La ricerca della felicità

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La ricerca della felicità
La ricerca della felicità.png
Will Smith e Jaden Smith in una scena del film
Titolo originale The Pursuit of Happyness
Lingua originale inglese
Paese di produzione USA
Anno 2006
Durata 117 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico, biografico
Regia Gabriele Muccino
Soggetto Steve Conrad
Sceneggiatura Steve Conrad
Produttore Will Smith, Todd Black, Jason Blumenthal, James Lassiter, Steve Tisch
Produttore esecutivo David Alper, Mark Clayman, Louis D'Esposito, Teddy Zee
Fotografia Phedon Papamichael
Montaggio Hughes Winborne
Effetti speciali Matt Heron, Brad Moore, Chuck Ray
Musiche Andrea Guerra
Scenografia J. Michael Riva
Costumi Sharen Davis
Sfondi Lauri Gaffin
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi

La ricerca della felicità (The Pursuit of Happyness) è un film del 2006 diretto da Gabriele Muccino. Gli interpreti principali sono Will Smith, Jaden Smith e Thandie Newton.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Nel 1981 a San Francisco, Chris Gardner (Will Smith) cerca di sbarcare il lunario vendendo una partita di scanner per rilevare la densità ossea acquistata con i risparmi di una vita. Le vendite tuttavia latitano: molti medici ritengono il macchinario eccessivamente costoso e tutto sommato inutile. La situazione economica si fa sempre più disperata per Chris e la sua famiglia, composta dalla moglie Linda (Thandie Newton) e dal figlio Christopher (Jaden Smith, figlio di Will Smith anche nella realtà).

Un giorno Chris vede un broker arrivare al posto di lavoro con la sua Ferrari e gli chiede a bruciapelo, ironicamente: "Due domande: che lavoro fa, e come si fa?". Decide di provare a diventare anche lui consulente finanziario per la medesima azienda, la Dean Witter.

La moglie, esasperata dalle privazioni, dal lavoro che grava interamente sulle sue spalle e - soprattutto - stanca di sentir parlare il marito di cose irrealizzabili, lo lascia.

Chris entra come stagista alla Dean Witter, dove però non gli viene fornito alcuno stipendio: deve affrontare un corso non pagato della durata di sei mesi alla fine del quale solo un aspirante broker dei venti partecipanti verrà assunto. Compito degli stagisti è contattare quanti più clienti possibile e "chiudere" il maggior numero di contratti.

Chris viene sfrattato da casa perché non paga l'affitto; allo stesso modo, gli viene confiscata l'automobile per una serie di multe non pagate. Si trasferisce in un motel poco distante, ma il proprietario dopo settimane di inutili richieste di pagamento gli farà trovare la serratura cambiata e i suoi averi fuori dalla porta. Chris non si perde d'animo, continua imperterrito a cercare ogni giorno assieme a Christopher i soldi per mangiare e dormire, passando molte notti nei dormitori per senzatetto e addirittura nel bagno della metropolitana.

Si divide tra la vendita degli ultimi due, tre scanner rimastigli, il lavoro in azienda e la cura del figlio. Alla fine del corso semestrale, gli verrà comunicato che è proprio lui il candidato scelto per l'assunzione. La sua gioia sarà incontenibile e potrà tornare ad avere una casa e una vita dignitosa.

Nelle didascalie finali del film viene raccontato che dopo un ottimo inizio carriera, nel 1987 Chris Gardner ha fondato l'azienda di investimenti Gardner Rich. Nel 2006 ha venduto il suo pacchetto azionario Dean Witter nel corso di un affare multimilionario.

Nella scena finale, in un cameo, compare il vero Chris Gardner che attraversa la strada in giacca e cravatta, incrociando lo sguardo con Will Smith.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

La ricerca della felicità è un film girato da Gabriele Muccino con produzione statunitense. Ha riscosso un notevole successo a Hollywood. Negli USA ha incassato 162 milioni di dollari, in Italia 15,5 milioni di euro[1] e un totale di circa 307 milioni di dollari in tutto il mondo.[2]

Il film è ispirato alla vita di Chris Gardner, imprenditore oggi milionario che durante i primi anni ottanta visse giorni di intensa povertà, con un figlio a carico e senza una casa dove poterlo crescere.

Nel titolo originale del film, The Pursuit of Happyness, l'errore di ortografia della "y" al posto della "i" in happiness è tratto da un graffito che appare nel film, di fianco all'entrata della scuola frequentata dal piccolo Christopher. Il titolo del film fa riferimento alla dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti d'America, come scritta da Thomas Jefferson (1743–1826), dove sono elencati i diritti inalienabili dell'uomo: la tutela della vita, della libertà e la ricerca della felicità.

Il regista Gabriele Muccino è stato scelto da Will Smith, produttore del film, dopo aver visto L'ultimo bacio, segnalatogli dalla collega Eva Mendes sul set di Hitch. Will Smith si è fatto realmente crescere i baffi che ha nel film.

Pagati come comparse, i senza dimora che si vedono nel film sono tutti autentici.

Tyson Mao e Toby Mao, due campioni nel risolvere il cubo di Rubik il più velocemente possibile, sono stati assunti come consulenti per insegnare a Will Smith a risolvere il cubo in due minuti in una scena in cui convince uno dei dirigenti della Dean Witter a fargli sostenere un colloquio di lavoro.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ La ricerca della felicità, MYmovies. URL consultato il 28 dicembre 2013.
  2. ^ The Pursuit of Happyness (2006), Box Office Mojo. URL consultato il 28 dicembre 2013.

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