La difesa di Lužin

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La difesa di Lužin
Titolo originale Защита Лужина (Zaščita Lužina)
Autore Vladimir Nabokov
1ª ed. originale 1930
1ª ed. italiana 1968
Genere romanzo
Sottogenere Romanzo scacchistico
Lingua originale russo

La difesa di Lužin è un romanzo di Vladimir Nabokov, scritto in russo nel 1929 e pubblicato nel 1930. Il romanzo è stato tradotto in inglese dall'autore stesso con l'aiuto di Michael Scammel, come The Defense nel 1964.

Storia editoriale[modifica | modifica sorgente]

Iniziato a Le Boulou, località termale dei Pirenei, e terminato a Berlino, il romanzo esce originariamente a puntate nella rivista parigina Sovremennye Zapiski, trimestrale curato da emigranti russi: la storia è firmata dall'autore con lo pseudonimo V. Sirin. Subito dopo il romanzo vede la pubblicazione in volume unico per la casa editrice berlinese Slovo.

Nel 2000 ne viene tratto un film con John Turturro ed Emily Watson, che però si prende molte licenze rispetto alla storia originale.

Il personaggio di Lužin è probabilmente basato su Curt von Bardeleben, un maestro tedesco che Nabokov conobbe personalmente. Von Bardeleben si suicidò gettandosi da una finestra. Nabokov disse di questo romanzo: "Di tutti i miei libri in russo, La difesa contiene e diffonde il maggiore 'calore' - ciò che può sembrare strano considerando che gli scacchi sono intesi comunemente come un gioco supremamente astratto".

Il nome di Salvatore Turati, il suo avversario nella sfida per il campionato del mondo, deriva probabilmente dall'entomologo Emilio Turati. Quando iniziò il romanzo Nabokov, un esperto entomologo, si trovava nei Pirenei a caccia di farfalle ed era quasi certamente venuto a conoscenza di un articolo di Turati, "Faunula Valderiensis nell'alta Valle del Gesso (Alpi Marittime)", pubblicato nel Bollettino della Società Entomologica Italiana.[1]

Trama[modifica | modifica sorgente]

« L'unica cosa che sapesse per certo era che giocava a scacchi da tempo immemorabile, e nel buio della sua memoria, come in due specchi che riflettano una candela, c'era solo una prospettiva di luci convergenti con Lužin seduto a una scacchiera, e di nuovo Lužin alla scacchiera, soltanto più piccolo, e poi ancora più piccolo, e così via, un'infinità di volte. »
(Edizione Adelphi)

Lužin (che l'autore lascia senza nome e patronimico fino alla fine) è un uomo disadattato, impossibilitato ad allacciare relazioni interpersonali durature. È chiuso fin dall'infanzia, quando nella sua famiglia respira aria di menzogne e falsità. Solo la giovane zia ha un pensiero tenero per lui, insegnandogli le basi degli scacchi, gioco che al tempo stesso salverà e dannerà Lužin.

Per tutto il resto della sua vita, infatti, l'uomo non potrà comunicare in alcun altro modo se non tramite gli scacchi, divenendone schiavo e padrone, oppresso ed oppressore.

Divenuto campione di fama internazionale, grazie all'aiuto interessato del mellifluo Valentinov, Lužin migliorerà nel gioco quanto peggiorerà nel carattere, sempre più chiuso ed introverso. L'incontro con il maestro italiano Salvatore Turati sarà il momento di rottura della sua vita.

L'unica salvezza per lui sarà rappresentata da una donna che, malgrado la forte disapprovazione dei propri genitori, si innamorerà di lui e lo sposerà cercando di curarlo. Ma la cura deve passare dalla rinuncia completa agli scacchi, unica ragione di vita di Lužin.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Charles Kinbote: Zashchita Luzhina

Edizioni italiane[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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