La legge del pudore

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La legge del pudore
Titolo originale La loi de la pudeur
Autore Michel Foucault, Jean Danet, Guy Hocquenghem
1ª ed. originale 1978
Genere saggio
Lingua originale francese

La legge del pudore è la trascrizione di una conversazione alla radio, avvenuta nel 1978 a Parigi, tra il filosofo Michel Foucault, lo scrittore/attore/avvocato Jean Danet e il romanziere/attivista a favore degli omosessuali[1] Guy Hocquenghem, concernente l'abolizione della legge sull'età del consenso in Francia.

L'argomento fu sollevato da una riforma del Codice penale francese, allora in dibattito al Parlamento. Nel 1977, numerosi intellettuali francesi[2] – compresi Foucault, Danet e Hocquenghem – hanno sottoscritto una petizione indirizzata al Parlamento, schierandosi a favore della depenalizzazione di qualsiasi rapporto consenziente tra adulti e minori di 15 anni (l'età del consenso in Francia).

Il dibattito fu trasmesso il 4 aprile 1978 dalla radio France Culture, all'interno del programma Dialogues[3]. La trascrizione della conversazione fu originariamente pubblicata in lingua francese con il titolo La loi de la pudeur. Il testo è stato pubblicato per la prima volta in lingua inglese con il titolo Sexual Morality and the Law, ed è stato incluso nel libro di Foucalt Politics, Philosophy, Culture – Interviews and other writings, 1977-1984. In seguito, il testo è stato riedito in lingua inglese con il titolo The Danger of Child Sexuality.

Introduzione[modifica | modifica wikitesto]

Michel Foucault e Guy Hocquenghem prendono in esame, in primo luogo, la criminalizzazione delle “offese sessuali” nel XIX Secolo e l'invenzione dell'allora emergente psichiatria della categoria dei “pervertiti”.

Foucault sottolinea che il Codice Penale francese del 1810[4] non regolava i comportamenti sessuali “come se la sessualità non riguardasse la legge”. Egli spiega che la legislazione, nel corso del XIX secolo e specialmente nel XX Secolo, al tempo di Pétain e dell'emendamento Mirguet (1960)[5], “diventò sempre più oppressiva”.

Foucault, Hocquenghem e Danet denunciano l'intensificazione del fenomeno di psichiatrizzazione della società e l'introduzione di un controllo sociale sulla sessualità. Foucault aveva già espresso questa analisi utilizzando la definizione di “strumento della sessualità” nella sua opera La volontà di sapere. Storia della sessualità I (1976). “Qualsiasi atto legislativo sulla sessualità”, afferma Foucault “introdotto a partire dal XIX Secolo in Francia, è un insieme di leggi sulla decenza”, concetto che appare impossibile da definire e che diventa, quindi, un docile strumento, utilizzato ai fini di numerose strategie nazionali. Foucault sottolinea che:

“Sta emergendo un nuovo sistema penale, un nuovo sistema legislativo, la cui funzione non è più tanto quella di punire le trasgressioni alle norme generali che regolano la moralità, quanto di proteggere la popolazione o parte della popolazione considerata particolarmente vulnerabile” (è il caso dei bambini). “In questo modo si creerà una spaccatura nella società: da una parte la popolazione vulnerabile e dall’altra, la popolazione “pericolosa” (gli adulti in generale).

Danet afferma che “con la presenza degli psichiatri in tribunale, si rischia la manipolazione del consenso del bambino e la manipolazione altresì delle sue dichiarazioni”.

Citando, fra le altre cose, l'esempio del movimento di protesta sorto in Germania alla fine del XIX Secolo, contro l'articolo 175 del Codice penale tedesco che criminalizzava qualsiasi atto omosessuale, Jean Danet osserva che gli psichiatri “si aspettavano una cosa sola dall’abolizione di questa legge, e cioè di poter finalmente curare i ‘pervertiti’[come venivano considerati gli omosessuali all'epoca] tramite le conoscenze che dichiaravano di aver acquisito a partire dal 1860 circa" (Danet cita quindi Morel e il suo Trattato sulla degenerazione morale, pubblicato nel 1857).

