguin, Rusconi, 1989.
pittura Portale Pittura: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di pittura