La colpa dell'abate Mouret

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La colpa dell'abate Mouret
Titolo originale La Faute de l'abbé Mouret
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Autore Émile Zola
1ª ed. originale 1876
Genere romanzo
Sottogenere drammatico
Lingua originale francese
Ambientazione Francia
Serie I Rougon-Macquart
Preceduto da La conquista di Plassans
Seguito da Sua Eccellenza Eugène Rougon

La colpa dell'abate Mouret (titolo originale La Faute de l'abbé Mouret) è il quinto volume appartenente al ciclo de I Rougon-Macquart dello scrittore francese Émile Zola, pubblicato nel 1876.

Dal romanzo è stato tratto nel 1970 un film franco-italiano diretto da Georges Franju ed intitolato L'amante del prete.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Serge Mouret, figlio di François Mouret (a sua volta figlio di Ursule Macquart, figlia di Adelaïde Fouquet) e della cugina Marthe Rougon (figlia di Pierre Rougon, figlio di Adelaïde Fouquet), è un giovane abate di un villaggio del mezzogiorno della Francia dal carattere mite e buono. Egli vive in un presbiterio romano insieme alla sorella Desirée nella certezza della sua fede convinto che i peccatori devono essere aiutati a superare le loro debolezze.

Nello stesso paese vive frate Archangias, uomo dal carattere violento, che rimprovera Mouret per la sua bontà dal momento che egli è convinto che il peccato debba ad ogni costo essere sterminato.

Un giorno il giovane Mouret accompagna lo zio materno, il dottor Pascal Rougon che si recava a visitare il guardiano del grande parco il "Paradou", un uomo materialista e misantropo di nome Jeanbernat, che era ammalato, nella speranza di riuscire a convertirlo.

Insieme a Jeanbernat vive la giovane nipote Albine in piena libertà nella natura e quando poco tempo dopo Mouret viene condotto dallo zio al Paradou nella speranza di guarirlo da una febbre mortale che lo aveva assalito, il giovane abate, sotto le cure di Albine, si abbandona allo splendore del luogo e si lascia andare alla tenerezza per la giovane della quale si innamora.

I due giovani trascorrono così giorni pieni di felicità fino a quando il frate Archanias, che voleva distogliere dal peccato Serge, riesce ad allontanarlo da quel luogo e da Albine. Serge ritorna così alla sua vita di sempre tormentato inoltre dal peccato commesso trascorrendo le ore e i giorni nella preghiera e nella sofferenza. Quando Albine si reca al presbiterio dove viveva Serge per convincerlo a ritornare con lei, egli oppone resistenza e si rivolge ancora di più a Dio. In un momento di debolezza si recherà ancora una volta al Paradou ma sarà la volta in cui dirà addio per sempre alla fanciulla amata e mentre egli crede di compiere così la sua ascesi, Albine, che non si dà pace per l'abbandono, non riesce più a sentire l'incanto di quel giardino e, riempita la sua stanza di fiori dal profumo intenso, muore soffocata nel sonno portando con sé la creatura che portava nel grembo.

Serge, pieno di dolore ma sereno, metterà l'ultima zolla di terra sulla tomba di Albine concludendo con il sacrificio la sua sofferenza.

Edizioni italiane[modifica | modifica wikitesto]

  • trad. di Bruno Sperani, Fratelli Treves, Milano 1880
  • trad. di Francesco Picchianti, Adriano Salani Editore, Firenze 1896
  • trad. di Giuseppe Lubrano, Lubrano, Napoli 1905; Bideri, Napoli 1917 (con prefazione di Achille Macchia)
  • trad. anonima, Bietti, Milano 1928
  • trad. di Giovanni Vaccaro, Edizioni Madella & C., Milano 1932; Aurora, Milano 1937; Lucchi, Milano 1952

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