La notte prima di Natale

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La notte prima di Natale
Mravina as Oksana 1895.jpg
Evgenija Mravina nel ruolo di Oksana nella prima rappresentazione dell'opera
Titolo originale Ночь перед Рождеством
Lingua originale russo
Musica Nikolaj Andreevič Rimskij-Korsakov
Libretto Nikolaj Andreevič Rimskij-Korsakov
Fonti letterarie Nikolaj Vasil'evič Gogol', novella omonima
Atti quattro
Epoca di composizione 1894-1895
Prima rappr. 28 novembre (10 dicembre) 1895
Teatro Teatro Mariinskij,
San Pietroburgo
Personaggi
  • La Zarina (mezzosoprano)
  • Il Capo del villaggio (baritono)
  • Čub, un anziano cosacco (basso)
  • Oksana, sua figlia (soprano)
  • Solocha, una vedova (contralto)
  • Il Fabbro Vakula, suo figlio (tenore)
  • Panas, un compare di Čub (basso)
  • Il Diacono Osip Nikiforovič (tenore)
  • Pacjuk, uno stregone (basso)
  • Il Diavolo (tenore)
  • Coro, fanciulle, ragazzi, cortigiani, streghe, spiriti

La notte prima di Natale, è un'opera lirica in quattro atti con musica e libretto di Nikolaj Andreevič Rimskij-Korsakov. Fu composta tra il 1894 e il 1895 ed è basata sul racconto omonimo di Gogol', contenuto nella raccolta Veglie alla fattoria presso Dikan'ka.

Trama[modifica | modifica sorgente]

L'azione ha luogo nel villaggio di Dikan'ka, in Ucraina, nello spazio aereo e alla corte imperiale di San Pietroburgo, nel XVIII secolo.

Atto I[modifica | modifica sorgente]

Scena Prima. La vigilia di Natale nel villaggio di Dikan'ka. Dal camino di una casa esce, assieme al fumo, la vedova Solocha (che è una strega) che si siede sul tetto e intona una vecchia koljadka. Nel tetto vicino arriva il Diavolo che le fa eco. Il Diavolo è irritato con il figlio di Solocha, il fabbro Vakula, perché gli ha dipinto un ritratto molto poco simpatico. Per vendicarsi il Diavolo vuole rubare la luna, per far sì che il cosacco Čub resti a casa, intralciando così l'appuntamento amoroso di Vakula con la figlia di lui, la bella Oksana. Anche la strega non vede di buon occhio la relazione del figlio, decide pertanto di aiutare il Diavolo: provocano una tormenta di neve e si alzano in volo, e la luna scompare. Entra in scena Panas, compare di Čub, che bussa alla sua porta per invitarlo ad andare a trovare il diacono. I due si incamminano e vagano nell'oscurità. Intanto Vakula si dirige verso la casa di Čub per chiedere a Oksana se lo ama oppure no. Per strada si imbatte in Čub e, non avendolo riconosciuto, lo colpisce e lo scaccia via. Mentre Vakula pensa alla sua bella, la luna e le stelle ricompaiono.
Scena Seconda. Dentro la casa di Čub. Oksana si guarda allo specchio civettuola. Entra Vakula, del cui amore la ragazza si fa beffe. Arrivano le amiche di Oksana e cantano una koljadka. In presenza della amiche, Oksana dichiara che sposerà Vakula, se questi gli porterà gli stivaletti della Zarina. Le ragazze ridono del povero fabbro.

Atto II[modifica | modifica sorgente]

Scena Prima. A casa di Solocha. Solocha e il Diavolo, uscito dalla stufa, amoreggiano e ballano. Bussano alla porta e il Diavolo si nasconde in un sacco di carbone. Entra il Capo del villaggio, ma all'udire la voce del diacono che si avvicina, si nasconde anche lui in un sacco di carbone. Il diacono entra e inizia ad amoreggiare con Solocha, ma all'arrivo di Čub si nasconde in un terzo sacco. Čub canta e beve con Solocha. Si ode la voce di Vakula che torna a casa, e Čub si infila nel sacco, dove è già nascosto il diacono. Entra Vakula, che pensa alla richiesta di Oksana. Solocha esce ed il fabbro, presi i tre sacchi, esce a sua volta.
Scena Seconda. Per strada, presso la fucina di Vakula, in una notte di luna. Vakula mette giù i sacchi, e prende con sé solo il più piccolo, dove crede che ci siano i suoi attrezzi. Sopraggiungono dei giovani che cantano e prendono in giro il beone Panas e Vakula. Vakula decide di recarsi dal cosacco Pacjuk, che è uno stregone. I giovani aprono i sacchi, da cui escono il Capo del villaggio, il diacono e Čub. I ragazzi intuiscono le scappatelle di Solocha e si fanno beffe dei tre disgraziati dongiovanni.

Atto III[modifica | modifica sorgente]

Scena Prima. Dentro la casa di Pacjuk. Pacjuk è seduto e mangia varenyki magici che gli saltano in bocca da soli. Vakula arriva chiedendo di aiutarlo a trovare il Diavolo. Pacjuk gli risponde che chi ha il Diavolo in spalla non deve andare lontano. Vakula posa il sacco, da cui esce il diavolo. Vakula con le minacce gli intima di fargli da cavallo e di portarlo dove vorrà. Pacjuk scompare con la sua casa. Vakula salta in groppa al diavolo, ordinandogli di portarlo a San Pietroburgo, dalla Zarina.
Scena Seconda. In aria. Danze e giochi delle stelle. Giungono anime cattive, tra le quali anche Pacjuk e Solocha, che tentano di fermare Vakula sul suo destriero, ma senza successo. Vakula va avanti e presto all'orizzonte appare la capitale.
Scena Terza. Nella sala di un palazzo. Tra i cortigiani ci sono dei cosacchi, tra cui Vakula. Viene suonata una polonaise. Entra la Zarina. I cosacchi stanno per presentare le loro petizioni alla Zarina, ma Vakula li interrompe con la sua richiesta. La Zarina ordina di consegnargli i suoi stivaletti, e il Diavolo riporta indietro Vakula.
Scena Quarta. In aria. Vakula sfreccia in spalla al diavolo. Albeggia. Compaiono le anime candide di Koljada (sotto forma di fanciulla) e Ovsen' (sotto forma di ragazzo). Tra le luci dell'alba si vede Dikan'ka e si ode il suono del campanile e di canzoni natalizie.

Atto IV[modifica | modifica sorgente]

Il cortile presso la casa di Čub, di giorno. Le donne si riuniscono e parlano del cosacco scomparso: concludono che o si è impiccato, o si è annegato, e in questo modo turbano Oksana. La ragazza si sente in colpa per la sua durezza e decide di trattarlo con tenerezza, se ritornerà. Entra Vakula e chiede Oksana in sposa a Čub, che per dispetto a Solocha acconsente. Vakula dà a Oksana gli stivaletti della Zarina. Entra una folla di giovani che chiede a Vakula di raccontare la storia di quelle scarpette. Il fabbro promette di raccontare ogni cosa al suo amico, l'apicoltore Pan'ko (la voce narrante dei racconti di Veglie alla fattoria presso Dikan'ka), affinché la scriva, tra la goia generale.

Opere collegate[modifica | modifica sorgente]

Sullo stesso soggetto anche Čajkovskij compose un'opera dal titolo Il fabbro Vakula nel 1874, che fu poi rielaborata nel 1885 con il titolo Gli stivaletti.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Nikolaj Andreevič Rimskij-Korsakov
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