Principali idee del testo[modifica | modifica wikitesto]

1. La fabbricazione di un crimine.[modifica | modifica wikitesto]

Foucault osserva che laddove la legge originariamente condannava l'infrazione, l'atto di infrangere la legge, entriamo adesso in una società disciplinare, che condanna il criminale in se stesso – definito “delinquente” o “pervertito” – e al posto di punire l'atto, criminalizza un individuo o una categoria di persone.

Hocquenghem sostiene che “un intero insieme di nozioni” – dalle interdizioni religiose sulla sodomia, alla separazione fra il mondo dell'infanzia e quello degli adulti – sia responsabile dell'invenzione del crimine contro la moralità.

Egli osserva che ciò è stato possibile grazie all'invenzione di una categoria di persone considerate come dei “pervertiti”, dei “mostri legali”, il cui scopo nella vita è di avere rapporti sessuali con i bambini. Essi divengono allora forzatamente degli intollerabili pervertiti, in quanto il delitto di cui sono accusati è intensificato da un intero arsenale psicologico e sociologico.

Il giornalista Pierre Hahn – che conduceva il dibattito – rammenta che quest'idea riporta al concetto di “criminale nato”, presente nella controversa opera del criminologo italiano Cesare Lombroso[6]: “Effettivamente l’idea che la legislazione, il sistema legale, il sistema penale e anche la medicina debbano occuparsi essenzialmente degli individui pericolosi, piuttosto che degli atti criminali, rimanda alla teoria di Lombroso e quindi non mi sorprenderebbe che le idee di Lombroso tornassero di moda” dichiara.

Hocquenghem considera l'elaborazione di questo nuovo tipo di criminale – un individuo talmente pervertito “da fare una cosa che fino ad oggi è stata fatta senza che a nessuno venisse in mente di interferire” come “un passo estremamente grave dal punto di vista politico”:

“Nel caso di un “attentat sans violence” [crimine senza violenza], il delitto nel quale la polizia non è riuscita a rintracciare alcun reato, il criminale è un criminale solo perché è un criminale, perché ha questo tipo di tendenze. Si tratta di quello che veniva comunemente definito delitto di opinione. (...) Il delitto scompare, da lungo tempo a nessuno interessa sapere se esso è stato effettivamente commesso, se qualcuno è stato ferito o meno. A nessuno inoltre importa di sapere se c'era veramente una vittima o meno".

Hocquenghem conclude dicendo che il delitto si nutre di sé stesso, in una caccia all'uomo di identificazione e isolamento di una categoria di individui considerati pedofili e con l'appello al linciaggio lanciato dalla stampa scandalistica.

Jean Danet aggiunge che questo delitto senza violenza può essere utilizzato dallo stato per ragioni politiche contro gli individui “scomodi”: “L’accusa di incitamento di minore a commettere un atto immorale, per esempio, può essere utilizzata contro gli attivisti sociali e gli insegnanti. (...) Nel 1976 a Nantes, un insegnante è stato condannato per avere incitato dei minori a commettere atti immorali, mentre in realtà, non aveva fatto altro che dare dei preservativi ai ragazzi e alle ragazze sotto la sua responsabilità”.

Danet prevede che, una volta approvata la riforma, una nuova forma di controllo sociale sostituirà quella legale. “Abbiamo creduto in un ripiegamento della legislazione, non perché pensavamo di vivere in un periodo liberale, ma perché sapevamo che sarebbero state create forme più sottili di controllo sessuale – e forse la libertà apparente che camuffa queste forme più sottili e più diffuse di controllo sociale si estenderà oltre il campo giuridico e penale”.

2. Una società di pericoli.[modifica | modifica wikitesto]

Foucault vede l'emergere di un nuovo sistema penale, in cui gli sforzi convergono nell'identificazione degli individui pericolosi e non più nel riconoscimento degli atti criminosi. Egli prevede l'avvento di una società dei pericoli:

“Si creerà una società dei pericoli con, da un lato, gli individui in pericolo, e dall’altro, gli individui pericolosi. (...) La sessualità diventerà una minaccia in qualsiasi relazione sociale, in qualsiasi relazione fra individui di età differente, in tutte le relazioni fra gli individui, insomma. La sessualità, inoltre, non sarà più un tipo di comportamento condizionato da determinate interdizioni, ma una sorta di pericolo vagante, uno spettro onnipresente, una finzione fra uomini e donne, bambini e adulti e forse anche fra gli stessi adulti. Sarà questa ombra, questo spettro, che le autorità cercheranno di catturare, per mezzo di una legislazione apparentemente magnanima e generica, attraverso una serie di interventi mirati, che saranno probabilmente concepiti dalle istituzioni legislative con il supporto delle istituzioni mediche”.

