La ballata di Narayama (film 1983)

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La ballata di Narayama
La lеggenda di Narayama.png
Una scena del film.
Titolo originale Narayama bushiko
Paese di produzione Giappone
Anno 1983
Durata 130 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 1.85:1
Genere drammatico
Regia Shohei Imamura
Soggetto Fukazawa Shichirō
Sceneggiatura Shohei Imamura
Fotografia Masao Tochizawa
Montaggio Hajime Okayasu
Musiche Shinichirô Ikebe
Scenografia Nobutaka Yoshinon, Tadataka Yoshino e Hisao Inagaki
Interpreti e personaggi
  • Ken Ogata: Tatsuhei
  • Sumiko Sakamoto: Orin
  • Aki Takejo: Tamayan
  • Tonpei Hidari: Fratello di Tatsuhei
  • Seiji Kurasaki: Kesakichi
  • Kaoru Shimamori: Tomekichi
  • Ryutaro Tatsumi: Matayan
Premi

La ballata di Narayama (楢山節考 Narayama Bushiko) è un film del 1983 diretto da Shohei Imamura, vincitore della Palma d'oro come miglior film al 36º Festival di Cannes.[1]

Si tratta di un remake di un film La leggenda di Narayama del 1958 diretto da Keisuke Kinoshita, tratto dagli stessi racconti di Fukazawa Shichirō.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Siamo nel 1860. Una legge del villaggio Shinshu obbliga le persone che compiono settant'anni a recarsi a Narayama, una montagna dove essi devono attendere la propria morte. La morte di un vecchio significa la possibilità per un giovane di sopravvivere. Ma questa legge, alle volte, viene elusa: è il caso del marito di Orin, una vecchia sessantanovenne. La sua paura è quella di non riuscire a mettere i membri della sua famiglia nella condizione di vivere una vita decorosa. Si impegna dunque a risolvere i loro problemi, a partire da quelli del figlio maggiore Tatsuhei, vedovo, che ella vorrebbe far risposare. Poi risolve i problemi del secondogenito Risuke, affinché egli possa finalmente coricarsi con una donna. Infine, quando tutto è pronto, spezzati i denti davanti come atto simbolico che prelude la sua futura partenza, Orin lascia il paese sulle spalle del primogenito per recarsi a Narayama. Giunti sul luogo, cosparso di ossa umane, la donna attende il suo momento. Inizia a nevicare.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Awards 1983, festival-cannes.fr. URL consultato il 22 giugno 2011.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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