La fonte meravigliosa
| La fonte meravigliosa | |
|---|---|
Howard Roark mentre presenta il suo progetto |
|
| Titolo originale | The Fountainhead |
| Paese di produzione | USA |
| Anno | 1949 |
| Durata | 114 min |
| Colore | B/N |
| Audio | sonoro Mono (RCA Sound System) |
| Rapporto | 1,37 : 1 |
| Genere | drammatico |
| Regia | King Vidor |
| Soggetto | Ayn Rand |
| Produttore | Henry Blanke |
| Fotografia | Robert Burks |
| Montaggio | David Weisbart |
| Musiche | Max Steiner |
| Scenografia | Edward Carrere |
| Costumi | Milo Anderson |
| Interpreti e personaggi | |
|
|
| Doppiatori italiani | |
|
|
La fonte meravigliosa è un film drammatico del 1949 diretto da King Vidor e basato sul romanzo omonimo di Ayn Rand. Protagonista del film è Gary Cooper nel ruolo dell'architetto Howard Roark, Patricia Neal nel ruolo di Dominique Francon, Raymond Massey nel ruolo di Gail Wynand, Robert Douglas nel ruolo di Ellsworth Toohey e Kent Smith nel ruolo di Peter Keating.
Indice |
Trama [modifica]
Howard Roark, un geniale architetto dalle grandi idee moderne, si riduce a lavorare in una cava di marmi pur di non scendere a compromessi. Qui, incontra la figlia del proprietario della miniera, Dominique e tra i due scoppia un grande amore. Ma un giorno Howard sparisce perché a New York gli è stata affidata la costruzione di un grattacielo. Le sue idee però cozzano contro la committenza, che in fase di attuazione, gli rovina il suo progetto originale.
Dominique, che è una giornalista, torna anche lei a New York e si sposa con il suo editore. Ritrova Howard e convince il marito del genio dell'architetto. Peter, un vecchio amico architetto in difficoltà con il progetto delle case del popolo, chiede aiuto proprio ad Howard che rinuncia a figurare come autore ma pone una sola condizione: il progetto non dovrà essere modificato. Concluso l'accordo parte in crociera con Wynand. Tornato a New York scopre che il suo progetto è stato rimaneggiato e decide freddamente di far saltare l'edificio a suo dire rovinato. Peter viene costretto a rivelare la verità sull'autore del progetto così Howard viene scoperto e citato in giudizio. Durante il processo Dominique e suo marito mettono al suo servizio i giornali dell'editore, uniche voci a difesa della libertà di espressione anche architettonica. L'architetto viene assolto. Il marito di Dominique si rende conto che la moglie è ancora innamorata di Roark e, subito dopo aver controfirmato un contratto con l'architetto affidandogli la costruzione di un grande edificio in sua memoria, si suicida. Nella scena finale del film Dominique, ormai ufficialmente signora Roark, si reca al cantiere dell'Edificio Wynand e raggiunge il marito che l'attende guardandola (e guardando metaforicamente tutti coloro che nella sua vita l'hanno ostacolato) dalla sommità del grattacielo più alto della città, dall'alto in basso.
Produzione [modifica]
Il film venne girato in California, a Fresno e negli studios di Burbank della Warner Bros, che aveva prodotto il film.
Distribuzione [modifica]
Il film, distribuito dalla Warner Bros., uscì nelle sale il 2 luglio 1949.
Data di uscita [modifica]
- USA 2 luglio 1949
- Svezia 26 settembre 1949
- Finlandia 11 novembre 1949
- Francia 8 marzo 1950 (Cannes Film Festival)
- Francia 31 marzo 1950 (Parigi)
- Portogallo 17 aprile 1950
- Giappone 9 dicembre 1950
- Australia 13 luglio 1951
- Danimarca 3 ottobre 1951
- Germania 4 dicembre 1994 (prima TV)
- Portugal 24 luglio 1998 (riedizione)
- UK 20 novembre 1998 (riedizione)
- Australia 19 luglio 2001 (riedizione)
- Francia 9 novembre 2005 (riedizione)
Alias
- The Fountainhead USA (titolo originale)
- Le Rebelle Belgio (titolo Francese) / Francia
- De opstandeling Belgio (titolo Fiammingo)
- Ein Mann wie Sprengstoff Germania Ovest
- El manantial - Spagna
- Halyvdines psyhes Grecia
- Kun den stærke er fri Danimarca
- La fonte meravigliosa Italia
- Pilvenpiirtäjä Finlandia
- Pionjären Svezia
- Uno contra todos Messico
- Vontade Indómita Portogallo
- Vontade Indômita Brasile
Critica [modifica]
| « Se leggiamo A Testament (1957) scritto da Frank Lloyd Wright otto anni dopo il film di Vidor, restiamo stupefatti nel ritrovarvi perfettamente intatta l’ideologia che ispira sia il romanzo di Ayn Rand, che il suo adattamento cinematografico. Prima di The Fountainhead, non si era mai verificata una coincidenza tanto profetica con la biografia di un artista vivente. Vidor supera l’esemplarità agiografica dei film di Dieterle, sistematizzando la sua sintesi storica un po’ alla maniera delle grandi commedie politiche di Frank Capra: l’intero film, infatti, è solo un lungo preludio all’arringa finale del protagonista... I décors di stile wrightiano vengono suggeriti da grandi vetrate o da colonnati razionalisti, mentre viene mostrata in modo più dettagliato l’estetica opposta: il kitsch futurista degli uffici del giornale, lo stile neoclassico delle dimore patrizie. Vidor si riallaccia qui al Thomas Mann di Doktor Faustus, dove l’artista d’avanguardia veniva ritratto dal suo amico, artista “borghese” per eccellenza, che, senza comprenderlo, gli attribuisce tratti demoniaci. Anche Howard Roark ha aspetti da superuomo, ma nel suo caso è il Principio Divino che lo ha generato e che lo ispira. » |
| (Lorenzo Codelli, Positif n. 163) |
Collegamenti esterni [modifica]
- (EN) Scheda su La fonte meravigliosa dell'Internet Movie Database
|
|