La fabbrica di plastica

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La fabbrica di plastica
Artista Gianluca Grignani
Featuring {{{featuring}}}
Tipo album Studio
Pubblicazione 1996
Durata 45 min : 35 s
Album di provenienza {{{album di provenienza}}}
Dischi 1
Tracce 11
Genere Rock
Esecutore {{{esecutore}}}
Etichetta
Edizioni {{{edizioni}}}
Produttore
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Regista {{{regista}}}
Registrazione
Formati {{{formati}}}
Note
Premi
Dischi d'argento {{{numero dischi d'argento}}}
Dischi d'oro
Dischi di platino 1
Dischi di diamante {{{numero dischi di diamante}}}
Gianluca Grignani – cronologia
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Destinazione Paradiso
(1995)
Campi di popcorn
(1998)
{{{seconda discografia}}} – cronologia
Album precedente Album successivo
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Album precedente Album successivo
« "Ma …non lo so, io volevo solamente rifare The Bends..."[1]  »
(Gianluca Grignagni ad un giornalista che gli chiedeva se si rendesse conto di che razza di album avesse fatto)

La fabbrica di plastica è il secondo album di Gianluca Grignani, pubblicato nel 1996 ed è una delle sue opere più controverse e allo stesso tempo apprezzate dalla critica. Presenta un suono molto più duro e acido del precedente (e di tutti i lavori successivi) e rimane a suo modo un lavoro unico e irripetuto nella discografia di Grignani e, più in generale, di tutta la musica italiana, non abituata a quelle ruvidità sonore, così anomale per il mainstream nazionale. Dopo l'enorme successo commerciale di Destinazione Paradiso La fabbrica di plastica spiazzò e deluse profondamente i fans più puri del primo Grignani. Proprio a causa di Destinazione Paradiso, e di ciò che Grignani rappresentava, neanche la scena Indie si accorse, per snobismo e diffidenza, del valore dell'album condannandolo così all'oblio, salvo ripescarlo da alcuni anni come autentico cult.

Indice

[modifica] La storia del disco

[modifica] Gianluca Grignani è morto

« Mi dispiace deludervi, sono vivo[2] »

Nell'attesa che separa Destinazione Paradiso dal secondo album, Grignani sparisce dalle scene, non si sa nulla né del suo nuovo album né di dove sia e cosa faccia. Niente dischi, niente tour, niente interviste. Tra i fan, nei media, si diffonde più volte la notizia che il cantante abbia problemi di droga e più di una volta Grignani muore. Spesso per overdose a volte in un incidente stradale. La voce si diffuse nuovamente il giorno precedente all'uscita di La fabbrica di plastica.[3].

« Le uniche pere che mi faccio sono quelle di Nutella. Ma non posso passare la vita a smentire voci[4] »

Nei giorni precedenti l'uscita de La fabbrica di plastica è lo stesso Grignani, prima facendosi fotografare con un cartello con su scritto "Sono vivo"[5] e poi riapparendo per la promozione dell'album, a smentire tutte le voci relative alle sue molteplici morti. In tutte le interviste la domanda di rito era: "Cos'ha pensato quando ha saputo che la davano per morto?" e spesso Grignani rispondeva con "Ero ad Abbey Road, altro che morto, robe da pazzi, comunque" o con un più diretto "Sono felice, sto bene, faccio i c... miei"[6]

[modifica] Stile e influenze

« non sono cambiato, sono solo cresciuto, ho soltanto avuto, questa volta, l' occasione di fare esattamente quello che volevo. Il primo disco era stato realizzato in fretta, questa volta ho avuto il tempo di produrre tutto da solo, e di sottolineare le cose che avevo da dire non solo con le parole o con la melodia, ma anche e soprattutto con la musica[7] »

La fabbrica di plastica si discosta dal suo predecessore Destinazione Paradiso in tutto. È diverso fin dalla copertina che nega alle fans il volto da bello e tormentato in favore di un verde acido mai così rivelatore di quelli che sono i contenuti dell'opera. Dal punto di vista prettamente stilistico Grignani fa sua la lezione dei Radiohead di The Bends e mette nell'album tutto il rock Post-grunge, sporcandolo di sonorità acide ed elettriche degne delle migliori produzioni internazionali di alternative rock di quella metà degli anni 90. Una marea di delay, effetti elettrici e chitarre a volte parenti strette del rock più pesante che occupano e saturano il suono di diversi pezzi. Il lavoro sulla sezione ritmica è eccezionale, i suoni di basso e batteria sono puliti e soprattutto il primo, suonato da Franco Cristaldi, esce dal magma di chitarre distorte e acide con linee marcate e decise, con suono corposo e possente. Un muro compatto che a volte copre, altre esalta, le 12 corde e la chitarra acustica di Grignani presente e funzionale al disco. La voce è stanca, rabbiosa, emerge il grido di Grignani e i testi, seppur ci parlano ancora di amore, religione sono pieni di rabbia contro la vita, emerge il diritto urlato di riaffermare il proprio status di artista e le frustrazioni dell'essere considerato solo un burattino famoso e drogato. Chi ha amato Destinazione Paradiso è sconcertato.

