La Sirenetta, la più bella favola di Andersen

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La Sirenetta, la più bella favola di Andersen
La Sirenetta (anime).png
La morte della sirenetta Marina
Titolo originale アンデルセン童話 にんぎょ姫
Lingua originale Giapponese
Paese di produzione Giappone
Anno 1975
Durata 68 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere animazione
Regia Tomoharu Katsumata
Soggetto Hans Christian Andersen (autore della fiaba)
Sceneggiatura Mieko Koyamauchi, Yuko Oyabu
Produttore Tsutomu Tomari
Casa di produzione Toei Animation
Art director Kosei Makino, Mataji Urata
Character design Shingo Araki
Animatori Reiko Okuyama
Musiche Takekuni Hirayoshi
Doppiatori originali
Doppiatori italiani

Primo doppiaggio

Secondo doppiaggio

La Sirenetta, la più bella favola di Andersen è un film anime prodotto dalla Toei Animation nel 1975 per la regia di Tomoharu Katsumata, fedele versione animata della celeberrima fiaba La sirenetta dello scrittore danese Hans Christian Andersen, pubblicata per la prima volta nel 1836.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Marina è una bellissima principessa sirena, che vive con la sua famiglia nel suo palazzo reale, sul fondo dell'oceano. A quindici anni le sirene diventano adulte, così anche lei, raggiunta quell'età, ha finalmente il permesso di nuotare fino alla superficie del mare per vedere il mondo esterno. Improvvisamente viene colta da una terribile tempesta: vedendo una nave in balia delle onde, lotta per salvare la vita ad un bellissimo ragazzo che sta per annegare e se ne innamora perdutamente. Scopre poi che è anche un principe.

Dal quel giorno Marina non fa altro che pensare al principe, è talmente innamorata che il suo desiderio più grande è vivere con lui sulla terra. Quando un giorno scopre che il principe vive sulla foce del fiume Filgio, Marina pensa di andare da lui, ma poi si chiede come fare a vivere con lui senza rischiare di rivelare l'esistenza del suo popolo, dato che con la coda non le sarebbe possibile scendere a terra. Capisce che per stare con il principe deve diventare anche lei un essere umano, trasformare la coda di pesce in gambe. C'è solo una persona che può aiutarla: la perfida e potente strega del mare. Quella stessa notte Marina, accompagnata dal suo amico delfino Fritz, esce dal palazzo di suo padre e si dirige verso la tana della strega.

Una volta giunti lì, Marina e Friz devono prima di tutto superare la tremenda foresta che conduce all'entrata della strega. Dopo essere sfuggiti a due spaventosi mostri i due riescono ad arrivare alla tana della strega, ma quest'ultima lascia entrare solo la terrorizzata Marina. Nonostante lo spavento iniziale, Marina si riprende, ma prima di poter dire una sola parola, la strega si offre di aiutarla solo a tre condizioni. Per prima cosa, una volta diventata umana, non potrà più tornare ad essere una sirena e quindi non potrà rivedere, né suo padre, né sua nonna, e neppure le sue cinque sorelle.

Poi, dovrà far sì che il principe le dichiari il suo amore, perché nel caso in cui lui sposasse un'altra, all'alba del giorno dopo le nozze, Marina perderà la vita, il suo cuore si spezzerà e il suo corpo finirà dissolto in spuma di mare. Infine, la strega chiede che in cambio delle gambe Marina le doni la sua bellissima e preziosa voce. La sirena si fa coraggio ed accetta tutte e tre le condizioni, ottiene la pozione che compirà il miracolo, ma rimane priva di voce.

Dopo aver ottenuto la pozione, Marina esce dalla tana della strega e trova Fritz che l'aspetta fuori con aria triste, perché ha sentito tutto. Prima di dirigersi verso la foce del fiume Filgio Marina torna a casa, ma non avendo il coraggio di entrare si ferma all'entrata e in silenzio dice addio per sempre a suo padre, a sua nonna e alle sue cinque sorelle. Fritz vuole accompagnarla, ma lei preferisce salutarlo lì, per evitare che diventi ancora più difficile separarsi. Poi stringendo al cuore la bottiglia che contiene la pozione si dirige verso la foce del fiume Filgio. Giunta a destinazione, Marina beve tutto d'un fiato la pozione perché è quasi l'alba in quanto al sorgere del sole perderebbe il suo effetto.

Bevuta la pozione, Marina sente subito un gran dolore, e sta così male che le sembra di morire, ma proprio mentre il sole sorge all'orizzonte la pozione fa il suo effetto. Marina diviene umana, ma per il dolore della trasformazione sviene. Intanto al castello il principe si sveglia, si affaccia alla finestra e mentre guarda il panorama vide Marina svenuta sulla spiaggia. Preoccupato, si precipita a soccorrerla. Marina si riprende e rimane sorpresa quando vede le sue nuove gambe, ma non appena tenta di camminare, cade a terra. Marina viene trasportata al castello e qui viene curata e vestita con gli abiti del principe. Appena si trova da sola con il principe tenta di dirgli che è la donna che lo ha salvato, ma purtroppo, essendo priva di voce a causa del patto con la strega, non riesce a farsi capire.

