La piccola principessa (film 1995)

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La piccola principessa
Sara crewe 1985.jpg
Sarah Crewe
Titolo originale The Little Princess
Lingua originale Inglese
Paese di produzione USA
Anno 1995
Durata 97 min
Colore colore
Audio Dolby Digital
Rapporto 1.85:1
Genere drammatico
Regia Alfonso Cuaròn
Soggetto Frances Hodgson Burnett
Sceneggiatura Elizabeth Chandler, Richard Lagravenese
Produttore Alan C. Blomquist, Amy Ephron, Mark Johnson, Dalisa Cohen
Fotografia Emmanuel Lubezki
Montaggio Steven Weisberg
Musiche Patrick Doyle
Scenografia Bo Welch
Costumi Judianna Makovsky
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

La piccola principessa è un film del 1995 diretto dal regista Alfonso Cuaròn, ispirato all'omonimo romanzo per ragazzi scritto da Frances Hodgson Burnett e remake del film di Walter Lang La piccola principessa del 1939 con Shirley Temple.

Narra la storia della piccola Sara Crewe che frequenta un collegio esclusivo e che alla morte del padre è costretta a entrare a servizio come sguattera per mantenersi.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Sarah Crewe è una ragazzina intelligente e fantasiosa che, orfana di madre, ha vissuto tutta la vita in India, insieme al ricco padre, ufficiale dell'esercito inglese. Siamo nel 1914 e il padre deve partire per combattere al fronte ed è costretto quindi a lasciare la figlia a New York nel collegio femminile retto da Miss Minchin fino al suo ritorno.

A Sarah nel collegio viene riservato un trattamento privilegiato, sia per l'estrema ricchezza del padre, sia per poter consolidare il buon nome dell'istituzione. Fin dall'inizio Sarah dimostra di essere gentile e generosa con tutti, non badando affatto al rango sociale: tenterà quindi di instaurare un rapporto di amicizia anche con Becky, la giovane servetta del collegio, alla quale farà subito un regalo. La ragazzina dimostra anche un'eccellente attitudine scolastica e soprattutto una enorme fantasia, che la spinge ad inventarsi meravigliose favole indiane, che racconta poi alle sue estasiate compagne nei momenti liberi. Diventa quindi ben presto il nuovo centro di attenzione delle sue amiche, causando però l'antipatia dell'invidiosa Lavinia, una sua compagna di classe.

Ma il rispettoso riguardo termina quando, durante la festa di compleanno della ragazzina, giunge l'improvvisa notizia che il padre di Sarah è morto in battaglia e che tutti suoi averi sono stati confiscati dal governo britannico. Sarah, che si ritrova sola e senza un soldo, rischia di essere cacciata e buttata in mezzo alla strada, ma Miss Minchin alla fine si persuaderà a tenerla nel collegio.

Da questo momento però per Sarah cambia tutto: quello che possiede viene venduto per ripagare tutti i suoi debiti e le viene assegnata una lugubre stanzetta in soffitta, accanto a quella di Becky. Arriva la prima terribile notte nella soffitta e Sarah, come l'eroina di una favola che amava raccontare, disegna un "cerchio magico" attorno a sé sul pavimento, per essere protetta in attesa del "Principe Rama" che accorrerà per salvarla, e lì si addormenta. Ma la magia non esiste, come confiderà a Becky in seguito, e nessun "cerchio magico" potrà proteggere Sarah, che da questo momento conoscerà soltanto privazioni ed umiliazioni. Non potrà più frequentare le lezioni, ma dovrà guadagnarsi da vivere; sfruttata come sguattera, le verrà riservato un trattamento durissimo da Miss Minchin che scaricherà su di lei tutti i compiti più ingrati.

Sarah cade nello sconforto, ma si ricorda di un insegnamento del padre: «tutte le donne sono principesse» soleva dire, e la consapevolezza che anche lei, nonostante tutto, era e rimaneva una principessa, l'aiuterà a superare le difficili prove che l'aspetteranno.

Tutte le disavventure che da qui in poi capiteranno a Sarah porteranno alla luce la sua generosità. Dividerà con Becky il poco cibo che le viene concesso e sopporterà i momenti più difficili grazie alla sua determinazione, alla sua fervida immaginazione, alla bambola-amica Emily e a Becky, che le rimarrà sempre accanto. Lentamente si riprenderà e ricomincerà di nascosto a raccontare le meravigliose favole indiane alle sue ex compagne, come faceva tanto tempo prima.

