La casa sulla scogliera

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La casa sulla scogliera
Titolo originale The Uninvited
Lingua originale inglese, spagnolo
Paese di produzione USA
Anno 1944
Durata 99 minuti
Colore B/N
Audio sonoro Mono (Western Electric Mirrophonic Recording)
Rapporto 1,37 : 1
Genere fantastico, thriller
Regia Lewis Allen

Hal Walker (regista seconda unità, non accreditato)

Soggetto dal romanzo Uneasy Freehold di Dorothy Macardle
Sceneggiatura Frank Partos, Dodie Smith
Produttore Charles Brackett (associato)
Produttore esecutivo Buddy G. DeSylva (non accreditato)
Casa di produzione Paramount Pictures
Fotografia Charles Lang
Montaggio Doane Harrison
Effetti speciali Farciot Edouart

Gordon Jennings (non accreditato)

Musiche George Parrish e Leo Shuken (orchestrazione, non accreditati)
Tema musicale Victor Young (musiche originali)
Scenografia Hans Dreier, Ernst Fegté

Stephen Seymour (arredatore)
Richard Kitchin (pittore, non accreditato)

Costumi Edith Head
Trucco Wally Westmore
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

La casa sulla scogliera (The Uninvited) è un film fantastico del 1944 diretto da Lewis Allen e interpretato da Ray Milland, tratto dal libro Uneasy Freehold di Dorothy Macardle.

Il film è stato candidato agli Oscar per la miglior fotografia in bianco e nero di Charles Lang.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Due londinesi, il musicista e critico Roderick Fitzgerald e sua sorella Pamela, si innamorano di Windward House (Villa Ventosa nella versione italiana), una villa abbandonata a picco sul mare, vista durante una vacanza in provincia. Decidono di comperarla dal comandante Beech, che non vede l’ora di disfarsene, e di trasferirsi a vivere lì. Scopriranno ben presto che presenze sovrannaturali la abitano, manifestandosi con gemiti di dolore durante la notte, riverberando un’aura luminosa, provocando brividi di freddo o emanando un intenso profumo di mimosa.

Queste manifestazioni si legano ad un oscuro episodio avvenuto durante l’infanzia della nipote dell’ex proprietario della casa: Stella Meredith rimase orfana della madre all’età di tre anni, quando questa precipitò dall’alta scogliera antistante la casa, e da allora il nonno la prese a vivere con sé, anche in conseguenza dell’abbandono del padre, fuggito da quelle lande e andato a morire in solitudine da qualche parte in Europa continentale. Roderick, ben presto invaghitosi di Stella, si scontra con le reticenze dell’anziano parente che vuole tenere la giovane lontano dalla villa, essendo consapevole dell’influsso pericoloso che il luogo può esercitare su di lei: questo timore verrà confermato in poco tempo quando Stella, recatasi a cena dai Fitzgerald contravvenendo il divieto del nonno, cadrà in una sorta di ipnosi correndo fuori di casa verso il precipizio, salvata all’ultimo momento da Roderick.

Il medico del villaggio, dottor Scott, venuto a visitare Stella dopo l’incidente, ragguaglia i fratelli Fitzgerald sul ménage à trois che la loro casa aveva ospitato una ventina d’anni prima, tra il padre della ragazza, la bionda madre Mary Meredith e una zingara spagnola, Carmen, modella del padre pittore. Quest’ultima morì di polmonite pochi giorni dopo la morte di Mary, da lei spinta giù dalla scogliera, stando al racconto di anziani vicini. Nel frattempo il comandante Beech, allarmato dal pericolo incombente sulla nipote, la affida ad una vecchia, intima amica di Mary, miss Holloway, perché la porti con sé e la accudisca. Miss Holloway, che da semplice infermiera è divenuta negli anni la proprietaria e direttrice di una specie di sanatorio per malati di mente, rivela in realtà una psiche disturbata. Venuta a sapere che i fratelli Fitzgerald insieme al dottor Scott stanno venendo a prelevare Stella dal sanatorio, troverà il modo di rimandare la ragazza da sola di notte alla casa sulla scogliera con l’intento di lasciarla in balia della maledizione.

Dopo una precipitosa corsa a Windward House per salvare Stella, che ancora una volta era finita preda dello spirito malvagio e si stava per lanciare nel vuoto, proprio il dottor Scott, grazie ai vecchi registri medici del suo predecessore, darà modo ai protagonisti di far luce sugli eventi di vent’anni prima: stando ai vecchi registri, Mary non poteva o voleva avere figli e Stella era in realtà nata dalla relazione tra il padre e la sua modella Carmen, venendo adottata dai Meredith subito dopo la nascita. La crescente gelosia di Mary la spinse infine a voler uccidere la bimba gettandola dal dirupo, venendo però tragicamente fermata e sconfitta dalla zingara spagnola (la vera madre) che, una volta salvata la piccola, fuggì nella notte ma tornò dopo poco tempo, severamente ammalata di una polmonite che la vendicativa infermiera miss Holloway avrebbe fatto scientemente aggravare fino alla morte. Il ristabilimento della verità farà finalmente abbandonare la casa dagli spiriti delle due donne, il benigno e ora riconciliato spirito della madre Carmen, insieme al malvagio ma oramai inoffensivo spirito di Mary Meredith. Stella coronerà il suo sogno d'amore con Roderick e anche sua sorella Pamela si consolerà tra le braccia del dottor Scott.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Il film fu prodotto dalla Paramount Pictures

Distribuzione[modifica | modifica sorgente]

Distribuito dalla Paramount Pictures, il film venne presentato in prima a Washington il 10 febbraio 1944. Il 26 febbraio, si tenne una prima cittadina anche a New York. La pellicola ebbe una distribuzione internazionale, uscendo nelle sale di tutto il mondo: in Svezia fu distribuito il 16 ottobre 1944 con il titolo De objudna; in Portogallo uscì come A Casa Assombrada il 20 ottobre; in Finlandia, come Kutsumattomat vieraat, l'11 febbraio 1945. Nella stessa data, uscì anche in Francia come La Falaise mystérieuse, mentre in Brasile prese il titolo di O Solar das Almas Perdidas[1].

Fortuna critica[modifica | modifica sorgente]

Il regista Martin Scorsese ha inserito La casa sulla scogliera nella sua lista degli 11 migliori film del terrore di tutti i tempi.[2]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ IMDb release info
  2. ^ Scorsese, Martin, 11 Scariest Horror Movies of All Time in The Daily Beast, 28 ottobre 2009. URL consultato il 15 novembre 2009.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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