Passano due mesi e il principe si è già affezionato a lei: quando Marina suona l'arpa, al principe ricorda il rumore delle onde che si infrangono sulla scogliera e per questo decide di chiamare Marina "Principessa sirenetta". Con il passare delle settimane Marina diventa sempre più felice, passa ogni momento della giornata accanto al principe e con il passare del tempo inizia a pensare che il suo desiderio più grande si potrà avverare presto. Un giorno, però, il principe riceve un messaggio dai genitori che gli ordinano di partire subito per la Svezia per sposarsi con la principessa di quel paese.

Egli rifiuta, ma il re e la regina lo minacciano di imprigionare Marina per sempre. Così, per salvare Marina dalla prigione, il principe accetta di sposare la principessa, e una volta giunto in Svezia scopre che lei altri non è se non la ragazza che aveva visto dopo che Marina lo aveva salvato. Credendo che sia la sua salvatrice accetta di sposarla. Quando Marina viene a saperlo, le si spezza il cuore. In quello stesso giorno si celebrano le nozze e quella stessa notte durante il viaggio di ritorno sulla nave che aveva portato lì il principe, Marina resta tutta sola sul ponte a pensare alla sua vita. Ora che il principe ha sposato la principessa, secondo quello che le ha detto la strega, lei è condannata a morire diventando spuma di mare, appena il sole sorgerà.

Ma non tutto è perduto, infatti Fritz, l'amico delfino di Marina, non l'ha mai persa di vista da quando si è trasformata. Una volta saputo del matrimonio ha avvertito le sorelle di Marina e loro hanno escogitato un piano per salvare la sorella dal tremendo destino che l'attende. Si recano da lei con un pugnale, spiegando che sono andate dalla strega per chiederle di rompere l'incantesimo di cui lei è vittima, e lo hanno ottenuto in cambio dei loro capelli. Le dicono che deve uccidere il principe con il pugnale e bagnarsi le gambe con il sangue, così potrà ritornare ad essere una sirena, ma deve farlo prima del sorgere del sole. Poi le sorelle e Fritz se ne vanno lasciando Marina da sola e indecisa. Lei guarda l'orizzonte e vede che è già illuminato, e capisce che l'alba è vicina. Quindi Marina decide di fare quello che le hanno detto le sorelle, cioè uccidere il principe.

Con il cuore in gola Marina scende sotto coperta e una volta giunta alla tenda dove dormono gli sposi si avvicina al letto e alza il pugnale e si prepara così a colpire. Quando però vede il viso del principe, a Marina tornano in mente tutti i bellissimi momenti passati con lui in quei due mesi e così l'amore che prova per il principe blocca le sue mani e le impedisce di ucciderlo. Prende il pugnale caduto per terra, da un bacio al principe e se ne va. Quando ritorna sul ponte Marina pensa che tornerà di nuovo a far parte del suo mondo anche se dissolta in spuma di mare, e poi getta in acqua il pugnale che subito scomparve emanando una luce che sveglia il principe. Spaventato, sale sul ponte e vede Marina sul parapetto e la chiama con il nome che le aveva dato. Marina lo sente ma non si ferma. Ormai è troppo tardi e sotto gli occhi del principe, si getta in mare. Mentre il principe sta per tuffarsi anche lui per riportare Marina a bordo, vede dal parapetto un pezzo della sua coda e la spilla a forma di fiore con una perla datale dal padre il giorno del suo qiundicesimo compleanno, quando tutto aveva avuto inizio. In quel momento sorge il sole e quando la luce illumina il corpo di Marina che sta sprofondando accade quello che le aveva detto la strega. Il suo cuore si spezza, e il suo colpo si dissolve in tanta spuma di mare.

Ma prima di sparire per sempre, sul volto di Marina compare un bellissimo sorriso, e mentre la spuma sollevata dal vento si alza in cielo, il principe la vede. Vedendo la perla e il pezzo di coda a lui torna in mente l'attimo in cui aveva visto Marina mentre lo salvava dalla tempesta, e così comprende che era proprio lei la donna che lo aveva salvato. Però è troppo tardi, per lei ormai non c'è più niente da fare. Il principe con il cuore infranto non può far altro che guardare Fritz che insegue la spuma, ma si racconta che lo spirito di Marina non si sia dissolto come il suo corpo, e che il suo coraggio e la sua bontà sono ancora vivi nella fantasia di tutti i bambini. Questa è la fine della storia di Marina, una sirena che morì per amore.

Osservazioni[modifica | modifica wikitesto]

Il film si distingue per la sua rispondenza alla trama e alla filosofia che sta alla base della fiaba di Andersen. Presenta alcune riprese della città di Copenaghen (tra cui anche la celebre statua della Sirenetta) all'inizio e alla fine della storia. È stato il primo anime ad aver avuto una donna, Reiko Okuyama, come direttore delle animazioni[1].

Doppiaggio italiano[modifica | modifica wikitesto]

Esistono due edizioni in italiano del film, nella prima Marina è doppiata da Rosalinda Galli, mentre nella seconda da Monica Ward. Le differenze di doppiaggio tra le due versioni sono essenzialmente due:

  1. Nel primo il principe decide di chiamare Marina "Principessa sirenetta", mentre nel secondo "Marina".
  2. Nel primo doppaiggio viene detto che Marina alla sua morte divverrà spuma, mentre nel secondo "bolle di sapone". Da notare che quando la sirenetta muore nel film il suo corpo si trasforma in bolle colorate che salgono fino al cielo.

Il secondo doppiaggio è stato usato per la videocassetta distribuita dalla Stardust negli anni novanta

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Scheda sull'anime La Sirenetta, la più bella favola di Andersen di AnimeClick.it

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]