Nell'abitazione accanto al collegio abita un uomo che ha il figlio disperso in guerra. Con il suo servitore indiano Ram Dass visita numerosi ospedali alla ricerca disperata del figlio, fino a che si imbatte in un soldato sconosciuto che ha perso la memoria a causa dei gas tossici. Su suggerimento di Ram Dass accoglie il soldato a casa sua, nella speranza che, una volta riacquistata la memoria, possa dargli qualche notizia del figlio perduto.

Il soldato sconosciuto non è altri che il padre di Sarah, la notizia della sua morte era dunque falsa. Sarah lo incontrerà improvvisamente quando, dopo una rocambolesca fuga dal collegio attraverso i tetti, inseguita da miss Minchin, penetrerà nella casa accanto. Il padre, rivedendo la figlia riacquista la memoria e i due, dopo tante disavventure, si ritroveranno di nuovo uniti.

Principali differenze con il romanzo[modifica | modifica wikitesto]

Gli sceneggiatori si sono ispirati molto liberamente al romanzo, modificando a volte profondamente la trama originale. Di seguito sono elencate le principali differenze riscontrabili.

  • Film: siamo nel 1914: il padre iscrive Sarah al collegio perché deve partire per il fronte.
    Romanzo: siamo nella seconda metà del XIX secolo: il padre di Sarah la iscrive al collegio per affinare la sua educazione e ritorna in India per curare i suoi affari.
  • Film: il collegio è a New York, città natale della madre
    Romanzo: il collegio è a Londra, città natale del padre (la madre è francese e ciò spiega la perfetta conoscenza del francese di Sarah)
  • Film: il padre è creduto morto in battaglia
    Romanzo: il padre di Sara muore per una forte febbre in India.
  • Film: il patrimonio del padre di Sarah è confiscato dal governo britannico (non viene spiegato chiaramente il motivo)
    Romanzo: il patrimonio del padre di Sarah è perduto per un investimento sbagliato in una miniera di diamanti
  • Film: A Sarah viene dato del denaro in elemosina, con il quale compra una focaccina. È affamata, ma vede una piccola venditrice di fiori ancora più affamata di lei. Le dà la focaccina ricevendo in cambio una rosa, che attaccherà alla porta del vicino di casa come buon augurio di ritrovare il figlio disperso in guerra
    Romanzo: Sarah trova del denaro in terra. È affamata, ma vede una piccola mendicante ancora più affamata di lei. Con i soldi compra cinque focaccine dalla fornaia lì vicino e ne regala quattro alla mendicante, dividendo in seguito l'ultima con Becky. La fornaia vede la scena e questo cambierà per sempre la sua vita e quella della piccola mendicante, che verrà adottata dalla donna
  • Film: Amelia Minchin, succube della sorella, fuggirà con il lattaio scappando dalla finestra
    Romanzo: Amelia Minchin, succube della sorella, alla fine prevarrà e rimprovererà duramente Miss Minchin di aver maltrattato Sarah, causando la rovina del collegio
  • Film: Sarah ritrova il padre, ferito e senza memoria dopo una rocambolesca fuga sui tetti, inseguita da Miss Minchin e dalla polizia
    Romanzo: Sarah è ritrovata casualmente dall'amico del padre, che la sta cercando in tutti i collegi di Parigi e di Mosca per adottarla, perché riporta la scimmietta del suo servitore, che era scappata.

Ma è soprattutto la psicologia del personaggio di Sarah a cambiare profondamente. Nel film Sarah sa che, nonostante le umiliazioni e le privazioni, è uguale a tutti gli altri, è una principessa, così come lo sono tutte le donne. Quindi si comporta come una ragazzina normale in presenza di un sopruso: quando può si "vendica". Ecco dunque che rovescerà il carbone nel camino del collegio, riempiendo di fuliggine l'ufficio di Miss Minchin, oppure scaglierà addosso a Lavinia una finta maledizione indiana per spaventarla.

Nel romanzo invece, Sarah finge di essere una principessa e si comporta come tale, sempre gentile con il prossimo e incurante delle traversie della vita, per poter sopportare i terribili avvenimenti che le accadono. Non si ribellerà quindi mai ai soprusi e alle umiliazioni, non per rassegnazione, ma per forza di volontà e per superiorità. La sua resistenza passiva alla fine la renderà più forte e capace di sopportare qualunque cosa. La Sarah del romanzo ha qualcosa di dolce e contemporaneamente di inquietante nel carattere, che nella Sarah del film purtroppo si perde. Da questo punto di vista, la Sara della trasposizione animata giapponese Lovely Sara del 1985 è senz'altro più vicina alla psicologia del personaggio originale.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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