La principessa di Clèves

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La principessa di Clèves
Titolo originale La Princesse de Clèves
Autore Madame de La Fayette
1ª ed. originale 1678
Genere Romanzo
Sottogenere Sentimentale
Lingua originale francese

La principessa di Clèves è il romanzo più celebre di Madame de La Fayette. Da quest'opera il regista francese Jean Delannoy ha realizzato La princesse de Clèves mentre il regista portoghese Manoel de Oliveira ha tratto il film La lettera.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

La protagonista, Mademoiselle de Chartres, è una delle dame più affascinanti e corteggiate della corte di Enrico II di Francia; sposa il principe di Clèves, uomo che stima ma non ama. La novella sposa conosce l'amore dopo il matrimonio nella persona del duca di Nemours, corteggiatore di Elisabetta I d'Inghilterra: l'amore è corrisposto, ma la fedeltà matrimoniale impedisce alla principessa di Clèves di tradire il proprio sposo, anche dopo la morte di quest'ultimo (causata in parte dalla confessione della moglie di essersi innamorata del duca). Nonostante le pressioni del duca di Nemours, la protagonista si ritira in un monastero nei pressi dei Pirenei per intraprendere una vita umile e di carità, morendo ammirata da tutti per le sue buone opere.

Personaggi[modifica | modifica wikitesto]

Principessa di Clèves: moglie moralmente esemplare ma innamorata del duca di Nemours, è fedele e sincera al proprio marito al punto di confessargli la propria passione amorosa per il duca.

Principe di Clèves: innamorato gelosamente della propria moglie, è consapevole di non esser ricambiato e alla fine sembra accettarlo; ma, dopo la scoperta della passione amorosa della moglie per il duca, ne muore di dolore.

Duca di Nemours (Giacomo di Savoia-Nemours): spasimante di Elisabetta I, decide di abbandonare l'impresa per amore della principessa. Affabile e galantuomo libertino per eccellenza, dimostra un certo rispetto per la moralità della protagonista.

Madame di Chartres: madre della principessa, è la prima a capire i veri sentimenti della figlia per il duca; esempio morale per la protagonista, morirà in maniera "stoica".

Analisi[modifica | modifica wikitesto]

Scritto in uno stile sobrio e raffinato, è considerato il primo romanzo psicologico moderno e modello di un consistente filone della letteratura francese - tra cui Manon Lescaut (1731) dell'abbé Prévost, La vita di Marianna (1731-1741) di Pierre de Marivaux e Madame Bovary (1857) di Gustave Flaubert. La principessa di Clèves rappresenta una perfetta sintesi storico-culturale dell'alta società parigina, al tempo di Luigi XIV. Sebbene la vicenda narrata si svolga per la maggior parte nel 1559, dietro gli intrighi e gli inganni della corte di Enrico II si può ben vedere il riflesso di quella di Luigi XIV.

Vari studiosi hanno interpretato il rigore e la ragione della protagonista alla luce di possibili influenze filosofiche, di provenienza cartesiana e giansenista; il rigore e la ragione, specie nel campo sentimentale, erano principi diffusi in parte della nobiltà parigina del Seicento e venivano contrapposti al diffuso libertinismo sessuale dell'epoca.

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