La casa della gioia

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La casa della gioia
Titolo originale The House of Mirth
Autore Edith Wharton
1ª ed. originale 1905
Genere Romanzo
Lingua originale inglese
Ambientazione New York
Protagonisti Lili Bart

La casa della gioia (The House of Mirth) è uno dei maggiori romanzi della scrittrice americana Edith Wharton ed è stato pubblicato nel 1905. Il romanzo ebbe un notevole successo, reso possibile dall'illustrazione approfondita della vita dell'aristocrazia finanziaria americana, cui l'autrice stessa apparteneva.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il romanzo narra la decadenza e fine di una giovane donna dell'alta società newyorkese, Lili Bart, dall'elevata condizione della sua famiglia, fino alla morte in povertà e solitudine. Lili, figlia unica di una famiglia dell'aristocrazia "del denaro" del New England, si ritrova, appena diciottenne, orfana (la vicenda passata è narrata in un flashback inserito mediante il discorso indiretto libero): il padre, debole e malinconico, non è riuscito a prevenire la rovina del suo patrimonio, provocata soprattutto dalla prodigalità e dall'amore per il lusso della moglie. La madre di Lili ha invece cresciuto la figlia nell'amore per un'esistenza ricca e sontuosa, ma anche in una sostanziale povertà affettiva. Poco dopo la rovina, il padre si spegne e così la madre, che si trascina dietro un profondo stato di amarezza e rancore per la perdita dell'agiatezza, ma si ripromette la rivincita attraverso la bellezza e raffinatezza di Lili, dato che quest'ultima appare destinata a uno splendido matrimonio ed a un radioso futuro. Lili infatti dimostra di essere dotata di grande fascino, bellezza, raffinatezza e gusto, ma si ritrova ben presto confinata nella dimora patrizia di una zia, austera, bigotta e, in fine dei conti, egoisticamente indifferente al destino della nipote.

L'inizio del romanzo mostra Lili in visita (libertà notevole rispetto all'asfissiante etichetta dell'epoca) presso un amico scapolo, il colto e non molto ricco avvocato Lawrence Selden; nel corso del romanzo emerge una vera e propria attrazione, per non dire un autentico sentimento di amore tra i due giovani, amore che però non potrà trovare coronamento per tutta una serie di remore nutrite dai due. Da un lato, infatti, Lili non può accettare un marito poco agiato e incapace di permetterle un tenore di vita uguale a quello cui è stata abituata fin da bambina; d'altro canto, Selden fatica ad accettare questo lato meno nobile del carattere di Lili e le rimprovera velatamente di essere troppo dipendente dagli agi materiali e dal lusso, il che la rende così incapace di una radicata rettitudine e costanza morale. Sarà proprio quest'ultima debolezza a precipitare progressivamente Lili nel baratro: la giovane infatti commetterà una serie di errori, aggravati dall'ostilità di alcuni suoi conoscenti, icona della perversa ipocrisia di buona parte di quella stessa aristocrazia di cui Lili si sforza di rimanere parte.

Dapprima, ella manda a monte la possibilità di fidanzamento con il ricchissimo, ma noioso erede di una delle migliori famiglie della città; quindi, si lascia invischiare in alcuni debiti di gioco, letali per una fanciulla orfana come lei e dipendente dalla relativa generosità di una zia fin troppo distaccata; infine, per rimediare alla questione dei debiti, ella chiede aiuto al marito di un'amica, Charles Augustus Trenor, che, invece di investire i risparmi di Lili, come promesso, le cede del denaro, aspettandosi così di comprarne i favori. La cosa umilia la giovane, che si ritrova nella triste condizione di dover restituire ben più di quanto perso al gioco, ben 9.000 dollari, allo scopo di salvare il proprio onore. Le apparenze equivoche provocate da questa situazione finiscono per raffreddare definitivamente i sentimenti di Selden per lei. L'ultimo errore viene commesso dalla giovane quand'ella, ormai ripudiata dalla zia, che ha scoperto inorridita i debiti della nipote, accetta di compiere una crociera nel Mediterraneo con l'amica Bertha Dorset: quest'ultima, che intrattiene in realtà ripetute relazioni extraconiugali, usa Lili come schermo e come mezzo per distrarre l'attenzione del marito, Mr.Dorset. Quando lo scandalo è in procinto di scoppiare, Bertha, che ha già nuociuto in passato a Lili per mezzo delle proprie calunnie, non esita a cacciare l'amica dallo yacht di sua proprietà, il "Sabrina", per far credere che la colpa di adulterio riguardi proprio Lili e il marito.

Messa al bando dalla società e dalla famiglia, diseredata dalla zia che, nel frattempo, è venuta a mancare, oppressa dalla necessità di riscattarsi e di pagare i suoi debiti, Lili, incoraggiata dall'aiuto di alcune amiche, tenta di guadagnarsi da vivere come segretaria di facoltose matrone, quindi come sarta; ma, se nel primo caso si ritrova a contatto con personaggi di livello inferiore al suo, il che finisce di compromettere la sua reputazione, nel secondo ella appare del tutto incapace di portare a compimento umili mansioni manuali, per cui viene licenziata. Perseguitata dall'insonnia, muore a 30 anni in una giornata di maggio, stroncata da un'involontaria overdose di sonnifero: troppo tardi, al suo capezzale giunge Selden, il quale comprende il proprio errore nell'averla lasciata sola, senza quell'amore che avrebbe potuto conferirle proprio quella forza morale di cui egli la considerava mancare. Sullo scrittoio dell'umile stanzetta di pensione dove Lili è spirata, in una busta, si trova l'assegno corrispondente all'unico legato lasciatole dalla zia e girato immediatamente da Lili al nome di Trenor: la giovane è morta dopo aver pagato il suo debito.

Edizioni italiane[modifica | modifica wikitesto]

  • Edith Wharton, La casa della gioia, Prefazione di Benedetta Bini, trad. C. Lavagetti Sforni, Collana I Grandi, Editori Riuniti, Roma, 1994-1996-2000 ISBN 978-88-35-93782-1; Bookever, 2006; Collana I Classici, Editori Internazionali Riuniti, Roma, 2013 ISBN 978-88-35-99303-2
  • id., La casa della gioia. Il gretto perbenismo della società americana di fine Ottocento in un grande romanzo dell'autrice di L'età dell'innocenza, Introduzione di Guido Fink, trad. di Pier Francesco Paolini, Collana Grandi tascabili economici n.266, Newton&Compton, Roma, 1994 ISBN 978-88-79-83478-0
  • id., La casa della gioia, Collana le tartarughe tascabili n.9, La Tartaruga, 2012 ISBN 978-88-77-38522-2
  • id., La casa della gioia, Introduzione di Benedetta Bini, trad. di Gaja Cenciarelli, Collana Le Grandi Scrittrici, Neri Pozza, Vicenza, 2014 ISBN 987-88-545-0803-3

Adattamenti cinematografici[modifica | modifica wikitesto]

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