L'uomo, la bestia e la virtù

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L'uomo, la bestia e la virtù
Commedia apologo in tre atti
Luigi Pirandello nel 1925
Luigi Pirandello nel 1925
Autore Luigi Pirandello
Lingua originale Italiano
Genere Commedia
Ambientazione «In una città di mare, non importa quale. Oggi».
Composto nel gennaio-febbraio 1919
Prima assoluta 2 maggio 1919
Teatro Olimpia, Milano
Personaggi
  • Il trasparente signor Paolino, professore privato
  • La virtuosa signora Perella, moglie del
  • Capitano Perella
  • Il dottor Nino Pulejo
  • Il signor Totò, farmacista, suo fratello
  • Rosaria, governante del signor Paolino
  • Giglio e Belli, scolari
  • Nonò, ragazzo di 11 anni, figlio dei Perella
  • Grazia, domestica di casa Perella
  • Un marinajo
Riduzioni cinematografiche L'uomo, la bestia e la virtù
 

L'uomo, la bestia e la virtù è una commedia, o, come dice lo stesso autore, un apologo in tre atti, scritta nel 1919 da Luigi Pirandello tratta dalla novella Richiamo all'obbligo (1906).

La prima rappresentazione della commedia si ebbe a Milano, al Teatro Olimpia, il 2 maggio 1919, ad opera della "Compagnia di Antonio Gandusio"

Il testo della commedia fu pubblicato nel settembre del 1919 nella rivista "Comoedia" e successivamente in volume nel 1922 per i tipi dell'editore Bemporad.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Il pubblico, che forse non si aspettava questa commedia di Pirandello dai toni farseschi e scollacciati, non accolse bene la prima rappresentazione dell'opera. Successivamente rivalutata dalla critica[1] e dal pubblico, la commedia ebbe tanto successo in Italia e all'estero, da essere una delle più rappresentate della produzione teatrale pirandelliana.

Il farsesco tema trattato dalla commedia è ben rappresentato dal titolo: l'uomo è la prima maschera, quella del professor Paolino che nasconde sotto il suo ostentato perbenismo la tresca con la signora Perella, che indossa la maschera della virtù: quella cioè di una morigerata e pudica madre di famiglia praticamente abbandonata dal marito, capitano di marina che appare agli occhi della gente con la maschera della bestia: convive con una donna a Napoli e, nelle rare occasioni in cui incontra la moglie rifiuta, con ogni pretesto, di avere rapporti con lei.

La commedia in maschera potrebbe proseguire con piena soddisfazione di tutti se il destino e il caso non intervenissero a far cadere le false apparenze. La signora Perella rimane infatti incinta ad opera del professor Paolino che dovrà, al di là di ogni morale, rimettere in piedi l'ipocrita buon ordine borghese: dovrà convincere tutti che la signora Perella è rimasta incinta in una delle rare occasioni dal marito e quindi dovrà far sì che il recalcitrante capitano abbia almeno un rapporto sessuale con sua moglie.

Tutto dovrà avvenire in una sola notte perché tanto è il tempo che il capitano soggiornerà in casa prima di ripartire e rimanere assente per due mesi.

Il professore allora dovrà fare in modo che la sua pudica amante ceda alle voglie della bestia. Per essere sicuro del risultato il professore si farà preparare un afrodisiaco per stimolare i sopiti sensi del capitano e inciterà la vergognosa amante a mostrare le grazie che tiene virtuosamente nascoste.

Tutto è ormai pronto per la trappola sessuale in cui dovrà cadere la bestia. Il professore se ne andrà lasciando libero campo per il capitano rimanendo d'accordo con la signora Petrella che:

« Verrò domattina all'alba, davanti alla tua casa. Se è sì fammi trovare un segno; ecco, guarda, uno di questi vasi di fiori qua, alla finestra della veranda »
(Pirandello, op.cit. pag.358)

Ma la mattina successiva nessun vaso da fiori appare alla finestra. Il professore, infuriato per il fallimento dei suoi progetti si sfogherà in un grottesco battibecco col capitano, quando sopraggiungerà la signora Petrella che a mano a mano metterà sul davanzale della finestra ben cinque vasi di fiori.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Pirandello «...sotto l'apparenza della farsa, ha voluto mettere...una mascherata da trivio imposta ai valori astratti, morali e religiosi, dell'umanità». (Marco Praga in Le maschere nude op.cit. pag.328

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Filmografia[modifica | modifica sorgente]