La strada per El Dorado

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La strada per El Dorado
La strada per Eldorado.jpg
Da sinistra: Miguel, Chel e Tullio con dietro il cavallo Altivo
Titolo originale The Road to El Dorado
Paese di produzione USA
Anno 2000
Durata 86 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere animazione
Regia Bibo Bergeron, Will Finn, Don Paul, David Silverman
Soggetto Edmund Fong, Anthony Leondis
Sceneggiatura Ted Elliott, Terry Rossio, Henry Mayo
Produttore Brooke Breton, Jeffrey Katzenberg, Bonne Radford
Art director Paul Lasaine, Wendell Luebbe, Raymond Zibach
Montaggio John Carnochan, Vicki Hiatt, Dan Molina, Lynne Southerland
Effetti speciali Stephen Wood
Musiche Elton John (Canzoni)

Tim Rice, Hans Zimmer (Colonna sonora)

Sfondi Isis Mussenden
Doppiatori originali
Doppiatori italiani

«È... È... El Dorado!» (Tullio, Miguel e Altivo)

La strada per El Dorado è un film d'animazione del 2000 prodotto e distribuito dalla DreamWorks.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Il film inizia nel XVI secolo (1519) nel sud della Spagna e narra di due uomini, Tullio e Miguel. Durante una partita a dadi, usando dadi truccati, vincono una mappa che indicherebbe la locazione della leggendaria città dell'oro nel Nuovo Mondo, El Dorado. Viene però scoperto il loro trucco al gioco e come risultato i due sono costretti a scappare, finendo per sbaglio con l'imbarcarsi clandestinamente sulla flotta di Hernán Cortés diretta verso il Messico. Vengono scoperti e imprigionati ma riescono scappare con una scialuppa con l'intelligente cavallo di Cortés, Altivo, e successivamente scoprono la città nascosta di El Dorado, dove vengono accolti e venerati come dei. I due però dovranno provare i loro poteri divini al sanguinario sacerdote Tzekel-Kan che spera di servirsi del loro arrivo per ottenere il controllo della città. Per mettere le mani sull'oro, Tullio e Miguel devono servirsi della bella Chel, la quale fa loro da tramite con i potenti del luogo.

Il sacerdote intanto dà il via all'era del Giaguaro nella quale tutti sono obbligati a rispettare dure imposizioni e a praticare sacrifici umani. Dopo l'ennesima prova della loro divinità Tullio e Miguel cacciano il malvagio sacerdote ristabilendo la pace nella città. Egli però, notando che Miguel è lievemente ferito sul capo, capisce che in realtà non sono veri dei (poiché gli dei non sanguinano) e prepara la sua vendetta. Intanto tra Tullio e Chel è sbocciato l'amore e Miguel, che viene messo da parte, scopre che Tullio ormai si è completamente disinteressato di lui facendo progetti per tenere quasi tutto l'oro per loro. Scoperto questo e sempre più affascinato dalla vita del luogo decide che non tornerà in Spagna col compagno ma resterà lì. Intanto Tzekel-Kan, tramite una potente magia, scatena un gigantesco giaguaro di pietra per la città dando la caccia ai due falsi dei ma venendo infine fatto precipitare in un mulinello ritenuto sacro vicino al fiume che conduceva alla città. Tullio e Miguel si affrontano e decidono quindi di prendere strade separate. Intanto il sacerdote, trasportato dalla corrente, si ritrova sulle rive di un fiume dove sta passando Cortès e riconosce in lui il dio delle profezie accettando di condurlo ad El Dorado.

Dalla città si scopre dell'arrivo dell'esercito di Cortès e l'unico modo per impedire che trovino la città è bloccarne l'unico ingresso: una grotta sotto la quale passa un grande fiume che conduce direttamente ad El Dorado. Per chiudere il passaggio Tullio e Chel decidono di schiantarsi a tutta velocità con la loro imbarcazione (con la quale sarebbero dovuti andare via con l'oro) contro l'uscita del tunnel facendolo così franare. Per una serie di inconvenienti che li portano quasi alla morte, Miguel è costretto a intervenire salvandoli ma perdendo la possibilità di restare per sempre ad El Dorado. Il passaggio viene chiuso con successo e Tullio e Miguel si riappacificano assistendo anche alla fine di Tzekel-Kan che ritenuto bugiardo da Cortes per averlo condotto in un punto in cui non esiste nessun passaggio, viene catturato e portato via (presumibilmente per essere venduto come schiavo).

Il film si conclude con Tullio, Miguel e Chel a cavallo di Altivo che ripartono verso una destinazione sconosciuta.