« La differenza e che io ora faccio la mia musica, quella che mi emoziona, e dico quello che penso[8] »

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[modifica] Reazioni all'uscita: da Jekyll a mister Hyde

Grignani pretese con forza di avere il pieno controllo artistico sull'album e, per questo, per la piega rock e indie che Fabbrica prese, entrò in conflitto sia con il suo produttore Massimo Luca che con la sua casa discografica, la Polygram la quale, secondo l'avvocato all'epoca di Grignani, Visco, "Non e' riuscita a preparare il pubblico a questa svolta"[9]. Più tardi, commentando il flop di vendite dell'album, il suo produttore commentò: "E' un artista finito? Non proprio, E' decollato seguendo i miei consigli, poi ha voluto fare di testa sua"[10].

Nel valutare lo sconcerto del suo pubblico e, in parte, della critica, si deve considerare che, all'indomani di Sanremo 1995 e dello strepitoso successo commerciale di Destinazione Paradiso, Grignani era divenuto l'idolo delle ragazzine. I media, d'altronde, gli avevano cucito addosso il ruolo di cantante bello e tormentato, buono per gli adolescenti ed era questa la fabbrica di plastica che lo stesso Grignani voleva distruggere con il suo secondo album con il quale voleva assolutamente dimostrare di essere altro, un artista vero. Tutto il suo primo album era popolato di canzoni belle, facili, melodiche e orecchiabili legate al tema delle inquietudini giovanili. Risultato: 800 mila copie vendute più un'opzione per un tour nei Palasport dopo l'uscita di un nuovo album. Album che arriva e che nessuno sembra volere: La fabbrica di plastica è rock. Troppo rock. Una vera doccia fredda per le fans, per il produttore Massimo Luca, per la Polygram. Durante la promozione del nuovo album Grignani appare nervoso, non segue il playback, si getta fra le fans ma poi reagisce con insofferenza, da' le spalle alla telecamera, è scostante[11].

[modifica] Vendite

« credo che La fabbrica di plastica abbia bisogno di tempo per essere capito »

Rispetto alle 800.000 copie vendute da Destinazione Paradiso La fabbrica fu un flop clamoroso. Nonostante la spinta della notorietà e l'enorme attesa per il secondo album La fabbrica arrivò a poco più di 100.000 copie[10][12].

« Di carriera m'interesso poco. Ho esordito alla grande, poi ho preso delle decisioni. Il primo disco era di parole e melodia e basta[13] »

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[modifica] Tour

Palasport? Non servono: a Milano, un mese fa, lo applaudono in neanche 1500 al Rolling Stone[10].

Il tour dell'album non andò bene. Grignani continuava a dimostrarsi insofferente alla pressione del pubblico che rivoleva indietro il primo Grignani e che dimostrava non apprezzare il nuovo album. Il tour fu molto tormentato ed emblematico è il caso della serata al Palladium di Acqui Terme dove il concerto fu addirittura interrotto quasi subito con diversi strascichi polemici. Secondo la versione di alcuni presenti Grignani interruppe il concerto vomitando sul pubblico: "ha eseguito un paio di canzoni prima di concludere vomitando". Secondo il produttore invece: "non si sentiva bene, era nervoso, ha preferito dialogare col pubblico piu' che cantare, ha fatto un brutto concerto, ma non ha vomitato". Secondo il suo avvocato Visco infine: "Non e' facile fare accettare al pubblico una virata di 180 gradi fra un disco di successo e il seguente"[9].