L'autore identifica la ragione del cambiamento nella paura della sessualità altrui:

“Il legislatore non giustificherà le misure proposte dichiarando che la moralità universale dell’umanità deve essere difesa. Dirà invece che esistono delle persone per le quali la sessualità altrui è un pericolo permanente”.

Foucault prevede l'avvento di un nuovo regime di monitoraggio della sessualità, con l'intervento delle istituzioni legislative e il supporto delle istituzioni mediche. Conclude dichiarando: “Credo che il pericolo reale risieda in questo”. Nel suo libro Sorvegliare e punire (1975), si era già schierato contro l'aumento del controllo sociale sul comportamento individuale.

3. La creazione di un nuovo potere medico.[modifica | modifica wikitesto]

Foucault insiste su questo cambiamento di ciclo verso l'individuo e la legislazione in balia del sapere medico, dando l'occasione agli psichiatri di intervenire due volte: in primo luogo per determinare se i bambini abbiano realmente una sessualità, e in secondo luogo per stabilire che la sessualità infantile è un territorio con geografia propria, nel quale l'adulto non deve interferire.

Jean Danet aggiunge che alcuni psichiatri ritengono che le relazioni sessuali fra bambini e adulti siano “sempre traumatizzanti”, che il bambino viene “marcato a vita”, che diventerà un adulto emotivamente disturbato e se il bambino non si ricorda del fatto è perché il fatto viene trasferito nell'inconscio.

Egli ritiene che l'intervento degli psichiatri in tribunale sia manipolatorio nei confronti del consenso del bambino e delle sue dichiarazioni. Foucault commenta ironicamente la posizione degli specialisti:

“Può essere che il bambino, con la sua sessualità, abbia desiderato l’adulto, può altresì avere acconsentito o addirittura fatto il primo passo. Possiamo anche giungere ad ammettere che è stato lui a sedurre l’adulto, ma noi specialisti, forti delle nostre conoscenze in psicologia, sappiamo perfettamente che anche il bambino che seduce corre il rischio di rimanere ferito e traumatizzato. (...) Conseguentemente, il bambino deve essere ‘protetto dai suoi stessi desideri’, anche se questi desideri lo indirizzano verso un adulto”.

Foucault conclude dicendo che sarà proprio all'interno di questo nuovo quadro legislativo – “fondamentalmente destinato alla protezione di alcuni gruppi vulnerabili della popolazione attraverso la creazione di un nuovo potere medico “ – che la concezione della sessualità e delle relazioni fra la sessualità dell'adulto e quella del bambino saranno basate e lo considera qualcosa di estremamente discutibile.

4. Ambasciator (non) porta pena.[modifica | modifica wikitesto]

Hocquenghem osserva che la petizione francese del 1977 è stata sottoscritta da numerose persone «che non possono in alcun modo essere accusate di essere pedofile o di avere delle visioni politiche stravaganti”.

Jean Danet sottolinea che, così come gli avvocati che difendono i terroristi (come successe per il caso Croissant[7]), gli avvocati che difendono un individuo accusato di atti osceni con minore[8] vanno incontro a numerosi problemi. Molti di essi, dichiara Danet, evitano di farlo, e preferiscono essere chiamati d'ufficio dal tribunale. Egli dichiara che “chiunque difenda un pedofilo corre il rischio di essere sospettato di avere simpatia per la causa. Anche i giudici lo pensano: se quest'uomo lo difende, vuol dire che in fondo è d'accordo con lui”.