Personaggi[modifica | modifica sorgente]

  • Tullio è la guida del gruppo e ideatore dei loro piani, anche se a volte falliscono e sta al socio riparare. Ama il denaro e la ricchezza, mentre preferirebbe tenersi alla larga dalle avventure rischiose in cui lo trascina l'amico e socio Miguel. Ha un debole per Chelo, la ragazza che incontrano nella città d'oro.Visto che lui non ha lo spirito avventuriero di Miguel, a lui capitano parecchi problemi mentre si incamminano per El Dorado.
  • Miguel è l'opposto di Tullio: sognante e amante dell'avventura. È lui, dopo aver vinto la mappa, a convincere l'amico ad intraprendere la ricerca di El Dorado, mentre quest'ultimo preferiva non rischiare di perdere il proprio denaro al gioco per una mappa.Spesso è lui ad aiutare Tullio quando gli capita qualcosa di tragico.
  • Chel è una bella e truffaldina ragazza abitante di El Dorado, ma non crede ai riti della città come gli altri. Diventa socia di Miguel e Tullio per partecipare al loro piano di portare via l'oro, facendo credere al gran sacerdote di essere una servitrice degli dei. Anche lei ha un debole per Tullio e una grande simpatia per Miguel, quindi lo convince a visitare la città per creare un momento intimo con Tullio.
  • Altivo è il cavallo di Cortes. Si unisce al gruppo dopo essere caduto dalla sua nave. A El Dorado riceve i dovuti onori in quanto destriero degli dei.Malgrado la barca sia andata perduta nelle macerie dell'entrata con tutto l'oro gli sono rimasti dei ferri d'oro alle zampe.
  • Capo Tannabok è il grasso e simpatico governatore di El Dorado. È amato dal popolo, anche se rivale del sacerdote Tzekel-Kan. Cerca di ottenere maggiore visibilità davanti agli "dei", ma tratta Miguel e Tullio da amici, talvolta dando l'impressione di non credere alla loro divinità.
  • Tzekel-Kan è il malefico gran sacerdote di El Dorado. Crede fermamente alle profezie riguardo l'arrivo degli dei che purificheranno la città. È ossessionato dal compiere sacrifici umani e riti magici.Alla fine tradisce inutilmente il suo stesso popolo diventando prima l'informatore di Cortes, poi suo schiavo.
  • Cortes è il grande conquistatore spagnolo. Nel film, dopo essere sbarcato in America, inizia a seguire le tracce di Miguel e Tullio per trovare l'oro.Dopo trova Tzekel-Kan come informatore, ma senza trovare nulla, e quindi lo rende suo prigioniero.
  • Armadillo: incontra il gruppo nella foresta e si unisce a loro, evidentemente perché Miguel lo ha salvato da un serpente durante il loro viaggio senza farci caso. Li aiuta a vincere nel gioco della palla spacciandosi per la palla. Non ha un nome, nel videogioco lo chiamano Bibo.
  • Toro: insegue Miguel e Tullio fra le strade spagnole. Nel videogioco (di cui sopra) lo chiamano El Diablo. Alla fine del suo inseguimento mette K.O tutte le guardie che inseguivano Tullio e Miguel.
  • Generale: è lo sciocco assistente di Tzekel-Kan,è muscoloso ,ha una cicatrice sull'occhio e indossa una cappa con la testa di giaguaro sulla testa,alla fine viene usato come ingrediente per la diabolica stregoneria di Tzekel -Kan.
  • Giaguaro di pietra: Viene portato in vita dalla terribile stregoneria di Tzekel-Kan e segue tutto quello che fa il suo creatore e lo usa per uccidere Tullio e Miguel però precipita nel vortice in cui il malefico sacerdote svolge i riti sacrificali e il mostro di pietra viene distrutto dalle acque del mulinello.
  • Zaragoza:Si tratta di uno degli zingari con cui scommette la mappa di El Dorado contro i soldi di Miguel e Tullio ,è lui a rendersi conto che Miguel e Tullio l'hanno imbrogliato con i dadi truccati,inoltre si rivela un membro dell' equipaggio di Cortes.

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Produzione[modifica | modifica sorgente]

La creazione di questo film fu una sfida per lo studio perché la Dreamworks aveva destinato molti dei suoi sforzi creativi nel precedente film d'animazione, Giuseppe il re dei sogni uscito nello stesso anno.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

-Mentre Tzekel-Kan sfoglia il libro degli incantesimi, si può notare la figura di un uomo intento a pescare seduto su una mezzaluna. Questo è un chiaro riferimento alla Dreamworks, casa di produzione del film, che ha come simbolo un ragazzo che pesca dalla luna nella medesima posizione.

-Nel film vi sono chiari riferimenti al testo sacro maya, il Popol Vuh, come il gioco della palla, il sacerdote giaguaro e il dio Chibalba, che vive sottoterra. Nonostante questi elementi ci facciano pensare che la popolazione abitante El Dorado (una vera riproduzione della capitale dell'impero azteco Tenochtilán, espugnata da Hernán Cortés nel 1521) siano Maya, l'Impero maya cadde nel 987 d.C. per motivi non chiari, e quindi secoli prima della scoperta dell'America.

Altri media[modifica | modifica sorgente]

Dal film venne tratto un videogioco intitolato Oro e gloria: La strada per El Dorado. Le versioni per Pc e PlayStation furono sviluppate da Revolution Software, e propongono le tipiche modalità di gioco di un'avventura grafica; la versione per Game Boy Color, sviluppata da Planet Interactive, è invece un videogioco a piattaforme. Tutte le versioni sono state pubblicate da Ubisoft.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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