[modifica] Album cult

A distanza di anni, con Grignani che dopo quest'album è tornato alle tematiche e allo stile cantautorale e leggero che ormai tutti gli riconoscono, La fabbrica di plastica sembra aver trovato un suo spazio tutto personale. È universalmente considerato ad oggi un corpo estraneo nella carriera del cantante. Dove alcuni considerano questo come un passo falso della sua discografia (i fan traditi e riappacificatisi con la sua musica subito dopo), per altri (chi lo ha scoperto e rivalutato) La fabbrica di plastica è il vero capolavoro non solo della sua carriera ma è l'unico album autenticamente internazionale e indie rock mai uscito in Italia in ambito non underground. Se è comprensibile che i fan in delirio a Sanremo 95 non potevano capire il lavoro fatto con quest'album è meno comprensibile il silenzio, dovuto allo scetticismo iniziale, della scena indie italiana dell'epoca, di quella specializzata soprattutto. La colpa fu quella di ignorare completamente l'album solo per il fatto che il suo autore fosse lo stesso de La mia storia tra le dita. Sono molti i siti (e i loro utenti) specializzati nel rock alternativo che hanno recentemente riscoperto ed esaltato questo lavoro facendolo divenire un cult. La fabbrica di plastica, si potrebbe dire, ha oggi un suo gruppo di estimatori, di appassionati, che nulla hanno a che fare con il resto della discografia di Grignani.

[modifica] Critica, ieri

Anche i critici, all'uscita dell'album, rimasero spiazzati ma, a differenza dei fans, riuscirono a valutare il lavoro di Grignani in maniera positiva.

Su la Repubblica del 23 maggio si poteva leggere (a firma Enesto Assante): "La fabbrica di plastica è un disco elettrico e a tratti duro, nel quale il velo della melodia, che pure resta il cuore delle canzoni di Grignani, viene strappato spesso da chitarre distorte e arrangiamenti "psichedelici", nei quali i testi parlano spesso d' amore (Fanny), molto più spesso sono personali, legati alle esperienze degli ultimi anni (ed è il caso di Il mio peggior nemico, Rock star, ma anche di La vetrina del negozio di giocattoli o + famoso di Gesù)"[8].

Sul Corriere della sera Mario Luzzatto Fegiz, sempre il 23 Maggio 1996, scrive: "(...)Qui invece si scatena con sonorita' rock, roba da Timoria e da Litfiba. Si scopre cosi' che il ragazzo si esprimeva cosi' solo per penuria di mezzi, ma che il suo sogno era in rock. Lui nega di essere cambiato, sostiene di aver lavorato con maggiore liberta'. Cosa propone Grignani? Diciamo un viaggio alla ricerca della propria identita', ma senza una eccessiva dissociazione dal reale. Disco per molti versi sorprendente nei suoni e nei contenuti: sicuramente terra' banco per i prossimi mesi"[14].

Alessandro Rosa su la Stampa scrive: "Chitarre a profusione, chitarre cattive e aggressive, arrochite e lancinanti, dominano le canzoni elettriche, inquiete, irrispettose (« + famoso di Gesù») volte a dipingere una visione personale delle contraddizioni della vita, il rifiuto e la fuga del mondo artificiale, al pericolo dell'omologazione. Un disco nervoso, dall'anima melodica ma vestito di potenti e cupi riff. Ma alla fine completo e uniforme, bello"[15].

[modifica] Critica, oggi

Come detto c'è stata una riscoperta da parte di molti, utenti e critici, in ambito del rock alternativo. Ecco alcuni esempi: Il sito Storia della Musica dà il voto di "8/10" a Fabbrica di plastica e scrive: "Ci sono anche momenti in cui la scrittura risulta perfetta ed equilibrata nella sua semplicità, come nel brano d’apertura “La fabbrica di plastica”, splendida ballata elettro-acustica la cui unica pecca, che le negherà l'olimpo del rock (italiano), è il nome del suo autore". Prosegue poi: "Vi sembrerà ancora incredibile, eppure il disco è costellato di gioielli ancora sconosciuti ai più come la malata confessione d'amore de “L’allucinazione”, dove una splendida acustica 12 corde fa da tappeto sonoro agli incubi di solitudine di Gianluca; stesso discorso per “Galassia di melassa”, in cui i suoni si fanno più saturi ed eterei mentre la speranza si comincia a far più presente. Ma Fabbrica è soprattutto il disco delle distorte cavalcate rock come “+ famoso di Gesù”, “Testa sulla luna”, “La vetrina del negozio di giocattoli”, “Rockstar” e la traccia fantasma “Qualcosa nell’atmosfera”, i ritmi serrati e indomabili di questi pezzi sembrano proprio aver liberato la vena creativa di Grignani, imbrigliata all'esordio dall'ingombrante arrangiamento di Vince Tempera."[16]. Il sito Emotional Breakdown gli dà "5/5"[17]. Zonarock gli da 95/100[18]. Su DeBaser il voto è "5/5"[19].