Egli sostiene che “se un individuo è implicato nella lotta contro una qualsiasi autorità (...) questo non vuol dire che stia dalla parte di coloro che difende”. Sono citati due esempi, risalenti rispettivamente al XIX Secolo e all'inizio del XX Secolo: in Francia, una lettera aperta sottoscritta da psicologi, sessuologi e psichiatri chiedeva la depenalizzazione degli atti osceni con minori dai 15 ai 18 anni e in Germania un intero movimento (costituito da omosessuali e esponenti della comunità medica) ha protestato contro una legge che criminalizzava gli atti omosessuali.

5. Infanzia e nozione di consenso.[modifica | modifica wikitesto]

Mentre oggi la nozione stessa di consenso prima della pubertà è soggetta a polemiche – e solleva spesso risposte emotive, mentre gli intellettuali tendono a porsi su posizioni difensive – nel 1977-1978 Foucault, Hocquenghem e Danet ammisero apertamente e con naturalezza, l'esistenza di una pedofilia non abusiva.[9]

Foucault e Hocquenghem sono d'accordo nel dire che il consenso è una nozione contrattuale: “La nozione stessa di consenso è una farsa. È ovvio che la forma legale di consenso intersessuale non ha alcun senso. Nessuno firma un contratto prima di fare l’amore” dichiara Hocquenghem.

“Quando parliamo di bambini consenzienti, quello che intendiamo è: in ogni caso non c’è stata violenza o manipolazione finalizzata a obbligarli ad avere un rapporto affettivo o erotico, conclude.

Il giornalista Pierre Hahn chiede per ben due volte se esiste il modo di determinare l'età approssimativa dalla quale l'individuo può essere effettivamente in grado di dare il suo consenso: “L’opinione pubblica, compresa quella “illuminata” dei dottori dell'Istituto di Sessuologia (L’Institut de Sexologie), si sono chiesti se esiste il modo di determinare l'età dalla quale un individuo può essere effettivamente in grado di dare il suo consenso. È un bel problema. (...) Se foste un legislatore, non fissereste alcun limite e lascereste che fossero i giudici a decidere se è stato effettivamente commesso un atto osceno o meno, con o senza consenso? È questa la vostra posizione?” Foucault risponde che “È difficile abbattere le barriere” e che inoltre, non avrebbe senso farlo.[10]

Per quanto riguarda l'aspetto legale, l'avvocato osserva che la violenza è legalmente presunta, anche “nel caso in cui l’accusa è quella di atto osceno non violento”. Ciò succede perché il legislatore crede che “deve essere detto che questo atto non violento [definito crimine] è la traduzione legale repressiva di piacere consenziente”. Danet conclude dicendo “È lampante come il sistema di prova sia manipolato in maniera diametralmente opposta nel caso della violenza sessuale su una donna e nel caso di atti osceni su minore”.

D'altra parte, Danet ammette che esistono casi in cui il consenso può non essere presente. “Noi non stiamo dicendo che il consenso ci sia sempre”.

Egli sottolinea che sono stati molto attenti nel redigere il testo della petizione, al fine di separare la violenza sessuale dagli atti che non comportano violenza:

“Nella petizione ci siamo riferiti esclusivamente all’atto indecente, senza implicare la violenza o l’incitamento del minore a commettere un atto indecente. Abbiamo posto grande attenzione al non toccare in alcuna maniera il problema della violenza sessuale, che è una cosa completamente diversa”.

Egli osserva che la violenza sessuale provoca la reazione dell'opinione pubblica, scatenando effetti secondari quali la caccia all'uomo, il linciaggio e la mobilitazione morale.

6. L’attendibilità dei bambini in tribunale.[modifica | modifica wikitesto]

Sull'attendibilità dei bambini in tribunale, Foucault comincia con l'osservare che, ufficialmente, si crede che i bambini posseggano una sessualità che non può in alcun modo essere rivolta verso un adulto e che inoltre, essi non siano in grado di parlare di loro stessi con sufficiente lucidità.[11]

In secondo luogo, egli afferma che, se l'interlocutore agisce con la dovuta comprensione, i discorsi di un bambino risultino affidabili per stabilire la verità dei fatti. Dichiara Foucault:

“In fondo, basterebbe ascoltare un bambino parlare e spiegare la qualità della relazione che egli ha con qualcuno, sia esso un adulto o meno, con sufficiente comprensione, per permettere a chiunque di stabilire approssimativamente il grado di violenza che egli ha subito, se violenza c’è stata, e il grado di consenso”.

