La tunica

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La tunica
Richard Burton - The Robe.jpg
Richard Burton in una foto di scena
Titolo originale The Robe
Lingua originale inglese
Paese di produzione USA
Anno 1953
Durata 135 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2.55:1
Genere storico
Regia Henry Koster
Soggetto romanzo di Lloyd C. Douglas
Sceneggiatura Gina Kaus, Albert Maltz, Philip Dunne
Fotografia Leon Shamroy
Montaggio Barbara McLean
Musiche Alfred Newman
Scenografia Lyle R. Wheeler, George W. Davis (architetti scenografi)

Walter M. Scott e Paul S. Fox

Costumi Charles Le Maire, Emile Santiago
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
« Pietro: "Per alleviare il tuo peso, ti rivelerò il mio: io l'ho rinnegato tre volte.".

Marcello: "Io l'ho crocifisso..." »

(tratto da La Tunica)

La tunica (The Robe) è un film del 1953 diretto da Henry Koster, il primo al mondo girato in CinemaScope.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Torin Thatcher in una foto di scena

Il film è ambientato agli inizi dell'era cristiana. Il tribuno militare Marcello Gallio è un frivolo e impenitente donnaiolo, famoso in tutta Roma per le sue vicende sessuali e sentimentali, motivo di vero e proprio scandalo nel Foro e di profonda vergogna per il padre, un anziano e illustrissimo senatore che da anni si oppone fieramente al crescente potere imperiale. Durante il mercato degli schiavi, Gallio acquista lo schiavo greco Demetrio, contendendolo a Caligola in uno scontro sempre più acceso e personale. Contemporaneamente incontra Diana, una sua vecchia amica d'infanzia, e se ne innamora.

Dopo il diverbio con Caligola, giovanissimo erede di Tiberio, Marcello viene mandato in punizione a presiedere le truppe di frontiera a Gerusalemme, città schiacciata nel sangue dalla ferocia inaudita del governatore imperiale Ponzio Pilato. Durante il suo soggiorno, il giovane tribuno viene incaricato di eseguire la sentenza di crocifissione a carico di tre pericolosi ribelli, uno dei quali è un certo Gesù di Nazaret, di cui vince la tunica giocandola ai dadi. Lo schiavo greco Demetrio ammonisce il padrone: la veste era di un uomo giusto, e ha il potere di tormentare l'animo di colui che si è macchiato di un delitto così orrendo.

Tornato a Capri, dopo essere stato richiamato da Tiberio, prossimo a morire, Marcello Gallio rincontra Diana e dimostra all'imperatore romano che le parole di Demetrio sono vere, poiché da giorni e da notti continua ad avere incubi e visioni spaventose sul colle dei crocifissi di Gerusalemme e sul falegname ribelle. Tiberio, sebbene scettico su questioni di stregoneria, lo rimanda in Giudea con il compito di trovare la tunica e di distruggerla. Il tribuno ritorna in oriente, dove si mescola tra la gente del villaggio galileo di Cana spacciandosi per un mercante di tessuti e fa amicizia con san Pietro, finendo, incredibilmente, con il divenirne uno dei primi e più fidati seguaci.

A Capri, frattanto, Tiberio muore in circostanze assai sospette e Caligola viene nominato nuovo Imperatore dal Senato. Le notizie che gli giungono sul conto di Marcello ne scatenano le ire: un romano che abbraccia l'ideale rivoluzionario di un ebreo giustiziato deve morire. Dopo aver predicato in Grecia e in Oriente gli ideali del Messia, Gallio ritorna a Roma per salvare la vita del vecchio amico ed ex schiavo Demetrio (che era stato fatto arrestare da Caligola) e viene raggiunto da Diana che lo incoraggia, ma viene catturato e trascinato davanti all'imperatore, che gli propone di abiurare l'ideale cristiano, in alternativa alla decapitazione.

Ma Marcello preferisce morire che rinnegare la parola dell'amore, poiché con la sua morte gli sembrerà chiaro che Roma, la Roma dei Cesari, è ormai divenuta corrotta, e che esiste un Re superiore ai sovrani dell'Urbe latina. Egli allora si avvia al martirio insieme a Diana che ha deciso di seguirlo fino a morire con lui.

Il sequel[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi I gladiatori (film).

Un anno dopo la sua uscita, La tunica ha avuto un sequel, intitolato I gladiatori.

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]


Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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