L'uomo che uccise Liberty Valance

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L'uomo che uccise Liberty Valance
L'uomo che uccise Liberty Valance.png
Una scena del film
Titolo originale The Man Who Shot Liberty Valance
Paese di produzione USA
Anno 1962
Durata 123 min
Colore B/N
Audio sonoro
Genere western
Regia John Ford
Soggetto Dortothy M. Johnson
Sceneggiatura James Warner Bellah, Willis Goldbeck
Fotografia William Clothier
Musiche Cyril Mockridge
Costumi Edith Head
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

L'uomo che uccise Liberty Valance (The Man Who Shot Liberty Valance) è un film del 1962 diretto da John Ford, con John Wayne, James Stewart, Vera Miles e Lee Marvin.

Nel 2007 è stato scelto per essere conservato nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.[1]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

« No Senatore, qui siamo nel West, dove se la leggenda incontra la realtà, vince la leggenda[senza fonte] »

In occasione del funerale dello sconosciuto Tom Doniphon, il senatore degli Stati Uniti Ransom Stoddard narra ad un gruppo di giornalisti di Shinbone, il villaggio dell'Ovest da cui iniziò la sua carriera, la vera storia dell'uccisione di Liberty Valance.

Il racconto comincia con l'arrivo a Shinbone di Ransom; la sua diligenza viene rapinata e, per aver difeso una passeggera, viene picchiato e ferito gravemente e lasciato in fin di vita. Salvato proprio da Tom Doniphon, Ransom viene portato a curarsi presso l'osteria del paese. I proprietari sono svedesi immigrati e con loro lavora Hallie, che è fidanzata, anche se non ufficialmente, a Tom.

Ransom non tarda a scoprire che l'autore dell'agguato è il bandito Liberty Valance che, messosi al servizio di un gruppo di potenti e disonesti allevatori di bestiame, gode di una sorta di impunità, in un West in cui la legge è ancora e solo quella del più forte. Ransom è un giovane avvocato senza soldi che è arrivato a Shinbone per tentare la via del West e tutta la parte centrale del film verte sui suoi tentativi di difendere lo Shinbone Star, piccolo giornale locale, e riportare la legalità senza l'uso delle armi. Ransom ha come alleato il giornalista Dutton Peabody ed è rudemente protetto da Tom.

Quando finalmente si arriva all'inevitabile duello fra Ransom e Liberty, Ransom lo vince inaspettatamente, diventa l'eroe della città e Hallie si innamora di lui, lasciando Tom. Ransom intanto, per acclamazione, viene candidato al congresso. L'avversario lo accusa di dovere la sua celebrità al solo fatto di aver ucciso un uomo e Ransom si convince a rinunciare. Nella scena clou del film, però, Tom convince Ransom ad accettare spiegandogli che non era stato lui ad uccidere Valance. Era stato Tom che, nascosto dietro un angolo, aveva sparato un attimo prima che lo facesse Valance.

Cast[modifica | modifica wikitesto]

In questo film John Ford riunì due attori al massimo della loro fama, come James Stewart e John Wayne. A questi si aggiungono Vera Miles, Lee Marvin e alcuni caratteristi americani come Edmond O'Brien (il direttore del giornale) e Andy Devine nei panni dell'indimenticabile sceriffo pauroso.

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

  • "Come ha mostrato in maniera brillante Nancy Warfield, frammenti e polveri della Repubblica e di altre opere di Platone si trovano ben metabolizzati in L'uomo che uccise Liberty Valance" (Gian Piero Brunetta[2])
«Penultimo western di Ford, amaro e malinconico, ... con i toni crepuscolari con cui ripensa alla mitologia del West e alla sua crisi, ... si svolge quasi tutto tra le pareti di una cucina e di un ristorante, dimostrando così ancora una volta la genialità del regista.»

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Prima di avviarsi al duello finale, Liberty Valance ha in mano, giocando a poker, la combinazione conosciuta come "mano del morto" (doppia coppia di assi e otto neri), che la leggenda tramanda fosse in mano a Wild Bill Hickok al momento della morte.
  • Il film venne girato in bianco e nero negli studi della Paramount, cosa in controtendenza con le precedenti opere di Ford del periodo, come ad esempio Sentieri selvaggi, girato a colori e che includeva maestosi scenari western.[3] La Paramount aveva necessità di tagliare le spese all'epoca, e insistette per la realizzazione di un film dal budget più limitato.[4]
  • Nonostante fosse molto ammirato come regista, John Ford era celebre per il modo in cui rendeva difficile la vita ai suoi attori sul set. Quando interrogato da Ford su cosa ne pensasse della partecipazione al film di Woody Strode, un negro, con capelli, sopracciglia grigie e cappello, Stewart rispose che "Sembrava un po' lo Zio Tom". Ford quindi concluse che Stewart fosse razzista. Invece, in seguito, Strode stesso affermò che Stewart era: «uno degli uomini migliori e più gentili che abbia mai incontrato sulla faccia della Terra».[4]
  • John Wayne girò molti film con Ford, di cui era grande amico, ma durante la lavorazione di questo film, fu spesso bersaglio delle prese in giro del regista. Durante le riprese, Strode raccontò che Ford "prendeva in giro Duke [Wayne] perché non era riuscito a diventare un giocatore di football professionista" a differenza di Strode che era "un vero giocatore di football" (la potenziale carriera di Wayne nel football venne stroncata sul nascere da un grave infortunio). Inoltre Ford canzonava Wayne per non aver combattuto durante la seconda guerra mondiale mentre James Stewart era stato un eroe di guerra: «Quanti soldi ti facevi mentre Jimmy rischiava la vita?». Per Wayne, il fatto di non aver prestato servizio militare durante il conflitto era fonte di grande amarezza e imbarazzo, perché veniva accusato di essere stato succube dell'influenza dei produttori di Hollywood che non avevano voluto rischiare di perdere la loro nuova stella emergente.
  • Il cantante Gene Pitney incise e portò al successo negli Stati Uniti una canzone, scritta da Burt Bacharach e Hal David, dal titolo The Man Who Shot Liberty Valance. Pur ispirata dalla vicenda descritta nel film, questa canzone non ha mai fatto parte della colonna sonora originale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Librarian of Congress Announces National Film Registry Selections for 2007, Library of Congress, 27 dicembre 2007. URL consultato il 2 gennaio 2012.
  2. ^ G.P. Brunetta, cit. di N. Warfield, The Man Who Shoot Liberty Valance - A Study of John Ford's Film, in "The Little Film Gazette of N.D.W", vol. VI, n° 1, agosto 1975; Brunetta, Storia del Cinema Mondiale, vol. II, Einaudi 1999, p. 767
  3. ^ The Fourth Virgin Film Guide, edited by James Pallot and the editors of Cinebook; published by Vigin Books in 1995
  4. ^ a b John Wayne — The Man Behind The Myth by Michael Munn, published by Robson Books, 2004

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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