La famiglia di Carlo IV

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La famiglia di Carlo IV
La famiglia di Carlo IV
Autore Francisco Goya
Data 1800-1801
Tecnica olio su tela
Dimensioni 280 cm × 336 cm 
Ubicazione Museo del Prado, Madrid

La famiglia di Carlo IV è un dipinto di Francisco Goya, a olio su tela (280 × 336 cm), realizzato tra il 1800 e il 1801. L'opera è conservata al Museo del Prado di Madrid.

Fu commissionato dalla famiglia reale spagnola e, nonostante si trattasse di un ritratto ufficiale, il pittore raffigurò con impietosa precisione i visi grotteschi dei reggenti.

Descrizione stile[modifica | modifica sorgente]

Secondo alcuni questo ritratto è ironico: il pittore prende in giro la famiglia reale, ma grazie alla sua fama e alla ingenuità della corte, ciò non verrà mai scoperto né l'artista subirà sanzioni. Secondo una critica più recente, però, che fa capo allo storico dell'arte e biografo di Goya Robert Hughes, ogni intento caricaturale va escluso: Goya era il pittore di corte, aveva dipinto e dipingerà i membri della famiglia reale molte altre volte e non si sarebbe sognato mai di compromettere la sua posizione con un'inopportuna ironia. Anzi, forse cercò perfino di abbellire un poco i suoi sgradevoli committenti. E se i reali di Spagna non furono del tutto soddisfatti dell'opera, ciò avvenne perché la giudicarono troppo modesta come sfondo: l'angolo di una sala, due tele anonime alle spalle. La scena è illuminata da un raggio di luce che mette in risalto gioielli ed abiti dei regnanti. Tutti i personaggi sono in luce, ad eccezione di uno in fondo a sinistra che è in ombra: questo personaggio è Goya stesso, che si finge intento a dipingere una scena che sta dietro l'osservatore. Si tratta di un richiamo alla pittura di Velazquez. Carlo IV, figura emergente del gruppo di destra, viene ritratto con un volto ordinario, di persona sciocca e non sembra mostrare la sua potenza di re. È infatti Maria Luisa di Borbone-Parma, la moglie di Carlo IV, al centro del secondo gruppo, tra i due figli minori, la figura dominante nonché la potenza della famiglia. Sulla sinistra di chi guarda, in primo piano c'è il principe ereditario Ferdinando e dietro di lui il fratello minore Carlo: dietro si affaccia la testa di un'orrida megera, che è la loro zia, l'infanta Josefa, sorella di Carlo IV: sulla destra c'è la coppia ducale di Parma, cioè la figlia del re Maria Luisa con il marito Luigi: la giovane duchessa ha fra le braccia l'erede di pochi mesi, Carlo Ludovico. Dietro il re si affaccia il fratello minore, don Antonio Pasquale e fra quest'ultimo e i duchi di Parma c'è una testa di donna non perfettamente identificata. Allo stesso modo, fra il principe ereditario e la regina c'è la figura di una fanciulla dalla testa girata: la futura sposa dell'erede al trono, allora ancora sconosciuta dato che Ferdinando aveva sedici anni appena. I bambini raffigurati vicino a Maria Luisa sono Isabella, futura regina di Napoli, e Francesco di Paola. La pubblica voce attribuiva la paternità dei due piccoli a Manuel Godoy, onnipotente primo ministro, dato che Maria Luisa era molto screditata agli occhi dell'opinione pubblica e Carlo IV passava per un marito compiacente. Attraverso i giochi chiaroscurali i personaggi suggeriscono un senso di mistero. Quest’opera rappresenta l'opposto del neoclassicismo, infatti Goya lascia spazio all'imperfetto. Mentre lavora a quest'opera e ad altre commissionate dalla famiglia reale, Goya ha modo di riflettere sulla società spagnola e sulle condizioni del Paese. Si può notare il legame sempre più stretto tra l'artista e il nuovo clima culturale, suggestionato anche dall'Illuminismo; nell'opera, infatti, alla luce, che è l'elemento unificante del dipinto, viene assegnato il duplice compito di sottolineare il lusso degli abiti e il brillio dei gioielli e delle decorazioni, ma anche di far risaltare, che l'artista l'abbia voluto o no, la bruttezza, la follia e la presunzione degli illustri effigiati. Ma la luce esclude solo i bambini che non hanno niente a che fare con la società ormai corrotta.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Bertelli, Briganti, Giuliani, Storia dell'Arte Italiana, Milano, Casa Editrice Mondadori, 1988.
  • Robert Hughes Goya Mondadori Milano 2003

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