La Smorfia (cabaret)

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La Smorfia
Commedia
Autori Massimo Troisi
Lello Arena
Enzo Decaro
Titolo originale 17 Scene
Lingua originale Italiano
Genere Teatro napoletano
Composto nel 1970
Prima assoluta 1970, San Giorgio a Cremano
Luna Park, La Sberla
Personaggi
  • Ciro il Napoletano
  • Don Gennarino Parsifàl
  • Patriarca
  • Cam
  • Minollo e Rostocchi
  • Angelo
  • Diavolo
  • Principe Azzurro
  • Mago Lox
  • Villico
  • Banditore
  • Re
  • Commissario
  • Accusato
  • L'ostetrico
  • Il pazzo
  • Giornalista
  • Signor Salvatore
  • Professore della Cattedra di Psicologia Comportamentologia
  • Angelo Gabriele
  • Moglie di pescatore
  • Cherubino
  • Magio
  • Pilato
  • In molte scene gli attori interpretano se stessi
 
« Annunciazione! Annunciazione!...
Tu Marì, Marì, fai il figlio di Salvatore, Gabriele ti ha dato la buona notizia...
Annunciazione! Annunciazione! »
(Lello Arena de "La Smorfia", sketch La Natività, 1977)

La Smorfia è stato un gruppo cabarettistico attivo negli anni settanta e ottanta.

Il trio, originariamente denominato I Saraceni, era formato da Massimo Troisi, Lello Arena ed Enzo Decaro e basava la propria comicità su sketch che, prendendo spunto dalle situazioni quotidiane della Napoli dell'epoca, puntavano l'indice su temi disparati quali la religione, l'occupazione (e disoccupazione), il folklore e le tradizioni ormai anacronistiche ma ancora vive soprattutto nel napoletano.

Dopo buone affermazioni teatrali anche fuori dell'ambito locale, il trio conobbe il suo massimo periodo di notorietà quando fu protagonista della trasmissione televisiva Non Stop e della successiva La Sberla.

Indice

[modifica] Spettacoli

Gli spettacoli del trio iniziano all'incirca nel 1970, partecipando a trasmissioni televisive, tra cui Non Stop e nella successiva La Sberla. Ogni spettacolo è stato scritto e interpretato dal trio napoletano, che si sciolse nel 1981, quando Troisi dirige Ricomincio da tre, primo dei suoi film.

[modifica] L’inizio

Il trio si presenta composto da tre attori di San Giorgio a Cremano. Il primo, timido e impacciato, ma di una simpatia ineguagliabile è Massimo Troisi. Il secondo, sempre con l'aria del cattivo è Lello Arena, mentre a seguire il promettente musicista Enzo Decaro, la cui interpretazione tocca le più fedeli tradizioni napoletane.

[modifica] Gli sketch

[modifica] Il cabaret

Enzo, sul palco con una chitarra, spiega il Cabaret, una forma di spettacolo che combina teatro, canzone, commedia e danza. Troisi interrompendo Enzo, dichiara di essere preparatissimo e decide di continuare. Ma, tuttavia, le arie di Troisi vengono a galla; lui non sa proprio nulla sul Cabaret. Lello continua, ma tra i due nasce un litigio. Il sipario si chiude.

[modifica] San Gennaro

Massimo Troisi e Lello Arena si trovano in chiesa, per chiedere la grazia a S. Gennaro. I due si contrastano a vicenda. Solo l'interruzione del prete, interpretato da Enzo, riuscirà a farli smettere. La grazia richiesta era un ambo al Lotto.

[modifica] La guerra

La storia si apre con Massimo, Lello ed Enzo intenti a partire per la guerra. Troisi che all'inizio non vuole partire, si fa convincere. La scena cambia; i tre attori appaiono dietro una barricata. Troisi viene colpito da un proiettile.

« Cioè, il campo di battaglia è smisurato...
Smisurato
Si, si...smisurato...
Le pallottole, quelle so' piccole...
Piccole...
Così...
Poi non sanno sparare ...
Non sanno sparare!
Uno solo, forse...uno solo s'arrangia...Secondo me... è stato uno solo... che s'arrangia a sparare... e m'ha... m'ha »

Troisi in un modo scherzoso, ricorda tutti gli scherzi che aveva inflitto a Lello e questi, tra uno e l'altro scappa di rabbia con Enzo. Troisi rimane solo sul palco chiedendo un segno se deve morire. Un colpo di proiettile lo colpisce e si accascia a terra...

[modifica] Natività

Troisi è nelle vesti di una moglie di pescatore. In sua visita giungono Gabriele (Lello Arena) e il cherubino (Enzo Decaro), che la scambiano per la madonna, nell'attesa della nascita di Gesù. Troisi cerca di farli ragionare, ma alla fine saranno loro stessi a scoprire il grave errore comesso.

