La città del sole (film)

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La città del sole
Paese di produzione Italia
Anno 1973
Durata 84 min
Colore colori
Audio sonoro
Genere storico
Regia Gianni Amelio
Soggetto La città del Sole di Tommaso Campanella
Sceneggiatura Gianni Amelio, Domenico Rafele
Produttore Fabrizio Lori per Airone Cinematografica
Montaggio Donatella Baglivo
Musiche Remigio Ducros
Interpreti e personaggi

La città del sole è un film del 1973 diretto da Gianni Amelio. L'opera si basa sull'omonimo trattato scritto nel XVI secolo da Tommaso Campanella.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Tommaso Campanella

Nella Napoli della seconda metà del Cinquecento lo scrittore e filosofo Tommaso Campanella vive in un clima ostile e pericoloso a causa dell'scesa della Controriforma in Italia dopo il Concilio di Trento nel 1545. Infatti le sue idee sono contrarie ai principi della Chiesa cattolica sul fatto che Dio è il vero motore dell'Universo e del Mondo e che soprattutto la Terra stia al centro di tutto.

Campanella nei suoi studi riconosce la verità nelle idee di Telesio sul fatto che tutte le cose e l'Universo siano in un certo "sensibili" ossia che sono in grado di crearsi da sole e di autocontrollarsi e agire, senza il necessario intervento di Dio ogni qualvolta se ne chieda il bisogno. Ciò entra profondamente in contrasto con la Chiesa e tali idee vengono giudicate eretiche.

Infatti nel film anche Giordano Bruno viene preso di mira dal Tribunale della Santa Inquisizione. Intanto Campanella ha deciso di pubblicare un nuovo libro, seguendo in particolare il modello della Repubblica di Platone e dell'Utopia dell'inglese Tommaso Moro. Infatti l'opera si chiamerà La città del Sole e tratterà di una terra fantastica e immaginaria, ma perfetta in qualunque senso. Ciò che distingue questa isola dal resto del mondo è la particolarità delle leggi governative, amministrative e giudiziarie, in perfetta armonia con le esigenze del popolo e dell'intera comunità, affinché tutti vivano nel migliore dei modi.

Inoltre Campanella immagina un sovrano-sacerdote della città, anch'essa immaginata in una maniera del tutto particolare, seguendo il modello delle idee di Niccolò Copernico riguardo alla posizione degli astri, dei pianeti e del Sole soprattutto. Il popolo della città utopistica non conoscerà sofferenza, cattiveria, lussuria, brama e dolore e vivrà felice per sempre. Ma Campanella, pubblicando questo libro, dichiara apertamente guerra al Sant'Uffizio che confisca l'opera, giudicandola eretica, come altre di Galileo Galilei e di Francesco Bacone e verrà arrestato. Dal 1592 per una ventina d'anni circa Campanella passerà la sua vita in carcere finché, fingendosi pazzo e abiurando, non riceverà la libertà dalla Chiesa.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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