La Tosca

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La Tosca
Tragedia in cinque atti
Una copertina di inizio Novecento
Una copertina di inizio Novecento
Autore Victorien Sardou
Lingua originale Francese
Genere Dramma storico
Ambientazione Roma, 1800
Prima assoluta 24 novembre 1887
Théatre de la Porte-Saint-Martin di Parigi
Personaggi
  • Floria Tosca, cantante d'opera, amante del pittore Mario Cavaradossi
  • Maria Carolina, regina di Napoli
  • Luciana, cameriera della Tosca
  • Principessa Torlonia
  • Un monsignore
  • Il barone Scarpia, reggente di polizia
  • Mario Cavaradossi, pittore amante della Tosca
  • Gennarino, suo servitore
  • Cesare Angelotti
  • Il marchese Attavanti
  • Eusebio, sacrestano
  • Il visconte di Trévilhac
  • Capréola
  • Trivulzio
  • Spoletta, capitano dei carabinieri
  • Schiarrone, agente di polizia
  • Cecco, domestico
  • Giovanni Paisiello
  • Diego Naselli, principe d'Aragona
  • Un usciere
  • Colometti
  • Un sergente
  • Un procuratore fiscale
Riduzioni cinematografiche * La Tosca di Luigi Magni (1973)
* La Tosca di Edward José (1918)
 

La Tosca è un dramma storico in cinque atti del celebre drammaturgo Victorien Sardou (1831-1908) che, rappresentato per la prima volta il 24 novembre 1887 al Théatre de la Porte-Saint-Martin di Parigi, fu interpretato dalla trentottenne stella del teatro francese, Sarah Bernhardt (al secolo, Henriette Rosine Bernard).

Sarah Bernhardt ne La Tosca, 1887
Sarah Bernhardt ne La Tosca

L'opera appartiene alla fase avanzata della carriera artistica dell'autore e poggia su tre temi chiave: la storia, l'avventura e l'amore. Per quanto riguarda l'ambientazione storica, il dramma si svolge nella Roma ottocentesca al momento della battaglia di Marengo. Sardou ci offre una minuziosa descrizione degli ambienti storici, senza tralasciare nessun particolare tramite i dialoghi dei personaggi.

La vicenda inizia con l'evasione dal carcere di Cesare Angelotti, console della Repubblica Romana sconfitta dalle truppe borboniche, il 17 giugno del 1800. Tra gli elementi storici si intreccia e sboccia immediatamente l'avventura quando Angelotti, rifugiatosi nella cappella di famiglia, coinvolge il pittore Mario Cavaradossi nelle sue vicende. Il dramma è ricco di continui colpi di scena che tengono con il fiato sospeso fino alla fine, quando per i due patrioti non c'è via di salvezza. Simbolo del tema dell'amore per eccellenza di questo dramma è Floria Tosca, cantante d'opera e amante del pittore Cavaradossi, pervasa dall'amore-gelosia verso quest'ultimo e oggetto d'amore dello spietato reggente di polizia, il barone Scarpia.

La Trama[modifica | modifica sorgente]

La Tosca si articola in 5 atti.

Atto I[modifica | modifica sorgente]

Cesare Angelotti viene aiutato dalla sorella, la marchesa Giulia Attavanti, a fuggire da Castel Sant'Angelo e a nascondersi nella cappella di famiglia situata nella Basilica di Sant'Andrea della Valle a Roma, dove ella ha preparato per il fratello dei vestiti da donna da poter indossare come travestimento. Qui Angelotti si rivela al pittore Mario Cavaradossi, al quale racconta tutte le sue vicende nella speranza di ricevere un po' di aiuto, avendo scoperto le tendenze patriottiche di quest'ultimo, mentre il sacrestano e il suo servitore parlavano tra loro. Il dialogo tra i due viene bruscamente interrotto dall'arrivo di Tosca (Angelotti fa appena in tempo a nascondersi), una cantante estremamente devota alla religione, che annuncia al suo amato, Mario Cavaradossi, che per la sera sarà impegnata nei preparativi dei festeggiamenti a palazzo Farnese in occasione della sicura vittoria degli austriaci a Marengo. Subito dopo l'uscita della Tosca dalla chiesa, si odono i cannoni che annunciano la fuga di un detenuto da Castel Sant'Angelo: il secondino è stato tradito e denunciato, così che il fuggiasco viene cercato per ogni dove, lungo le strade di Roma. Cavaradossi fa preparare la sua carrozza per far fuggire Angelotti travestito da donna. Intanto nella chiesa piomba all'improvviso Scarpia che, dato l'ordine di perquisire ovunque, trova il ventaglio della marchesa Attavanti.

Atto II[modifica | modifica sorgente]

La scena si apre nel bellissimo salone del Palazzo Farnese completamente addobbato e gremito di nobili. Anche Scarpia è presente al ricevimento e viene raggiunto da Schiarrone, il quale lo aggiorna sulla situazione: l'evaso non è ancora stato trovato e la perquisizione al palazzo di Cavaradossi non ha portato a niente (Scarpia lo ha fatto perquisire perché consapevole delle tendenze politiche di quest'ultimo), persino il pedinamento di Tosca non è servito, il fuggiasco non si trova. Tosca entra nel salone seguita da uno stuolo di corteggiatori. Si intrattiene con gli ospiti e anche con Scarpia, il quale, convinto di un suo coinvolgimento con la fuga del detenuto, suscita in lei un sentimento di gelosia mostrandole il ventaglio della marchesa Attavanti, che dice di aver trovato tra i colori e i pennelli di Cavaradossi in chiesa. Tosca va su tutte le furie e, cieca di gelosia, vuole lasciare la festa per andare da Cavaradossi e prenderlo sul fatto, ma deve ancora cantare per la Regina Maria Carolina e non può andar via. La scena si chiude con l'arrivo di un messo che porta la notizia della vittoria di Napoleone a Marengo, fatto che provoca lo svenimento della Regina per il duro colpo e la dipartita di Tosca dalla festa.

