La dama rossa uccide sette volte

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La dama rossa uccide sette volte
La dama rossa uccide sette volte.jpg
Titoli del trailer
Paese di produzione Italia
Anno 1972
Durata 98 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere giallo, thriller, horror
Regia Emilio P. Miraglia
Soggetto Emilio P. Miraglia e Fabio Pittorru
Sceneggiatura Emilio P. Miraglia e Fabio Pittorru
Casa di produzione Phoenix Cinematografica, Romano Film e Traian Boeru
Fotografia Alberto Spagnoli
Montaggio Romeo Ciatti
Musiche Bruno Nicolai
Scenografia Lorenzo Baraldi
Costumi Lorenzo Baraldi
Trucco Iolanda Conti e Giulio Natalucci
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

La dama rossa uccide sette volte è un film del 1972 diretto da Emilio P. Miraglia.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Completamente girato a Würzburg, nella Baviera, il film inizia con due bambine che litigano tra di loro. Sono due sorelle discendenti dell'antica famiglia dei Wildenbrück, la bionda Ketty e la bruna Eveline, cui dopo l'ennesima lite il nonno ormai anziano svela un segreto che coinvolge l'intera stirpe dei Wildenbrück e che è raffigurato in un quadro appeso nel salone dell'antico castello dove abitano. Si tratta di una "Oscura Leggenda" che vede rivali in amore proprio due sorelle loro antenate, la Dama Rossa e la Dama Nera: la leggenda vuole che ogni cento anni la cattiva Dama Rossa torni dalla tomba per vendicarsi delle sette coltellate infertele dalla Dama Nera e per il torto in amore, uccidendo sei persone e per ultima la Dama Nera per settima. Il nonno teme questo perché è proprio tra qualche anno che dovrebbero ripetersi gli eventi e portare La Morte ancora una volta nel castello, macchiando la famiglia di un nuovo delitto. Qualche anno dopo, le due bambine sono cresciute e come vuole la leggenda si innamorano dello stesso uomo, portando al logorio il loro rapporto, fino a che la bionda Ketty non uccide la sorella Eveline, dai capelli nero corvino.

Ketty, ormai adulta, dopo l'involontario omicidio della sorella lavora come fotografa alla Springe, casa di moda tedesca ed è fidanzata con Martin Hoffman, anche lui lavoratore della Springe. Un giorno la cugina Franziska, la informa che il nonno è morto, ritrovato senza vita nel proprio letto, colto da un infarto. Dopo il funerale, Franziska confessa a Ketty di aver udito una risata agghiacciante la notte della morte del nonno e che Herbert, suo marito, ha intravisto nel parco della villa la sagoma della Dama Rossa che fuggiva. Ketty non crede alla cugina ma, ben presto, una serie di omicidi finisce col coinvolgerla in prima persona. Hans Mayer, direttore della Springe ed amante della fotomodella Lulù, viene aggredito in un parco frequentato da prostitute. Ad aggredirlo è proprio una donna dal mantello rosso e dal viso non ben delineato. Hans cade esanime sotto i colpi di coltello della misteriosa donna e a nulla vale il pronto intervento di Lulù, anche lei sul posto insieme all'uomo. Martin è uno dei principali sospettati, considerato che, dopo la morte di Hans, viene eletto come nuovo amministratore unico della Springe. Dopo la nomina di Martin diverse persone cercano di ostacolarlo nel suo avanzamento di carriera, Lulù gli è ostile e Rose Mary, ragioniera della Springe, si dimette dal suo incarico, preferendo l'attività di modella all'interno dell'azienda.

Nel frattempo Ketty lascia una buona parte della sua eredità a Franziska ed Herbert, tenutari del suo segreto: l'uccisione della sorella Eveline. Il cadavere di Eveline è stato occultato nelle segrete del castello, abitato da Franziska e Herbert. Ketty è inoltre perseguitata da Petar, ex fidanzato di Eveline, tossicodipendente dedito ai peggiori vizi; l'uomo ricatta Ketty perché conosce la verità e si fa elargire, periodicamente, grosse somme di denaro da spendere in droga, alcol e prostitute. In una occasione violenta la donna, riducendola ad uno stato di puro terrore.

