L.D. 50

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L.D. 50
Artista Mudvayne
Tipo album Studio
Pubblicazione 22 agosto 2000
Durata 68 min : 32 s
Dischi 1
Tracce 17
Genere Alternative metal
Nu metal
Math rock
Etichetta Epic Records
Produttore GGGarth
Registrazione Warehouse Studio, Vancouver
Mudvayne - cronologia
Album precedente
(1997)

L.D. 50 è l'album di debutto del gruppo musicale alternative metal Mudvayne. L'album è stato pubblicato nell'agosto 2000 per la Epic Records e prodotto da GGGarth.

Descrizione e produzione[modifica | modifica wikitesto]

L.D. 50 è stato prodotto da Garth "GGGarth" Richardson[1] mentre della produzione esecutiva se ne sono occupati Steve Richards e il percussionista degli Slipknot Shawn "Clown" Crahan.[2][3][4][5][6] La Epic Records era all'inizio intenzionata a promuovere la band senza focalizzare sulla sua immagine, e i primi materiali promozionali spesso vedevano la presenza di un logo sulle copertine piuttosto che le fotografie del gruppo. Tuttavia, l'apparenza del gruppo, insieme ad altrettanti videoclip, contribuirono ad aumentare il seguito dell'album.[3]

Stando alle dichiarazioni della band, la produzione dell'album è stata particolarmente intensa e movimentata. Il batterista Matthew McDonough disse "Abbiamo lavorato in fretta e in furia, e alcuni degli ingegneri del suono che sono stati con noi non hanno dormito per giorni. È stato tutto portato avanti a ritmi molto, ma molto intensivi. Non abbiamo neanche festeggiato. Eravamo a Vancouver per registrare e non abbiamo avuto la possibilità di visitare la città; siamo stati li e abbiamo solamente lavorato. È stato tutto veramente intenso, e Garth ha preso le redini della situazione."[7] mentre il cantante Chad Gray affermò "Realizzare quest'album è stata una follia. Solamente lavoro e basta! C'erano anche delle canzoni che avevo tralasciato, sulle quali non mi ci sono più concentrato sopra fino a quando siamo arrivati in studio, il che non è stata una grande idea, considerando il fatto che il tempo e le risorse economiche a nostra disposizione erano molto limitati. Ho scritto 'Pharmaecopia' e 'Nothing To Gein' nell'ultima sera in studio, prima che i nastri venissero spediti a New York per essere mixati. La pressione era davvero incredibile"[7]

Diverse tracce dell'album includono spezzoni di Terence McKenna.[6][8]

Musica e testi[modifica | modifica wikitesto]

L.D. 50 può essere considerato un disco rappresentante di quello stile musicale chiamato "math metal".[5][6][9][10] La musica dei Mudvayne presenta influenze death metal,[11] hardcore punk,[11] fusion jazz,[11][12] world,[6][13] rap[14] e speed metal.[11][11] Lo stile musicale di L.D. 50 è stato definito come heavy metal,[12][13][15] alternative metal[16][17] e nu metal.[16] La rivista Spin ha presentato invece la musica dell'album come "future-prog".[17]

Durante il processo di scrittura, i membri della band hanno accoppiato i riff con i testi, stando a quello che Matthew McDonough ha presentato come un "simbolismo numerico".[11] Secondo quanto riportato da McDonough, quando lui e Chad Gray scrissero il testo di "Nothing to Gein", Greg Tribbett suonò un riff alternato a barre di 4 e 5. Il motivo è che il numero 9 è un numero lunare, e McDonough sentì che il riff sarebbe stato ideale per il testo della canzone, che parla del serial killer e profanatore di tombe Ed Gein, le cui azioni vennero associate da McDonough al concetto dell'attività notturna.[5][11] La storia di Gein attirò l'attenzione di McDonough e Gray mentre questi stavano sfogliando un libro di criminologia.[5] Riguardo a Gein, McDonough disse "Sembrò così impossibile [per Gein] fare un salto nel mainstream. Lo trovo così emozionante dal dover vedere un'umanità in lui".[5]

Il titolo dell'album fa riferimento al termine medico usato dai chimici per riferirsi alla dose richiesta per uccidere la metà degli esseri viventi di una popolazione campione presa in esame.[1][5][11] Un collage sonoro intitolato "L.D. 50", composto e registrato da MjDawn, appare nell'album sotto forma di una sequenza di interludi. La traccia completa è presente come bonus track dell'album The Beginning of All Things to End, ripubblicazione del 1997 dalla Epic Records dell'EP autoprodotto Kill, I Oughtta.[4][18] L'album include anche spezzoni audio distorti a cui ha dato voce il filosofo americano Terence Mckenna, che morì durante il periodo di realizzazione dell'album.[6][8]

Influenze[modifica | modifica wikitesto]