Egli si oppone con veemenza al dubbio sulla capacità del bambino di descrivere la verità dei fatti: “Presumere che un bambino sia incapace di spiegare la verità dei fatti e di dare il suo consenso sono due abusi intollerabili e assolutamente inaccettabili. (...) Si può fare affidamento sulla parola del bambino per determinare se egli ha subito violenza o meno”.[12]

Hocquenghem osserva che il processo pubblico sottopone il bambino a uno stress. “L’affermare in pubblico di aver dato il proprio consenso ad atti di quel genere è estremamente difficile. Tutti – i giudici, i dottori, l’imputato – sanno che il bambino era consenziente, ma nessuno lo dice, perché non esiste in realtà alcuna maniera per esprimere il concetto".

Egli sottolinea l'impossibilità di fornire una descrizione esaustiva in termini di consenso di una relazione fra un adulto e un bambino, rapporto che implica ogni sorta di contatti affettivi che passano diversi stadi (che non rientrano tutti nell'ambito sessuale) e fornirne una descrizione in termini di consenso legale è un'assurdità:

“In ogni caso, se un bambino dichiara “Non mi importava”, l’affermazione non ha lo stesso valore legale della frase “acconsento”.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Guy Hocquenghem fu membro e uno dei fondatori del FHAR (Front homosexuel d’action révolutionnaire, “Fronte omosessuale di azione rivoluzionaria”). Cfr anche: (a) Race d’Ep, un film documentario di Lionel Soukaz e Guy Hocquenghem (1979); (b) Ma saison super 8 di Alessandro Avellis (2005), liberamente ispirato alle vicissitudini del FHAR; (c) Bleu, blanc, rose, documentario di Yves Jeuland sul movimento omosessuale francese (2000); (d) rivista francese Masques, revue des homosexualités (“rivista delle omosessualità”), n° 9/10, Parigi, 1981.
  2. ^ La petizione fu firmata da numerosi intellettuali e pensatori, tra i quali nomi illustri come i filosofi Michel Foucault, Jacques Derrida e Louis Althusser, la pediatra e psicoanalista Françoise Dolto (famosa per le sue scoperte nel campo della psicoanalisi infantile[a]) e da personalità provenienti dagli schieramenti politici più disparati[b]. [a] Le sue ricerche si sono concentrate in particolar modo sugli aspetti teorici del disadattamento precoce. Fonte: Foucault, Michel, edito da Lawrence D. Kritzman. Politics, Philosophy, Culture: Interviews and other writings 1977-1984. New York/Londra: Routledge, 1988, p.273. ISBN 0-415-90082-4. [b] Fonti: Dignaction.org e Foucault, Michel (op.cit.) p.273.
  3. ^ Produttore: Roger Pillaudin. Presentatore del dibattito, il giornalista Pierre Hahn, che lavorare per “Gai Pied”.
  4. ^ Parte del Codice Napoleonico, il Codice Penale francese del 1810 comprendeva 485 articoli che definivano i crimini, le offese e i reati minori, così come le pene previste. Fu promulgato il 12 febbraio 1810. Cfr fonte, nota 1
  5. ^ L’Emendamento Mirguet del 18 luglio 1960 rese più severe le pene previste per il reato di “oltraggio al pudore” per le coppie omosessuali. L’emendamento modificò l’articolo 38 della Costituzione francese del 1958. Cfr fonte, nota 2.
  6. ^ Il determinismo biologico di Lombroso fu in seguito utilizzato da Hitler per giustificare l’olocausto.
  7. ^ Klaus Croissant fu avvocato difensore per il gruppo terroristico tedesco RAF ­Rote Armee Fraktion (noto anche come Baader-Meinhof) e fu arrestato in Francia nel settembre del 1977. Nonostante le numerose manifestazioni in Francia, Germania e Italia, contro la sua estradizione – inclusa una campagna supportata da Jean-Paul Sartre e Michel Foucault – per decisione della Corte d’Appello di Parigi, Croissant fu estradato nella RFT il 17 novembre 1977.
  8. ^ In questo contesto, il termine “minorenne” sta per “minorenne in ambito sessuale”, indi al di sotto dell’età del consenso (15 anni in Francia). L’età del consenso, in Francia, è definita “maggiore età sessuale” (majorité sexuelle).
  9. ^ La petizione del 1977 si riferisce ad individui di età inferiore all’età del consenso in Francia (quindici anni), comprese le età anteriori alla pubertà. La definizione biologica di pedofilia è riconosciuta dalle Nazioni Unite.
  10. ^ Aggiunse che aveva discusso dell’argomento con un giudice, il quale aveva dichiarato che esistevano ragazze di diciotto anni costrette, in sostanza, ad avere rapporti sessuali con il padre o con il patrigno: “Possono anche avere diciotto anni, ma si tratta comunque di una costrizione intollerabile”.
  11. ^ Riguardo alla credibilità di individui considerati non credibili, è interessante notare che Michel Foucault si era già schierato a favore del diritto dei prigionieri di rendere personalmente note le condizioni del sistema carcerario, e non di tener conto solamente delle dichiarazioni di specialisti e criminologi. È stato uno dei fondatori e partecipanti, nel 1971-1972, del gruppo francese GIP Groupe d'information sur les prisons (letteralmente Gruppo di Informazione sulle Prigioni), creato da intellettuali, giudici, avvocati, giornalisti e dottori per smantellare la “barriera del silenzio” sulle prigioni.
  12. ^ Allo stesso modo, Foucault si oppose ad altre situazioni nelle quali gli esseri umani sono soggetti a svantaggio legale o sottomissione (ad esempio la condizione della donna anteriore all’emancipazione femminista ecc.). Cfr. Anche il testo di Kant Che cos’è l’illuminazione?, sul concetto di autonomia.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

