La dolce vita
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La dolce vita è un film del 1960 diretto da Federico Fellini, vincitore della Palma d'Oro al 13° Festival di Cannes.
È sicuramente uno dei film più famosi della storia del cinema. Viene solitamente indicato come il punto di passaggio dai primi film neorealisti di Fellini ai film artistici successivi.
Indice |
[modifica] Trama
Marcello Rubini è un giornalista romano che si occupa di servizi scandalistici. Attraverso il suo sguardo disincantato e a volte puerile, verrà raccontata la città italiana di allora. La storia è frammentata in vari episodi, dove troverà posto anche l'arrivo nella capitale di Sylvia, famosa stella del cinema, i litigi con l'amante Emma, il fanatismo dopo una presunta apparizione miracolosa, una lugubre festa di nobili, l'incontro con Steiner, un intellettuale nel quale Marcello trova un modello ideale per le sue aspirazioni di scrittore, e quello con Paola, una innocente ragazzina conosciuta per caso in una trattoria, che ricompare nell'ultima scena del film senza che Marcello riesca a riconoscerla, né a udirne le parole.
[modifica] Scene celebri
Indubbiamente la scena più celebre è quella del bagno notturno di Anita Ekberg nella fontana di Trevi, una delle immagini più note di tutto il cinema.
La scena è stata girata in marzo: mentre la svedese Anita Ekberg resistette senza problemi nell'acqua gelida per tutto il tempo delle riprese, per Mastroianni fu necessario indossare una muta sotto l'abito di scena per non soffrire il freddo.
Nelle quasi tre ore del film, tuttavia, le scene memorabili sono numerose, a partire da quella d'apertura, con una enorme statua di Cristo che sorvola le case di Roma sospeso ad un elicottero, per poi continuare con la scena al Caracalla's, un locale pseudo-antico romano dove Marcello fa le prime avances a Sylvia, l'episodio di fanatismo collettivo intorno a due bambini che dicono di aver visto la Vergine Maria in un prato fuori Roma, la casa di Steiner, nella cui apparente serenità della vita familiare con la moglie e i figli si sta per compiere un'orribile tragedia, la visita di Marcello a un night insieme con il vecchio padre, la festa dei nobili in un castello laziale, l'orgia nella villa di Fregene e la pesca di una mostruosa creatura marina all'alba sulla spiaggia, che segna simbolicamente la fine del film.
[modifica] La realizzazione
La lavorazione del film ha inizio a Cinecittà il 16 marzo 1959, dove vengono costruiti moltissimi set, compreso un tratto di Via Veneto. Il copione, provvisorio come spesso accadeva alle produzioni di Fellini, subisce notevoli metamorfosi in corso d'opera, spesso rimodellandosi intorno ai personaggi e alle situazioni.
Due scene (assenti dalla sceneggiatura originale) vengono completamente "improvvisate": la festa dei nobili al castello, girata nel palazzo Giustiniani-Odescalchi di Bassano Romano in provincia di Viterbo, e il "miracolo" dei bambini con concorso di una folla di fedeli, di forze dell'ordine e di militari. Le riprese terminano nell'agosto dello stesso anno. In sei mesi vengono girati circa 92.000 metri di pellicola, che nell'edizione definitiva vengono ridotti a 5.000.
[modifica] Le critiche
Dopo un'anteprima romana destinata alla stampa e agli addetti ai lavori, il film viene proiettato in pubblico in prima nazionale a Milano nel febbraio 1960, destando da subito scandali e polemiche. Alla sera della prima, il regista viene pesantemente insultato da un gruppo di persone e una signora gli sputa in faccia. Le successive interpellanze parlamentari e le interminabili discussioni sulla stampa fecero temere un ritiro del film dalle sale, o almeno una serie di tagli di censura, ma non avvenne nulla di tutto questo, soprattutto perché Fellini aveva avuto l'idea di proiettare il film in anteprima in presenza di un importante prelato romano, che ne aveva difeso i contenuti.
[modifica] Curiosità
- La produzione avrebbe voluto come protagonista maschile del film Paul Newman.
- Il personaggio di Paparazzo, il fotografo (interpretato da Walter Santesso) che lavora con Marcello, ha dato origine in moltissime lingue al nome comune paparazzo, con il quale si indicano spregiativamente i fotografi scandalistici.
- La casa dello scrittore Steiner è sita nel quartiere dell' EUR, come testimoniato da una panoramica che si scorge dal soggiorno, con il caratteristico Fungo (probabilmente una gigantografia di scena). Per motivi pratici gli esterni furono girati invece nella piazza antistante la basilica di Don Bosco, a pochi passi dagli studi di Cinecittà. Gli edifici, appena completati all'epoca delle riprese, erano stati progettati sullo stile razionalista, come appunto il quartiere EUR.
- Sebbene il protagonista faccia ingresso nella citata basilica, la scena degli interni, con l'organista interprete della celebre Toccata e Fuga in Re minore di Bach, furono girati all'interno della chiesa dei SS. Martiri Canadesi in via Nomentana.
- In Spagna il film fu proibito dalla censura franchista e fu possibile vederlo solo vent'anni dopo.
- Il film fu trasmesso in RAI nel 1976, un evento considerato eccezionale per l'epoca, con alcuni brevi tagli, per esempio la breve e casta apparizione finale della spogliarellista.
- In edizioni televisive successive si evidenzia la figura del personaggio effeminato, interpretato dal giornalista Giò Staiano (noto oggi come Gioacchina). Staiano diede un contributo notevole al soggetto, suggerendo ad esempio la scena della fontana. Nella sequenza finale della spiaggia, egli auspica una rapida integrazione dei gay nella società, davanti allo scetticismo realistico di Marcello.
- Il tipo di maglia, che oggi chiamiamo dolce vita prende il nome dal film.
- Nel 2006 il regista e produttore pornografico Michael Lucas ha realizzato un remake pornografico ad alto budget a tematica gay.
[modifica] Prime apparizioni sulla scena
- La modella e cantante Christa Paffgen, che adottò lo pseudonimo di Nico e successivamente lavorò anche con i Velvet Underground prima di iniziare la carriera da solista, recita se stessa nella scena della festa dei nobili.
- Nella scena del Caracalla's appare un giovanissimo Adriano Celentano, che esegue con un gruppo musicale il brano Ready Teddy
[modifica] Manifesti e locandine del film
- In Italia, la realizzazione dei manifesti e delle locandine, fu affidata, nel 1959, ai pittori cartellonisti Giorgio Olivetti e Sandro Simeoni.
[modifica] Collegamenti esterni
- Scheda su La dolce vita dell'Internet Movie Database
- Analisi critica del film su Activcinema
- (EN) Articolo con foto del cast
- E-book scritto da Giacomo Alexis, famoso paparazzo romano di quei tempi
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