La collana (racconto)

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La collana
Titolo originale La parure
Guy de Maupassant photo portrait young.jpg
Foto-ritratto dell'autore
Autore Guy de Maupassant
1ª ed. originale 1884
Genere Racconto
Lingua originale francese
Ambientazione Parigi
Protagonisti Mathilde

La collana (La parure) è un racconto di Guy de Maupassant, pubblicato per la prima volta il 17 febbraio 1884 dal quotidiano Le Gaulois ed inserito nella raccolta in volume dell'anno successivo. La storia è presto divenuta una delle più popolari dello scrittore francese, famosa soprattutto per la sua conclusione.

È stata la fonte d'ispirazione per il racconto di Henry James intitolato Paste del 1899[1]; drammatizzato come musical dal compositore irlandese Conor Mitchell nel 2007 è stato presentato al Festival di Edimburgo[2] .

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Viene raccontata la vicenda di Madame Mathilde Loisel e di suo marito. La donna ha sempre desiderato vivere in una posizione sociale elevata, possedendo splendidi gioielli; purtroppo per lei gli agi e l'eleganza non sono alla sua portata in quanto s'è trovata a sposare un dipendente statale dal salario alquanto basso: si ritrova pertanto a non avere proprio un bel nulla di tutte le cose belle che continua ad immaginare sospirando.

Il marito, che lotta per far la moglie felice - nonostante ella soffra per i suoi sogni non realizzati -, attraverso molte preghiere e servilismi è riuscito ad ottenere un paio d'inviti per recarsi ad un ricevimento indetto dal Ministero dell'Istruzione: Mathilde finisce però col rifiutarsi di andare, poiché non ha nulla da indossare. Il buon uomo rimane letteralmente sconvolto nel veder il suo gran dispiacere e la sofferenza provata dall'amata sposa; allora prende i soldi che stava da molto tempo risparmiando per potersi comprare un fucile da caccia e li dona a Mathilde: coi 400 franchi appena entrati nelle sue mani la donna può finalmente andare a comprarsi un vestito adatto al ricevimento.

Però, anche con il vestito, la poverina non riesce ancora ad esser felice, in quanto non ha nessun gioiello da mettere. La coppia non è che sguazzi nella ricchezza, pertanto il marito le suggerisce di mettersi addosso delle roselline al posto di qualche collana preziosa; ma Mathilde non è affatto d'accordo così il marito le propone di andare a chiedere qualcosa in prestito dalla sua amica, la signora Jeanne Forestier. Così fa, prende la collana di diamanti più grande e meravigliosa che abbia mai veduto e con quella va al ricevimento assieme al marito.

Mathilde viene ammirata e corteggiata per tutto il corso della serata, con immensa felicità di lei; la collana preziosa che porta ha fatto un grand'effetto: al termine della festa la sposina s'accorge però d'aver perduto il gioiello; le ricerche son del tutto infruttuose e, imbarazzata, non osa dire nulla a nessuno. Cerca allora di trovar un modo, il più rapido possibile, per poterlo sostituire senza che l'amica se n'accorga. Entrata in una gioielleria scopre che il prezzo per una collana simile a quella smarrita s'aggira attorno ai 36 mila franchi: una somma davvero enorme. Tramite un prestito ad interesse riesce in ogni modo ad aver i soldi per comprar la nuova collana da sostituire a quella vecchia, ma ecco che da questo momento in poi ha inizio il lungo calvario finanziario della donna.

Dieci anni più tardi, mentre si trova al parco, vede all'improvviso la signora Jeanne, ancora splendidamente giovane e bella, la quale la riconosce a stendo a causa dello stato disastroso in cui invece si trova Mathilde. Come le due donne cominciano a chiacchierare, Mathilde racconta all'amica tutta la storia a partire da quando aveva perduto alla festa la splendida collana sprestatagli: a causa di questo incidente è stata costretta a vivere in una maniera terribile, oppressa dai debiti ed assillata dai creditori, per tutto quest'ultimo decennio.
Dopo averle spiegato per filo e per segno tutto sull'acquisto e la sostituzione della collana appartenente all'amica, questa le prende le mani con trasporto e le dice ("Oh, mia povera Mathilde!") che la sua collana originale non era altro che un'imitazione da bigiotteria: valeva meno di 500 franchi.

Adattamenti[modifica | modifica wikitesto]

Tra gli altri, nel 1921 il racconto è stato trasposto in un film muto intitolato La collana di diamanti e diretto dal regista britannico Denison Clift e interpretato da Milton Rosmer e Warwich Ward; nel 1926 ne è stata fatta un'ulteriore riduzione cinematografica diretta dal regista cinese Li Zeyuan intitolata Un filo di perle (Yichuan Zhenzhu)[3].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Paste, by Henry James
  2. ^ Liam Rudden, Mathilde makes it to the stage in Edinburgh Evening News, 15 agosto 2008. URL consultato il 23 luglio 2010.
  3. ^ Michael Dillon, China: A Modern History, London, I. B. Tauris, 2010, p. 207, OCLC 705886007, ISBN 9781850435822. URL consultato il 9 luglio 2012.
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