L'urlo di Chen terrorizza anche l'occidente

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L'urlo di Chen terrorizza anche l'occidente
Urlo di Chen terrorizza anche l'occidente.jpg
Il combattimento tra Chen (Bruce Lee) e Colt (Chuck Norris) nel Colosseo
Titolo originale Way of the Dragon - 《猛龍過江》
Lingua originale inglese, cantonese
Paese di produzione Hong Kong
Anno 1972
Durata 100 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2,35:1
Genere azione, arti marziali
Regia Bruce Lee
Soggetto Bruce Lee
Sceneggiatura Bruce Lee
Produttore Raymond Chow, Bruce Lee
Casa di produzione Concord Productions Inc., Golden Harvest Company
Fotografia Tadashi Nishimoto
Musiche Joseph Koo
Scenografia Hsin Chien
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

L'urlo di Chen terrorizza anche l'occidente (The Way of the Dragon) è un film del 1972 scritto, diretto, interpretato e co-prodotto da Bruce Lee. Tra gli altri interpreti, nel cast spicca l'allora esordiente attore Chuck Norris.

Il tratto saliente del film è la sfida finale nel Colosseo[1] tra Lee e Norris, che rimanda ai combattimenti tra gladiatori.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Yen Chen parte da Hong Kong per Roma per aiutare uno zio di famiglia, la cui nipote Lao-Shan ha aperto un ristorante insieme a un gruppo di amici, che oltre al loro lavoro abituale imparano anche il karate, e al cugino Wang, il cuoco. Il ristorante suscita l'interesse della mafia locale, che intende trasformarlo in una centrale di spaccio della droga. Non riuscendo a convincere i proprietari a vendere, i malavitosi cercano di intimidirli, ma Chen riesce a sconfiggerli facilmente.

Tre tentativi di liberarsi di Tang falliscono miserabilmente:

  1. Nel primo, un gruppo di quattro malviventi, che fin dall'inizio si riveleranno di essere parte dei malavitosi, si comportano da vili nel servizio, e i ragazzi del ristorante, oltraggiati da ciò, li sfidano. Uno di loro rimane gravemente ferito senza neanche riuscire a colpire l'avversario, ma Chen si dimostra abile e li sconfigge uno ad uno;
  2. Successivamente, l'intera banda si riorganizza ed attacca il ristorante, ma nonostante tengano prigionieri Chen, Wang e gli altri dipendenti, mentre un gruppetto porta Chen in una stanza all'aperto del ristorante, Chen stesso riesce a sconfiggere sia quelli che volevano ucciderlo, sia i rinforzi, e continua ad attaccare sconfiggendo anche il resto dei malavitosi. Avverte quindi il capo ed il segretario di non riprovarci;
  3. Ma ci riprovano, e stavolta con un cecchino: il piano è quello di ucciderlo a mezzanotte del giorno stesso, proprio l'ultimo giorno dell'anno, ma Chen, nonostante l'uomo non ascolti i suoi avvertimenti, riesce a fare in modo che Chen lo eviti. Tang corre fuori sul tetto dell'albergo, e affronta e sconfigge il cecchino, ma dopo essere tornato nella sua stanza scopre che Chen è stata rapita; si precipita fino al rifugio dei malavitosi, e uno ad uno, grazie all'appoggio dei suoi compagni del ristorante, sconfigge definitivamente i malviventi. Ma proprio quando sta per fare fuori il capo, Chen lo ferma, e quindi l'uomo risparmia capo e braccio destro. A quel punto, al segretario stesso viene un'idea: sconfiggerlo con le sue stesse armi; chiama quindi un campione europeo, uno giapponese e soprattutto il campione degli Stati Uniti d'America, Colt.

Arriva il giorno dell'Anno Nuovo, e l'intero ristorante festeggia, ma Chen riceve una lettera da suo zio da Hong Kong, che gli dice di tornare a casa. Come se non bastasse, il segretario malavitoso ritorna, e fingendo benevolenza, attira in una trappola Chen, Wang e gli altri dipendenti nel cortile di un altro ristorante, dove vengono attaccati dal campione europeo e quello giapponese. Mentre uno di loro scappa per avvertire Chen, quest'ultimo e gli altri, con Wang in disparte, affrontano i due campioni, ma anche se i compagni di Chen vengono massacrati dal giapponese, Chen fa fuori l'europeo per poi occuparsi dell'altro; gli altri due sopravvissuti rimangono ad occuparsi del lottatore giapponese, mentre Chen insegue Ho all'interno del Colosseo, dove si troverà ad affrontare Colt.