[modifica] Dio

« Ma Tu scrivi non "fornicare"... io pensavo 'e furmicole »

Troisi parla con Dio lamentandosi della propria situazione, contestandogli di aver sbagliato nella creazione del mondo e degli esseri viventi menzionando l'abnorme obesità dell'ippopotamo, la postura della foca ed il naso sproporzionato dell'elefante. Inoltre gli dice di non essere stato chiaro nello scrivere i dieci comandamenti.

[modifica] Ketty

Troisi, Arena e Decaro sono scalcagnati artisti abituati a frequentare feste di piazza e matrimoni. Enzo, seduto al pianoforte, comincia a suonare, mentre Massimo, che indossa un abito femminile di raso e tulle, di colore rosa, si mette una parrucca da donna. Lello, in smoking rosa e calzoni neri, interpreta il ruolo di prestigiatore. Lello presenta Massimo, ora nella parte di "Ketty".

[modifica] Tra tutte te

Enzo, con la chitarra, inizia a parlare con il pubblico, chiamando Massimo per aiutarlo mentre Lello Arena, con la sua comicità surreale, li interrompe. Enzo incoraggia l'amico nel cantare una canzone (Tra tutte te), di cui in realtà, Troisi non sa nulla. Alla fine, stufato, Enzo esce di scena, per poi tornare con Lello e cantare una canzone napoletana.

[modifica] Angelo e Diavolo

Troisi è un giovane sfortunato. Per diventare ricco si converte al regno degli inferi. Il suo Angelo custode cerca di fargli cambiare idea, ma la persona assegnata non ne vuole sapere. Ma, alla fine, Troisi viene smascherato dal Diavolo, il quale riesce a farlo cadere in trappola domandandogli se conoscesse Sodoma e Gomorra.

[modifica] L'attore

Arena e Troisi sono due aspiranti attori. Partecipano ad un provino. Il regista mette in difficoltà Troisi, domandandogli su cosa si intersechi la Divina Commedia. Troisi si dimostra in serie difficoltà ma, stranamente, riesce a superare la difficile prova. Per chiarire il tutto, si scopre che il regista è effeminato e Troisi, dopo aver ricevuto un invito da questi, sequestra la chitarra a Lello per sbattergliela in testa.

[modifica] Napoli

Troisi parla di Napoli, dei suoi abitanti e delle problematiche del luogo.

[modifica] La sceneggiata

Don Gennarino è il guappo del vicolo Scassacocchi. Per un affronto subito da Ciro il Napoletano, gli uccide la madre. Ciro si prepara al fatale incontro, che porterà alla soluzione finale della sceneggiata. Ma chi ammazzerà il cattivo per poi diventare a sua volta cattivo? È una domanda cui la sceneggiata non darà risposta.

[modifica] Il basso

Un'intervista di Enzo al signor Salvatore ed un "professore" con vistosi segni di turbe psicotiche. I tre parleranno delle questioni di Napoli e della fame del luogo. Lello (il professore) spiega che la risoluzione ai problemi è data dalla presenza di abbondante purea di patate nel Vesuvio.

[modifica] La favola

Un principe azzurro è stato trasformato con un aspetto non degno del suo rango e chiede al mago Lox di aiutarlo per sconfiggere il colpevole della trasformazione, utilizzando una mela avvelenata. In aiuto del principe giunge anche un popolano (o villico), che però, per uno sfortunato incidente, mangia la mela e muore. Infine anche il principe finisce per mangiare la mela e seguire il compagno.

[modifica] II pazzo

Monologo di Troisi, nella parte di un pazzo.

[modifica] II commissario

« Prima di finire in galera voi dire qualcosa in tua discolpa? -

Si! Se lui è un ostetrico come ha fatto a riconoscermi? - perché? -

Boh non lo so ci ho provato »

Troisi viene accusato per un motivo misterioso. Per incriminare Massimo, il commissario Lello fa intervenire l'ostetrico - unico ad aver assistito al reato - per cercare di non essere messo in galera, Troisi inventa la storia di una ragazza, amante dello stile di vita dei commissari e degli ostetrici.

[modifica] La fine del mondo

Troisi cerca di salire sull'arca del patriarca, unico uomo (assieme al figlio Cam) destinato a salvarsi dal diluvio per ordine di Dio. Troisi - pur di essere accettato - finge di essere un animale, menzionandone alcuni di tipo immaginario, tra i quai il minollo. Alla fine convince il patriarca e suo figlio ad accoglierlo sull'arca promettendogli di narrare le proprie avvenure galanti e di fornire materiale "piccante".

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