La schiava io ce l'ho e tu no

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La schiava io ce l'ho e tu no
Lingua originale Italiano
Paese di produzione Italia
Anno 1973
Durata 102 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere commedia
Regia Giorgio Capitani
Soggetto Nino Longobardi
Sceneggiatura Sandro Continenza, Giulio Scarnicci, Raimondo Vianello
Casa di produzione Medusa
Distribuzione (Italia) Medusa
Fotografia Sandro D'Eva
Montaggio Renato Cinquini
Musiche Piero Umiliani
Scenografia Ezio Altieri
Costumi Ezio Altieri
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

La schiava io ce l'ho e tu no è un film del 1973 diretto da Giorgio Capitani.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Demetrio Cultrera, detto Dedé, è un giovane playboy siciliano, ricco e scapolo, che si fidanza con la bella e ricchissima Rosalba, figlia del locale re del tonno. Dopo il matrimonio l'atteggiamento dell'emancipata Rosalba, la quale cerca di imporre al marito una vita coniugale di tipo moderno (per l'epoca), si scontra con gli stereotipi tradizionalisti del coniuge che male sopporta lo stravolgimento del rapporto classico moglie-marito e, ancor meno, i continui tentativi di convertirlo ai riti dell'alta società illuminata, secondo i gusti muliebri. Dedé cerca di assecondare la moglie, facendosi sempre più ostile verso i gusti e le abitudini di questa, delle sue osservazioni sessualmente castranti e dei suoi insopportabili amici radical chic[1]. Per trovare una valvola di sfogo alle sue necessità di "maschio ruspante", accetta l'offerta della matura e focosa Elena, della quale diviene l'amante. Ma la situazione peggiora e Dedè resta schiacciato tra l'irritante supponenza di Rosalba e l'ossessiva passionalità di Elena. Vistosi privato d'ogni speranza, decide di troncare il rapporto con l'amante asfissiante e, contemporaneamente, separarsi dalla moglie rompiballe. Fortemente determinato a costruire un rapporto stabile con una donna che possa soddisfare il suo ideale di vita tranquilla, parte per l'Amazzonia, dove gli viene offerta la possibilità di scegliere e acquistare una schiava, volonterosa e devota (una Veronica Merin alla sua unica interpretazione), da portarsi in Italia. La scelta cade sulla bella e docile Manua, che Dedè mostra orgoglioso agli amici e all'ex moglie, attirandosi l'invidia degli uni e il rancore dell'altra. Dedé finisce presto per innamorarsi di Manua, ma, non volendo fare capire ai suoi amici questo sentimento, finge di trattarla da schiava in pubblico. Attira quindi l'attenzione della Polizia, che fa espellere la ragazza dall'Italia. Solo in extremis, grazie alla raccomandazione di un deputato, amante della ex moglie, riesce a tenere Manua con sé. Il film si chiude con la scena, molti anni dopo i fatti, di Dedé e Manua felicemente sposati. Ma Dedé, invece, di essere contento della moglie "schiava", scopre di annoiarsi....

Location[modifica | modifica wikitesto]

Girato a Palermo, Cefalù e a Rio de Janeiro (Brasile).

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Distribuito dalla Medusa il 4 ottobre 1973. Doppiaggio eseguito presso la C.D.S. con la collaborazione della Cine Video Doppiatori. Direttore di doppiaggio: Carlo Baccarini.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Il film vede la partecipazione nel soggetto e nella sceneggiatura tra gli altri di Raimondo Vianello che già da diversi anni aveva lasciato il cinema come attore. Infatti avendo anche partecipato al soggetto di un film precedente di Buzzanca Il vichingo venuto dal sud si capisce che ci sono nei due film la mano degli stessi autori.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Christian Uva, Michele Picchi, Destra e sinistra nel cinema italiano, Edizioni Interculturali, Roma, 2006

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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