In francese[modifica | modifica wikitesto]

  • “La loi de la pudeur”, pubblicato sulla rivista Recherches n° 37, aprile 1979, Fous d’enfance, pp. 69–82.
  • Michel Foucault (1994). Dits et écrits 1976-1979. Tomo III. Parigi: Gallimard, pp. 766–776.

In inglese[modifica | modifica wikitesto]

  • Michel Foucault, pubblicato da Lawrence D. Kritzman (1988). Politics, Philosophy, Culture – Interviews and other writings 1977-1984. ISBN 0-415-90082-4. New York/Londra: Routledge. Capitolo 16, “Sexual Morality and the Law”, pp. 271–285. Traduzione a cura di Alan Sheridan.
  • Michel Foucault, pubblicato da Lotringer, S. (1996). Foucault live (interviews, 1961-1984). New York: Semiotext(e), pp. 264–274. Riedito con il titolo “The Danger of Child Sexuality”. Traduzione a cura di Alan Sheridan.
  • Rivista Semiotext(e) (New York): Serie interventi d'autore Semiotext(e) 2: pubblicazione Loving Boys / Loving Children (Estate 1980), pp. 40–42, 44. Prima edizione del testo in lingua inglese. Traduzione a cura di Daniel Moshenberg. Intervista senza titolo. Passi tagliati: omessi due interlocutori e la discussione di Foucault con essi (fonte - PDF)
  • ALCOFF, Linda. Dangerous pleasures: Foucault and the politics of pedophilia. Edizioni Susan Hekman. Il testo contiene delle interpretazioni femministe delle tesi di Foucault. Brevemente menzionato in Foucault.info Archive.

In tedesco[modifica | modifica wikitesto]

  • FOUCAULT, Michel; HOCQUENGHEM, Guy; DANET, Jean (1981). “The Danger of Child Sexuality”. Egmont Fassbinder (ed.), Klappentexte. Magazin für schwules lesen, schreiben, sehen. Nr. 2/3 (S. XXVII-XXIX). Berlino: Rosa Winkel. fonte.

Riferimenti on-line[modifica | modifica wikitesto]

In francese[modifica | modifica wikitesto]

In inglese[modifica | modifica wikitesto]

In spagnolo[modifica | modifica wikitesto]

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