La Luisona
La Luisona è una pasta (simile ad una brioche) protagonista dell'omonimo capitolo del romanzo Bar Sport di Stefano Benni, pubblicato nel 1976.
Secondo il surreale (ma verosimile) ritratto che Stefano Benni fa dei bar italiani, nella maggior parte dei bar dei paesi di provincia (di cui il "Bar Sport" è il prototipo), la bacheca delle paste è "puramente coreografica", e le paste sono "ornamentali, veri e propri pezzi di artigianato". Perciò restano in bacheca per anni tanto che gli avventori ormai le chiamano familiarmente per nome.
La Luisona è la "decana delle paste" del Bar Sport. Risalente al 1959, è "una pastona bianca e nera, con sopra una spruzzata di granella in duralluminio". La Luisona venne mangiata da un incauto rappresentante di Milano, che subisce le conseguenze del suo atto insensato: "fu trovato appena un'ora dopo, nella toilette di un autogrill di Modena, in preda ad atroci dolori".
In Bar Sport Duemila, il sequel di Bar Sport, viene presentata La Palugona, torta tipica di Monzurlo e parente stretta della Luisona. La caratteristica della Palugona (che tra gli ingredienti, oltre alla farina di castagne e ai canditi, ha anche ghiaia e segatura) è il forte coefficiente di impalugamento, cioè "la tendenza a formare un malloppo ostruttivo in bocca o in gola".
[modifica] La Luisona nella cultura popolare
La Luisona è una delle creature letterarie più famose di Benni, e lo stesso autore ha sfruttato in chiave umoristica la sua popolarità citandola senza menzionarla espressamente anche nel romanzo Pane e tempesta del 2009, in cui si fa riferimento al famoso episodio che ha avuto come sfortunato protagonista l'incauto rappresentante di Milano.
Questo inverosimile "personaggio letterario" è entrato nell'immaginario collettivo di molti italiani, al punto da essere spesso fonte di citazioni. Ad esempio Beppe Grillo la cita sul suo noto blog proponendo un "Luisona Day", sulla falsariga del suo V-Day.
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