Intanto gli omicidi continuano: a perire sotto i colpi inferti dalla misteriosa Dama Rossa cadono dapprima Lenore (modella della Springe) poi Elizabeth (la moglie di Martin), alienata mentale in cura presso una clinica della città. Lenore, prima di morire, aveva confidato a Ketty di aver capito chi fosse la misteriosa Dama Rossa mentre Elizabeth, prima di spirare, riesce a pronunciare il nome "Eveline". Martin sospetta che l'assassina sia proprio Eveline ma Ketty gli confessa che la sorella è morta e non può più nuocere a nessuno. Il cerchio si stringe sempre di più attorno a Ketty e la figura della Dama Rossa le appare più volte: in casa, nel castello in occasione di una visita alla cugina. Ben presto anche Petar e Lulù vengono uccisi dalla Dama Rossa: Petar viene trascinato da un'auto guidata dalla terribile dama rossa, Lulù viene freddata da alcuni colpi di pistola sparati dalla misteriosa donna dal mantello rosso.

Siamo a sei vittime e, secondo la leggenda, la settima dovrebbe essere proprio Ketty. Attirata da una telefonata della sorella che affermava di essere ancora viva,non ostante lei credesse fosse morta, Ketty giunge al castello di famiglia, ove trova Lulù morta.Nella scena subito dopo le apparirà la figura agonizzante della Dama Rossa, accoltellata alle spalle. Sul viso della dama rossa vi è una maschera che ne deturpa i contorni. Dopo averle sfilato la maschera, Ketty, scopre che la dama rossa è Rose Mary, l'ex ragioniera dalla Springe e ora fotomodella presso la stessa azienda. In una girandola di eventi si risalirà alla verità, Ketty credeva erroneamente di aver ucciso la sorella: dopo una delle tante loro liti, Eveline era franata in un piccolo lago e Ketty viveva nella convinzione che, urtando il terreno con la testa, la sorella fosse morta dissanguata ma, in realtà, la vera colpevole è sua cugina Franziska. Attratta dal rumore della lite, dopo aver osservato gli eventi,si era avvicinata al corpo di Eveline e, mentre Ketty era sotto shock, aveva ripetutamente offeso il capo di Eveline, causandone la morte. Solo successivamente Franziska, dalla lettura del testamento del nonno aveva compreso che la vera sorella di Ketty era stata scambiata alla nascita con un'altra bambina, per volere del nonno. La ragazza che visse col nome Eveline, in realtà, non era sorella di sangue di Ketty: era stata adottata dai Wildebrück per evitare il ripetersi della leggendaria maledizione. La vera sorella di Ketty era stata data in adozione ad una ricca famiglia e definitivamente allontanata dai Wildenbrück. Dopo vaste indagini, Franziska aveva rintracciato Rose Mary Müller, la vera sorella di Ketty cui aveva svelato di essere una Wildenbrück, aveva fatto assumere la ragazza come contabile alla Springe, quindi l'aveva suggestionata mediante leggendari racconti sul mito della dama rossa, spingendola a drogarsi con dosi sempre più massicce.

Rose Mary, dal canto suo, sotto l'effetto della droga, aveva cominciato ad uccidere le persone che la circondavano (Lulù, Lenore, Hans Mayer, Petar, Elizabeth e anche il nonno) in un crescendo di violenza tale da far temere a Franziska per la sua stessa vita: impaurita dalla follia omicida di Rose Mary, Franziska la aveva accoltellata nel tentativo di difendersi da una ennesima aggressione. Lo scopo di Franzinska era quello di far sì che Rose Mary uccidesse anche Ketty, per rimanere unica erede della fortuna dei Windebrück. Perita Rose Mary, Franziska cerca di uccidere Ketty lasciandola nella stanza segreta del castello riempendola d'acqua ma, il pronto intervento di Martin e di Herbert, salva la vita alla ragazza. Herbert uccide Franziska con alcuni colpi di pistola. Intervenuta la polizia, Ketty e Martin, vengono portati in salvo, mentre una piena d'acqua inonda la magione a seguito di una ostruzione creata da Franziska allo scopo di far annegare Ketty.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Il film è noto negli Stati Uniti ed in Gran Bretagna con i titoli The red queen kills seven times, Blood feast, Feast of flesh, The corpse which didn't want to die e The lady in red kills seven times, in Francia come La dame rouge tuè sept fois, in Spagna come La Mujer Roja mata siete veces ed in Germania come Horror house (La versione tedesca ebbe un taglio di 15 minuti circa).

Assai efficace la soggettiva dell'assassino rappresentato dalla Dama Rossa. Il gotico del castello e l'aspetto leggendario dell'omicida contrasta efficacemente con la modernità della Germania degli anni settanta. Il risvolto horror del film lascia spazio ad un finale razionale di trama essenzialmente poliziesca. Curioso anche il modus operandi dell'assassino. La Dama Rossa uccide le vittime nelle maniere più disparate: a pugnalate, trascinandole con la macchina, spaventandole a morte, facendole precipitare su inferriate, finendole a colpi di pistola.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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