La donna in nero (racconto)

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La donna in nero
Titolo originale The Woman in Black
Autore Susan Hill
1ª ed. originale 1983
Genere racconto
Lingua originale inglese

La donna in nero (The Woman in Black) è il titolo di un racconto dell'orrore dell'autrice britannica Susan Hill e pubblicato per la prima volta nel 1983. In Italia è pubblicato dalla Polillo Editore.

Dal romanzo è stata tratta l'omonima pièce teatrale che ha avuto il suo debutto nel 1987 a Scarborough, Regno Unito.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Arthur Kipps, avvocato londinese, si è da poco rifatto una vita dopo essere rimasto vedovo e solo per dodici anni. Tuttavia il ricordo di alcuni tragici avvenimenti gli causa ancora oggi oscuri pensieri e ansie, così decide di scrivere la sua storia per tentare di esorcizzare definitivamente i fantasmi del suo passato. Il racconto è scritto dunque in prima persona da lui stesso.

Kipps, appena ventenne e da poco avvocato, viene inviato dal suo capo nello sperduto villaggio di Crythin Gifford, dove la signora Drablow, una loro anziana cliente è morta lasciando un'eredità da gestire. Il giovane dovrà occuparsene e presenziare ai funerali della donna. Appena giunto, Kipps scopre che ormai da molti anni la donna conduceva una vita da reclusa in una casa molto strana: essa è infatti raggiungibile solo in determinati momenti della giornata poiché si trova nel bel mezzo di una palude, e l'unica strada per raggiungerla diventa spesso impraticabile a causa della marea e delle nebbie improvvise. Il villaggio stesso sembra pervaso da una tetra atmosfera di inquietudine, e i cittadini si mostrano reticenti a parlare della signora Drablow e della sua inquietante dimora.

Al funerale della signora Drablow, Arthur nota la figura di una donna vestita a lutto e col volto apparentemente consumato da una terribile malattia. La donna in nero viene inoltre spiata da un gruppo di bambini che la guardano inquieti. Quando chiede ragguagli su di lei, tutti sembrano conoscerla ma nessuno vuole nominarla, inducendo l'avvocato a sospettare che la Drablow, la sua casa e quella donna misteriosa siano in qualche modo collegati. Nei giorni seguenti, mentre conduce i lavori a casa Drablow, Kipps è testimone di alcuni avvenimenti inquietanti: sente il rumore di un calesse che attraversa le paludi seguito dal grido di una donna e di un bambino, e percepisce la presenza della donna in nero che aleggia sulla casa e nei suoi dintorni; questo, unito all'isolamento della dimora, gli causa un notevole stato d'ansia e inquietudine. Nonostante questo, aiutato dal buon mr Daily, Kipps decide di affrontare i fantasmi di casa Drablow per scoprire chi sia la donna in nero e cosa cerchi, rimanendo addirittura a dormire da solo nella casa. Proprio durante una di queste notti viene svegliato dal rumore di una sedia a dondolo che si muove da sola, proveniente da una stanza che durante il giorno era rimasta sigillata; la trova aperta e vi scopre la camera da letto di un bambino, del quale però nessuno aveva mai parlato.

Esaminando i documenti della Drablow, Arthur scopre che la donna aveva una sorella minore, Jennet, che era caduta in disgrazia dopo che un uomo l'aveva messa incinta e poi abbandonata; il bambino che ne era nato era stato affidato alla sorella e a suo marito, che però avevano deciso di tacere al bambino la verità su chi fosse sua madre, impedendogli addirittura di vederla e conoscerla. Dopo aver scoperto questi dettagli, le apparizioni e i fenomeni inquietanti si fanno sempre più forti, finché Kipps non è costretto a scappare da casa Drablow e rifugiarsi da Daily, prima di cadere vittima di una fortissima malattia.

Dopo diverse settimane il giovane si riprende e decide di andarsene via; prima della sua partenza, Daily gli rivela il finale della triste storia di Jennett. La donna aveva infatti deciso di rapire suo figlio e fuggire via con lui, ma poco prima della fuga era successa una disgrazia: mentre attraversavano in calesse le paludi per giungere a casa, il bambino, la sua governante e il cocchiere erano finiti nelle sabbie mobili e vi erano annegati, il tutto sotto gli occhi di Jennett che li osservava da una finestra della casa. Questo avvenimento le era stato fatale: dopo poco aveva contratto una malattia che l'aveva consumata terribilmente prima di ucciderla. Il suo spirito, tuttavia, era rimasto nel villaggio nelle vesti della donna in nero, le cui apparizioni erano sempre state seguite dalla sua tremenda vendetta: la morte di un bambino del villaggio. Tuttavia, Daily lo informa che questa volta le apparizioni non hanno avuto il triste seguito della morte di un bambino, lasciando sperare che in qualche modo il suo spirito si sia acquietato.

Kipps, ripresosi, torna a Londra e si lascia alle spalle i tristi avvenimenti sposandosi con una donna di nome Stella e avendo con lei un bambino. La sua vita prosegue felice finché, durante una fiera, Stella e il bambino fanno un giro in calesse. Proprio in quel momento, Arthur nota tra la folla la figura della donna in nero, che si para davanti al calesse dove viaggiano i due e fa imbizzarrire il cavallo, che va a schiantarsi con tutto il calesse contro un albero. Il figlio di Arthur muore immediatamente, mentre la moglie spira dopo qualche mese di agonia: la donna in nero ha avuto la sua vendetta.

Adattamento cinematografico[modifica | modifica sorgente]

Nel 1989 c'è stato un primo adattamento cinematografico con il film The Woman in Black e successivamente, il 3 febbraio 2012, è uscito negli Stati Uniti il remake omonimo con protagonista Daniel Radcliffe. La data di uscita italiana del remake è il 2 marzo dello stesso anno.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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