I Mudvayne sono stati influenzati da artisti heavy metal, metal estremo, industrial e progressive rock come Tool, Obituary, Devin Townsend, Faith No More, Emperor, Pantera, Alice in Chains, Voivod, Skinny Puppy, King Crimson, Porcupine Tree e primi Metallica.[10][19][20][21][22] La prima traccia dell'album, "Monolith", si riferisce al film di Stanley Kubrick 2001: Odissea nello spazio.[1] La band ha dichiarato di essere stata influenzata dalla visione di questo film durante la realizzazione di L.D. 50.[5][7] Il cantante Chad Gray guardò il film ben 30 volte nell'arco di tre mesi.[21] Riguardo al film, Gray disse "A un certo punto arrivai a guardarlo per 4 giorni di seguito. Non riuscii a dire mai basta. Ce l'ho in DVD, l'ho messo in riproduzione con le cuffie inserite nel mio computer, e ho solamente ascoltato il film visualizzandolo nella mia testa."[21]

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

  1. Monolith - 1:52
  2. Dig - 2:43
  3. Internal Primates Forever - 4:25
  4. -1 - 3:58
  5. Death Blooms - 4:52
  6. Golden Ratio - 0:54
  7. Cradle - 5:14
  8. Nothing to Gein - 5:29
  9. Mutatis Mutandis - 1:43
  10. Everything and Nothing - 3:14
  11. Severed - 6:33
  12. Recombinant Resurgence - 2:00
  13. Prod - 6:03
  14. Pharmaecopia - 5:34
  15. Under My Skin - 3:47
  16. (K)now (F)orever - 7:06
  17. Lethal Dosage - 3:00

Singoli[modifica | modifica wikitesto]

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Joel McIver, Mudvayne in Nu-metal: The Next Generation of Rock & Punk, Omnibus Press, 2002, p. 86, ISBN 0-7119-9209-6.
  2. ^ Jason Arnopp, Tattooed and torn in Slipknot: Inside the Sickness, Behind the Masks, Ebury Publishing, 2001, ISBN 0-09-187933-7.
  3. ^ a b Carla Hay, No Name's Mudvayne 'Digs' into the Billboard 200, vol. 113, nº 17, 28 aprile 2001, pp. 17; 81, ISSN 00062510.
  4. ^ a b Garry Sharpe-Young, Mudvayne in New Wave of American Heavy Metal, Zonda Books Limited, 2005, p. 213, ISBN 0-9582684-0-1.
  5. ^ a b c d e f g Michelle McMullan, Mudvayne: The Birth of "Math metal" in Maximum Ink, 5 gennaio 2001. URL consultato il 15 marzo 2013.
  6. ^ a b c d e Intense Mudvayne Will Help 'Heavy Music' Kids Do The Math - Morning Call, Articles.mcall.com, 22 settembre 2000. URL consultato il 18 marzo 2013.
  7. ^ a b c Bio, Web.archive.org, 13 febbraio 2003. URL consultato il 2 febbraio 2013 (archiviato dall'url originale il 13 febbraio 2003).
  8. ^ a b NME Album Reviews - LD 50, Nme.Com, 5 ottobre 2000. URL consultato il 26 febbraio 2013.
  9. ^ Scott Wilson, Mud Brothers, The Pitch, 30 agosto 2001. URL consultato il 5 gennaio 2009.
  10. ^ a b Caleb Sheaffer, Mudvayne brings 'tongue-in-cheek' sensibility to BJC show, The Daily Collegian, 9 aprile 2003. URL consultato il 5 gennaio 2009.
  11. ^ a b c d e f g h Richard Bienstock, Mask Hysteria in Kitts, Jeff; Tolinski, Brad (a cura di), Guitar World Presents Nu-Metal, Hal Leonard Corporation, 2002, pp. 79–82, ISBN 0-634-03287-9.
  12. ^ a b Ben Ratliff, Review of L.D. 50, Rolling Stone, 28 settembre 2000. URL consultato il 7 marzo 2012 (archiviato dall'url originale il 12 novembre 2007).
  13. ^ a b William Ruhlmann, Review of L.D. 50, Allmusic. URL consultato il 24 febbraio 2010.
  14. ^ Mudvayne @ The Webster | The Aquarian Weekly, Theaquarian.com, 8 aprile 2009. URL consultato il 2 febbraio 2013.
  15. ^ Nate Finn, Nice nihilism on Mudvayne's 'L.D. 50' in The Daily Cardinal (Madison, Wisconsin), 15 novembre 2000. URL consultato il 4 febbraio 2010.
  16. ^ a b Review of L.D. 50 in Melody Maker, 17 ottobre 2000.
  17. ^ a b Mikael Wood, Review of Mudvayne, Spin. URL consultato il 13 gennaio 2012.
  18. ^ Bradley Torreano, Review of The Beginning of All Things to End, Allmusic. URL consultato il 26 febbraio 2010.
  19. ^ Radio Has Helped The Group Find Its Place In The Metal Music Genre, Pqasb.pqarchiver.com, 29 gennaio 2009. URL consultato il 3 febbraio 2013.
  20. ^ Mudvayne, Mudvayne - Similar Artists, Influenced By, Followers, AllMusic. URL consultato il 3 febbraio 2013.
  21. ^ a b c Chad 'Kud' Grey Interview via http://www.angelfire.com/punk3/mudvaynegods/kudbio.html
  22. ^ Greg 'Guurg' Tribbett Interview via http://www.angelfire.com/punk3/mudvaynegods/guurgbio.html
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