Atto III[modifica | modifica sorgente]

Nel frattempo, Cavaradossi e Angelotti sono arrivati alla villa di campagna di Cavaradossi e, mentre quest'ultimo racconta al console della Repubblica Romana la storia della villa, sopraggiunge Tosca. Angelotti si rifugia in giardino, mentre Cavaradossi tenta di calmare la sua amante. La cantante è colma di gelosia e rabbia per quel ventaglio che ha tra le mani e, quando vede i vestiti della marchesa Attavanti, Mario Cavaradossi non può far altro che raccontarle la verità. Quando le chiede come ha fatto ad avere quel ventaglio e Tosca gli racconta del discorso scambiato con Scarpia, Cavaradossi e Angelotti capiscono che è stato tutto un tranello del reggente di polizia per stanarli. Cavaradossi fa nascondere l'amico in un pozzo segreto della villa. Scarpia con i gendarmi irrompe nella casa e, dopo aver cercato invano il fuggiasco, interroga Tosca, mentre in un'altra stanza fa condurre Cavaradossi per torturarlo. Per ogni diniego della Tosca circa la conoscenza di Angelotti, c'è una tortura inflitta a Cavaradossi. I due resistono per diverso tempo, ma, alla fine, appena Tosca vede come è ridotto il suo amato, confessa e rivela il nascondiglio di Angelotti. Le guardie che scendono nel pozzo per arrestarlo ne portano su il cadavere: Angelotti si è tolto la vita grazie a un potente veleno contenuto in uno dei suoi anelli. Mario Cavaradossi e Tosca vengono portati via dalla villa insieme al cadavere.

Atto IV[modifica | modifica sorgente]

La stanza di Scarpia, a Castel Sant'Angelo. È notte fonda e Scarpia sta cenando. Spoletta gli porta l'ordine del governatore di giustiziare Cavaradossi entro l'alba. Scarpia decide di far impiccare ugualmente anche il corpo senza vita di Angelotti, così che il popolo veda che la giustizia ha fatto il suo corso, e ordina di far venire al suo cospetto Tosca. Le dice dell'ordine di esecuzione per Cavaradossi e che invece ella è libera di andare poiché estranea ai fatti. Le fa capire che c'è una via di salvezza per il suo amato, a patto che si conceda a lui. Tosca inorridisce. Ma il tempo non è dalla sua parte e Spoletta entra nella stanza per ricevere ordini circa l'esecuzione, così che, vistasi alle strette, Tosca cede al vile ricatto. Poiché c'è un ordine formale, non è possibile annullare l'esecuzione, quindi bisogna far finta: le direttive che Scarpia dà a Spoletta sono quelle di non fare un'impiccagione ma una fucilazione, con fucili caricati a salve, e di far uscire l'uomo dal castello e condurlo insieme a Tosca fino alle porte della città. Scarpia vuole riscuotere il suo credito, ma prima Tosca lo convince a scrivere un salvacondotto per lei e Cavaradossi, valido non solo per l'uscita da Roma, ma anche dai confini dello Stato pontificio. Scarpia accetta. Mentre egli scrive, Tosca trova un coltello sulla tavola e, quando Scarpia le si avvicina per ricevere il suo credito, lo pugnala uccidendolo.

Atto V[modifica | modifica sorgente]

Tosca, per mezzo di Spoletta, raggiunge Cavaradossi nella cappella dove è imprigionato e gli racconta del piano e di quanto è accaduto. Spoletta scorta Cavaradossi alla piattaforma dove avverrà la fucilazione e Tosca resta nella cappella in attesa che gli eventi si compiano. Uditi gli spari, va a raggiungere il suo amato. Alla piattaforma, quando ormai non c'è più nessuno, Tosca, convinta che Mario stia solo fingendo di essere morto, inizia ad esortarlo ad alzarsi per fuggire con lei, ma, con suo grande sgomento, scopre che Mario è stato fucilato veramente. Spoletta, Schiarrone e altri soldati nel frattempo rientrano per portar via il cadavere e Tosca gli si scaglia contro, confessando l'omicidio da lei commesso. Una volta accertata la morte di Scarpia, i soldati tentano di arrestarla, ma ella, saltata sopra il parapetto, si getta nel vuoto.

Adattamenti[modifica | modifica sorgente]

Film[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Tosca#Cinema.
  • Il dramma de La Tosca ha ispirato una serie di film, che in generale presero spunto dall'opera di Giacomo Puccini. Un'eccezione è il film del 1973 diretto da Luigi Magni, che riprende esplicitamente, citandolo nei titoli di testa, il dramma di Sardou, con cui condivide alcuni aspetti che lo differenziano dall'opera lirica di Puccini.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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