La donna che visse due volte (romanzo)

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La donna che visse due volte
Titolo originale D'entre les morts
Autore Boileau-Narcejac
1ª ed. originale 1958
Genere romanzo
Sottogenere giallo
Lingua originale francese

La donna che visse due volte (titolo originale: D'entre les morts, cioè "Di tra i morti") è un romanzo degli autori francesi Pierre Boileau (28 aprile 1906, Parigi - 16 gennaio 1989, Beaulieu-sur-Mer) e Thomas Narcejac (3 luglio 1908, Rochefort - 9 giugno 1998, Nizza). Il regista Alfred Hitchcock lo traspose nel film La donna che visse due volte del 1958.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Prima parte[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante la Francia sia in guerra, Paul Gévigne non si trova a combattere al fronte perché è un'importante industriale (produce parti di navi) ed ha commesse per il ministero; Roger Flavières invece è stato riformato perché soffre di vertigini.

Gévigne incarica il suo vecchio amico Flavières (ex poliziotto, avvocato ed ora investigatore privato) di sorvegliare sua moglie, Madeleine, che ha un comportamento alquanto strano. All'inizio Flavières non vuole accettare l'incarico ma Gévigne insiste, temendo che sua moglie possa avere delle crisi mistiche e possa essere posseduta dallo spirito della bisnonna, di nome Pauline Lagerlac. Pauline si suicidò all'età di venticinque anni, la medesima età di Madeleine.

Flavières accetta di sorvegliare Madeleine e la segue per alcuni giorni, innamorandosi immediatamente di questa donna dai capelli neri, gli occhi azzurro carico, la bocca sottile, una figura gentile e delicata.

Flavières riferisce a Gévigne tutti gli spostamenti della moglie Madeleine, finché un giorno Madeleine non si avvia verso il lungofiume e si getta in acqua. Flavières si tuffa a sua volta nel fiume riuscendo a soccorrerla e a portarla a riva. Dopo averle prestato le prime cure, Flavières la accompagna in tassì nella propria casa, dove, poco dopo, riceve una telefonata di Gévigne, che gli riferisce che Pauline Lagerlac si era suicidata gettandosi in acqua.

Dopo questo episodio Flavières e Madeleine incominciano ad uscire insieme come amici. Un giorno, senza un motivo preciso, si dirigono in un paesino, dove Madeleine sale sul campanile della chiesa locale. Flavières cerca di seguirla su per le scale, ma soffrendo di vertigini non riesce a raggiungerla; la vede quindi passare come un'ombra davanti alla finestra, sentendo il tonfo sordo risuonare in basso. Flavières rimane sconvolto, il suo unico pensiero è "Madeleine è morta". Scende le scale, piangendo, si avvicina timoroso, la vede e si sente responsabile della sua morte. Flavières fugge, non ha il coraggio di andare alla polizia, non ha nemmeno il coraggio di dire la verità al suo amico Gévigne, anzi gli racconta che in quel giorno non ha visto Madeleine. Intanto la guerra prosegue, l'esercito tedesco è riuscito a sfondare le linee di difesa belghe. Gévigne viene avvertito del ritrovamento del cadavere di sua moglie Madeleine ed è lui, a sua volta, ad avvertire il suo amico Flavières, che scappa dalla Francia e si rifugia in Africa dove riesce ad accumulare una vera fortuna.

Seconda parte[modifica | modifica wikitesto]

Quattro anni dopo la guerra è ormai finita, Flavières ritorna a Parigi e si dirige verso la casa del suo amico Gévigne per scoprire che è morto. Si rivolge ad uno psichiatra visto che è ancora ossessionato dalla storia con Madeleine, Pauline Lagerlac, la caduta dal campanile, il suicidio, ecc. Lo psichiatra gli consiglia di dimenticare, gli dice che si muore una volta, una volta sola. Gli consiglia di trasferirsi al sud per potersi curare. Flavières accetta il consiglio e nell'attesa di partire entra in un cinema e nel cinegiornale (al cinema, prima del film, venivano trasmesse delle notizie di attualità) viene trasmesso un bagno di folla del presidente che si trovava a Nizza, e lì vede una donna tra la gente, vede Madeleine. Non è certo di aver visto bene, rimane al cinema per il secondo spettacolo ed aspetta impaziente quei pochi fotogrammi, la rassomiglianza è incredibile. Ritorna ancora al cinema per rivedere quei fotogrammi del cinegiornale e nota che la donna che assomiglia a Madeleine non è sola, ma è in compagnia di un uomo. Prende il treno e si ferma a Nizza per indagare (era un poliziotto ed è stato anche un investigatore privato). Riesce a trovare l'albergo dove l'uomo e la donna (che assomiglia incredibilmente a Madeleine) risiedono. Riesce a vedere la donna, non c'è dubbio è Madeleine, è cambiata, è invecchiata, ma è sicuramente Madeleine. Riesce a parlare con la donna e, nonostante lei neghi fermamente di chiamarsi Madeleine (il suo nome è Renée Sourange), Flavières è sempre più convinto che sia lei. Il romanzo prosegue in modo abbastanza lento finché un giorno Flavières rivive la scena del tentativo di suicidio di Madeleine, ma anche in questo caso la salva. A questo punto arriva la rivelazione della verità: la donna è Renée Sourange ed era stata ingaggiata da Gévigne per impersonare la parte di sua moglie Madeleine(in realtà già morta), il cui cadavere era quello rinvenuto nei pressi del campanile di Parigi. Fuori di sé dall'ira, Flavièrs uccide Madeleine e viene arrestato.

Trasposizione cinematografica[modifica | modifica wikitesto]

Tra il romanzo ed il film di Hitchcock c'è solamente una lontana parentela. Il regista Alfred Hitchcock ne stravolse completamente l'impianto originario visto che il romanzo è completamente illogico sotto il profilo della trama. Alcune trasformazioni nel passaggio dal libro al film sono: l'ambientazione (il romanzo è ambientato a Parigi, il film in California), il periodo storico (nel libro siamo agli inizi degli anni '40, la Francia è già in guerra contro i Tedeschi, nel film siamo negli anni '50) e nel film vengono creati dei personaggi che non esistono nel romanzo.

Un altro romanzo di questi due autori che è stato trasformato in film, è I diabolici (Les diaboliques (Celle qui n'était plus)), in questo caso il regista è Henri-Georges Clouzot (per il film vedi I diabolici). Questi due autori di romanzi gialli sono famosi anche per un altro libro dal titolo I vedovi (Les veufs).

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]