L'uomo in rivolta

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L'uomo in rivolta
Titolo originale L'homme révolté
Autore Albert Camus
1ª ed. originale 1951
1ª ed. italiana 1957
Genere saggio
Sottogenere saggio filosofico
Lingua originale francese
(FR)
« Qu’est-ce qu’un homme révolté ? Un homme qui dit non. Mais s’il refuse, il ne renonce pas: c’est aussi un homme qui dit oui, dès son premier mouvement. Un esclave, qui a reçu des ordres toute sa vie, juge soudain inacceptable un nouveau commandement. »
(IT)
« Che cos’è un uomo in rivolta? Un uomo che dice no. Ma se rifiuta, non rinuncia tuttavia: è anche un uomo che dice di sì, fin dal suo primo muoversi. Uno schiavo che in tutta la sua vita ha ricevuto ordini, giudica ad un tratto inaccettabile un nuovo comando. »
(incipit)

L'uomo in rivolta. Saggi (L'Homme révolté. Essais) è un saggio di Albert Camus pubblicato nel 1951 presso Gallimard (Parigi), dove egli confronta l'idea di rivoluzione, intesa come promozione di valori umani e rivolta contro l'assurdo, con la storia e il presente dei movimenti rivoluzionari.

In tal senso Camus differenzia la rivolta di tipo "storico" da quella di tipo "metafisico". L'uomo che segue quest'ultima, negando i valori religiosi compreso Dio, si sostituisce a questi giustificando l'arbitrio e il crimine. L'uomo invece che segue la rivolta "storica", annulla il valore del singolo uomo sacrificandolo a quello della storia. Portatrice di un'ideale utopico di giustizia, la rivolta "storica" finisce per essere totalitaria: bolscevismo e nazionalsocialismo sono all'interno di questo contesto, anche se quest'ultimo è peggio del bolscevismo per i suoi contenuti irrazionali.

Alla rivolta "metafisica" e a quella "storica", Camus oppone la rivolta dell'"arte". La creatività alla base di questa rivolta deve tuttavia evitare gli estremi del realismo e del formalismo, conseguendo insieme realtà e forma. I valori della cultura mediterranea sono alla base di questa rivolta perché tale pensare è "misurato" e quindi ha come obiettivo il relativo offrendo solo una giustiza "relativa" che evita gli estremi.

La rivoluzione in Camus è intesa quindi come ricerca di equilibrio e azione creatrice, unica possibilità data all'uomo per trovare una risposta sempre negatagli dall'indifferenza di un mondo assurdo dominato dal non-senso, similmente a come esposto ne Il mito di Sisifo.

L'opera, che rimane anche ai nostri giorni attuale, sancì, nel 1953, la rottura di Camus con Sartre, del quale criticava l'atteggiamento filosovietico, provocando una divisione della vivace avanguardia intellettuale dell'epoca e consegnando di fatto Camus agli attacchi della sinistra francese.

Struttura dell'opera[modifica | modifica wikitesto]

Dedicata da Camus al suo amico-professore Jean Grenier, l'opera si divide in una serie di saggi dedicati alle diverse tipologie di rivolte intese dall'autore.

  1. L'uomo in rivolta (L'homme révolté)
  2. La rivolta metafisica (La révolte métaphysique)
  3. La rivolta storica (La révolte historique)
  4. Rivolta e arte (Révolte et art)
  5. Il pensiero meridiano (La pensée de midi)

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

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