La pazzia di Re Giorgio

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La pazzia di Re Giorgio
Titolo originale The Madness of King George
Paese di produzione Regno Unito
Anno 1994
Durata 107 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico, commedia
Regia Nicholas Hytner
Soggetto Alan Bennett
Sceneggiatura Alan Bennett
Fotografia Andrew Dunn
Montaggio Tariq Anwar
Musiche George Fenton
Scenografia Ken Adam, John Fenner e Carolyn Scott
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi

La pazzia di Re Giorgio è un film del 1994 diretto da Nicholas Hytner, adattato dallo spettacolo teatrale di Alan Bennett del 1991 intitolato La pazzia di Re Giorgio (The Madness of George III).

Presentato in concorso al Festival di Cannes 1995, è valso a Helen Mirren il premio per la migliore interpretazione femminile.[1]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il film è ambientato in Inghilterra tra il 1788 ed il 1789. È in questo periodo che il lungo regno di Giorgio III di Hannover (1760-1820) conosce una grave crisi interna: il sovrano, infatti, esce completamente di senno. Il primo ministro, William Pitt il Giovane dispone le misure necessarie per la cura del re e per tenere il più possibile all'oscuro il Parlamento sul suo reale stato di salute.

Il rischio che Pitt teme di correre è che il principe di Galles Giorgio, con cui è in aperto contrasto, possa assumere la reggenza.

Mentre il figlio trama con il leader dell'opposizione whig Charles Fox per presentare una mozione alla Camera dei Comuni per sospendere il sovrano dalle sue funzioni, Giorgio III viene affidato alle cure del Dr. Willis, medico paziente, ma severo, al punto da guardare direttamente in faccia il re e dargli ordini, a suo modo controcorrente nell'applicazione dei principi della scienza medica.

Tematiche[modifica | modifica wikitesto]

Il film mette in risalto la perdita di potere della monarchia inglese a favore del Parlamento nella fine del Settecento e getta lo sguardo sulle pratiche mediche dell'epoca. Al giorno d'oggi è appurato che Giorgio III fosse affetto da un disturbo ereditario noto come porfiria, una cui chiara manifestazione è l'inscurirsi del colore delle urine. Storicamente quella del 1788 non fu l'unica crisi. I disturbi mentali di Giorgio III si riproposero negli anni seguenti e dal 1810 furono praticamente permanenti, al punto che il figlio Giorgio divenne di fatto principe reggente e poi re (Giorgio IV del Regno Unito) alla morte del padre. "La pazzia di re Giorgio" mette in luce un interessante contrasto tra il mondo della corte, dove il sovrano è riverito, obbedito, temuto, ed il mondo della politica, dove la salute del re è il centro di giochi di potere. Alla famiglia reale, svuotata dell'autorità e della facoltà di dirigere il governo della nazione, resta, però, il dovere di apparire, agli occhi del popolo, come un modello, un esempio a cui fare riferimento.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1999 il British Film Institute l'ha inserito al 42º posto della lista dei migliori cento film britannici del XX secolo.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Awards 1995, festival-cannes.fr. URL consultato il 1 luglio 2011.
  2. ^ (EN) The BFI 100. URL consultato il 18-6-2008.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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