Ma i due ragazzi superstiti all'imboscata vengono uccisi a tradimento da Wang, che si rivela essere il vero capo dell'organizzazione. Lui stesso aveva scritto falsamente quella lettera a Chen, per convincerlo a lasciare l'Italia e tornare a Hong Kong, ma aveva fallito, e per questo aveva espresso frustrato il suo tradimento. Nel frattempo, nel Colosseo, inizia lo scontro: inizialmente Chen sembra in balia dell'avversario, ma poi si rialza e sfoggia il suo personale stile di arti marziali (lo stile del drago del titolo). Con una tempesta di colpi sopraffà Colt e gli rompe un braccio e una gamba, ma il terribile americano non accenna a cedere, anche se è dolorante e malfermo gli si avventa contro e così Chen è costretto ad ucciderlo stroncandogli il collo. Eliminato il campione americano (di cui comunque Chen riconosce il valore, coprendo il corpo con la sua giacca da karate e depositandoci sopra la cintura da karate), Chen torna all'inseguimento di Ho, lo raggiunge e lo scopre insieme a Wang. Il capo di Ho, giunto in quel momento, sparando a Chen uccide Ho stesso e poi Wang, per poi venire arrestato dalla polizia, avvertita da Lao-Shan. Finito tutto, dopo essere andato al cimitero insieme a Chen e all'ultimo dipendente del ristorante, ai quali augura buona fortuna per il ristorante, Chen torna finalmente ad Hong Kong.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

L'urlo di Chen... è il film che Lee girò al posto di The Yellow Faced Tiger, pellicola poliziesca girata in USA da Lo Wei, regista dei suoi primi due successi. A causa della violenta rottura fra i due, Lee optò per dirigere da sé il suo terzo Kung-Fu movie, mentre Wei girò il suddetto titolo con l'esordiente Don Wang Tao di Taiwan (figlio del caratterista George Wang, molto attivo in Italia) e con Chuck Norris ancora nel ruolo del cattivo. Il film sarà riedito molti anni dopo col titolo Massacro a San Francisco, a seguito del successo anni ottanta di Norris come protagonista.

Lee fu anche co-produttore della pellicola, con la sua Concord Production Inc. Il titolo iniziale al quale Lee aveva pensato per il suo copione era Enter the Dragon, poi optò per Way of the Dragon e userà l'altro titolo per il successivo I 3 dell'Operazione Drago.[senza fonte]

Lee era molto orgoglioso del risultato ma anche conscio delle pecche del film, per questo non voleva che uscisse in Occidente, consapevole dei diversi gusti del pubblico non asiatico. Tuttavia dopo la sua morte Raymond Chow vendette il film ovunque. Nella versione italiana del film, il logo della Concord Production e della Golden Harvest vengono sostituiti da quello della Titanus.

Il budget del film fu di circa 120.000 dollari, standard per le produzioni hongkonghesi.[senza fonte]

Il combattimento fra Lee e Norris richiese tre giorni di riprese e venti pagine di copione, dettagliatamente coreografate da Lee stesso. Il service che aiutò Lee nelle riprese romane era fornito dal produttore Riccardo Billi, che sposerà l'attrice e modella Malisa Longo (scelta da Lee per il ruolo della prostituta a piazza Navona).

Camei[modifica | modifica wikitesto]

Tra gli inservienti del ristorante c'è anche Wu Ngan, che era factotum e amico di famiglia dei Lee, adottato dal padre di Bruce da bambino. Il lottatore giapponese è in realtà il coreano Wang Ing Sik, che negli anni ottanta apparirà anche come antagonista di Jackie Chan (I due cugini), e che interpretò numerose pellicole Golden Harvest dell'epoca.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

La prima proiezione del film avvenne ad Hong Kong, il 30 dicembre 1972, venne poi distribuito nei seguenti paesi:[2]

In America il film esce nel 1974, lanciato come Return of the Dragon, generando l'equivoco di essere l'ultimo film di Lee (che invece è stato Enter the Dragon/I tre dell'operazione drago).[senza fonte]

Edizione italiana[modifica | modifica wikitesto]

Il manifesto cinematografico originale della prima edizione italiana del film riporta la data errata di "anno di edizione 1973", ma il film debutto' nelle sale cinematografiche italiane solo nel gennaio 1974.[senza fonte] La versione italiana della pellicola presenta alcune differenze rispetto a quella originale: difatti nella versione originale il personaggio interpretato da Bruce Lee si chiama Tang Lung (come si può notare dai titoli di coda), mentre nell'edizione italiana si chiama Yen Chen, questo fu un espediente della distribuzione per collegare il film ai due precedenti di Bruce Lee, in cui l'attore interpreta due personaggi chiamati appunto Chen (ne Il furore della Cina colpisce ancora si tratta di Chen Chao-an mentre in Dalla Cina con furore il personaggio è Chen Zhen). Un'altra differenza riguarda il personaggio di Wang, che nella versione italiana si rivela essere il capo occulto dell'organizzazione criminale, nella versione originale invece risulta essere stato semplicemente corrotto dal boss per convincere Lao-Shan (anch'essa con nome diverso rispetto all'originale, che è Chen Ching-Hua) a vendere il ristorante in cambio di una grossa somma di denaro, che gli avrebbe permesso di ritornare ad Hong Kong dalla famiglia.

La musica dei titoli di testa nella versione italiana differisce totalmente da quella originale della versione orientale (udibile nei titoli di coda italiani>)[senza fonte]

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

A fronte di un budget di circa 120.000 dollari, l'incasso in patria superò i 5 milioni di dollari, stabilendo un record.[senza fonte]

In Italia il film incassò circa 340 milioni di Lire nelle prime-visioni, ma tornò in sala già nell'estate del 1974.[senza fonte]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Le scene del combattimento al Colosseo vennero effettuate in studio a Hong Kong, poiché il permesso del comune di Roma per girare in un monumento importante come il Colosseo avrebbe richiesto tempi e costi che la produzione non poteva permettersi.
  2. ^ Date di uscita per L'urlo di Chen terrorizza anche l'occidente. URL consultato il 13 agosto 2012.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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