[modifica] Registrazione

« In quegli anni trovavo molte difficoltà a fare un certo tipo di musica in Italia. Determinati risultati si potevano ottenere solo a Los Angeles, ad Abbey Road Studios a Londra. La Fabbrica di Plastica era molto attuale, ma per l’estero.[20] »

Il disco è arrangiato dallo stesso Grignani insieme a Greg Walsh e registrato e mixato tra l'Angelo Studio di Garlasco e l'Abbey Road Studios. Nell'album hanno suonato Mario Riso alla batteria (eccetto "Fanny": Roby Molinari), Franco Cristaldi al basso; Gianluca Grignani chitarre acustiche e 12 corde, lo stesso Grignani e Massimo Varini alle chitarre elettriche (tranne che in "Testa sulla luna": Giovanni Frigo), e Naco alle percussioni.

[modifica] il famoso no a Baudo

« Il «no» a Sanremo? Le mie esigenze erano diverse da quelle di Baudo, tutto lì. Lui si è pure arrabbiato...[6] »

In piena registrazione di Fabbrica furono molte le pressioni ricevute per tornare a Sanremo nell'edizione del 1996 al quale Grignani rispose, abbastanza clamorosamente, no. Causando, tra l'altro, l'ira di Pippo Baudo. Come riportava il Corriere della sera dell'epoca: "Ma stavolta a far notizia non sono tanto le esclusioni decise da Baudo, ma quegli artisti che, pur desiderati al festival per il successo nella scorsa edizione, hanno detto no a Baudo. Insomma hanno bocciato Sanremo. Si tratta di due beniamini dei giovanissimi, Daniele Silvestri e Gianluca Grignani. Hanno preso il festival come un taxi, e giunti a destinazione (il successo), hanno deciso di scendere. "Si" ammette Grignani, raggiunto in sala d'incisione, dove sta preparando l'album che uscirà a primavera, "ho avuto delle pressioni per partecipare ma ho deciso di non tornare a Sanremo. Forse mai più"(tornerà invece negli anni seguenti). La ragione? Risposta enigmatica: "La voglia di utilizzare la mia capacita' di decidere"[21].

[modifica] Tracce

  1. La fabbrica di plastica
  2. + famoso di Gesù
  3. Solo cielo
  4. Testa sulla luna
  5. Fanny
  6. L'allucinazione
  7. La vetrina del negozio di giocattoli
  8. Galassia di melassa
  9. Rock Star
  10. Il mio peggior nemico

[modifica] Note

  1. ^ Come riportato da diversi siti. Ad esempio Storia della Musica http://www.storiadellamusica.it/Gianluca_Grignani_-_La_Fabbrica_di_Plastica_(mercury,_1996).p0-r3761
  2. ^ La Repubblica, 23 maggio 1996 — pagina 38
  3. ^ Grignani è vivo ed esce il disco - LaStampa - 05.05.1996 - numero 122 - pagina 19
  4. ^ Vivo, canto e mi faccio solo di... Nutella - Pagina 34 22 maggio 1996 - Corriere della Sera
  5. ^ Grignani,da Jekyll a mister Hyde. Luzzatto Fegiz Mario Pagina 37 - 6 dicembre 1996 Corriere della Sera
  6. ^ a b Contrordine, sono vìvo. LaStampa - 23.05.1996 - numero 140 - pagina 24
  7. ^ Sono vivo e ora canto più forte - La Repubblica - 23 maggio 1996 — pagina 38
  8. ^ a b Sono vivo e ora canto più forte - La Repubblica - 23 maggio 1996 — pagina 38
  9. ^ a b Corriere della Sera - 6 Dicembre 1996
  10. ^ a b c Grignani,da Jekyll a mister Hyde. Luzzatto Fegiz Mario Pagina 37 (6 dicembre 1996) Corriere della Sera
  11. ^ Corriere della sera - 6 Dicembre 1996
  12. ^ La Repubblica — 05 novembre 1996 - pagina 38
  13. ^ LaStampa - 30.01.1998 - numero 29 - pagina 29
  14. ^ Arriva " La fabbrica di plastica " e spunta a sorpresa il rock duro - Corriere della Sera - 23 Maggio 1996 - pagina 37
  15. ^ LaStampa - 17.06.1996 - numero 165 - pagina 18
  16. ^ Gianluca Grignani - La Fabbrica di Plastica
  17. ^ Emotional Breakdown - Recensione / Gianluca Grignani - La Fabbrica Di Plastica
  18. ^ Grignani – La fabbrica di plastica | Non Solo Musica Rock!
  19. ^ DeBaser: Gianluca Grignani, La Fabbrica Di Plastica - La recensione di charles
  20. ^ Grignani, viaggio intorno all'uomo http://www.famigliacristiana.it/costume-e-societa/cultura/ascoltato/articolo/grigna_121111125506.aspx
  21. ^ Alba bocciata, a Sanremo torna la Vanoni
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