L'ultimo re di Scozia

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L'ultimo re di Scozia
L'ultimo re di Scozia.png
Amin (Forest Whitaker) in una scena del film
Titolo originale The Last King of Scotland
Paese di produzione Regno Unito, USA
Anno 2006
Durata 121 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico, storico
Regia Kevin Macdonald
Soggetto Giles Foden
Sceneggiatura Jeremy Brock e Peter Morgan
Fotografia Anthony Dod Mantle
Montaggio Justine Wright
Musiche Alex Heffes
Scenografia Michael Carlin, Joshua Barraud e Tina Jones
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

L'ultimo re di Scozia (The Last King of Scotland) è un film del 2006 diretto da Kevin Macdonald.

Il film, tratto dall'omonimo romanzo di Giles Foden del 1998, narra, attraverso le vicende di un personaggio di fantasia, le drammatiche vicissitudine dell'Uganda sotto il regime del sanguinario Idi Amin Dada, tra il 1971 e il 1976.

Forest Whitaker, nei panni del dittatore ugandese, ha vinto l'Oscar nel 2007, oltre al Golden Globe ed al prestigioso premio BAFTA.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Scozia, 1971. Il giovane Nicholas Garrigan si è appena laureato in medicina: non volendo seguire le noiose orme del padre, unico medico del borgo in cui vivono, egli decide di andare a fare il volontario in Uganda al seguito del dottor David Merrit. In poco tempo si innamora dell'attraente moglie del dottore, che nonostante si lasci andare ad un bacio, non cede alla sua intraprendenza.

Nel frattempo la situazione politica in Uganda è cambiata: Milton Obote è stato deposto dal generale Idi Amin Dada e Nicholas convince Sarah ad assistere a un discorso pubblico del neopresidente, da cui rimane positivamente colpito (a differenza della donna che sembra non apprezzare il nerboruto militare). Poco dopo il comizio Amin Dada resta leggermente ferito per un incidente stradale nel quale la sua auto investe una mucca. Nicholas, unico dottore nella zona, è chiamato a medicare la mano del dittatore. Intervenuto immediatamente, è disturbato dagli strazianti versi della mucca agonizzante, e così, sfila la pistola dalla fondina del generale e con due colpi uccide l'animale moribondo.

Amin, che ammira la Scozia per aver combattuto a fianco di soldati scozzesi, è sorpreso dalla risolutezza del giovane e felice di scoprirne la nazionalità. Garrigan, a sua volta, è colpito dal carisma di Amin, di cui condivide le idee di riscossa e di egualitarismo per l'Uganda. Il loro rapporto viene ufficialmente cementato quando Idi prende la T-shirt con i colori della bandiera scozzese dando in cambio al nuovo amico la sua camicia da generale. Alcuni giorni dopo Amin Dada chiede a Garrigan di diventare suo medico personale e di farsi carico della modernizzazione del sistema sanitario ugandese. Garrigan inizialmente è titubante perché non vuole abbandonare Sarah e la missione, ma poi accetta e si trasferisce a Kampala.

In breve Garrigan diventa il confidente personale del presidente, che lo interpella non solo per questioni mediche ma anche per importanti affari di stato. Anche se viene a conoscenza delle violenze perpetrate da Amin, Nicholas accetta la spiegazione del capo, secondo cui solo alla morte degli ultimi sostenitori di Obote seguirà un lungo periodo di pace. Senza accorgersene, a poco a poco Garrigan diventa semplicemente un menestrello di regime, un apologeta disposto ad accettare la corruzione e le repressioni del governo in cambio dei lussi che gli vengono concessi (una Mercedes Pagoda, un bell'appartamento, il libero accesso alla villa con piscina del presidente e tante donne disponibili).

Mentre presta servizio come medico della famiglia del presidente, Garrigan scopre che il leader poligamo ha ostracizzato la più giovane delle sue tre mogli, l'affascinante Kay, perché ha dato alla luce un figlio epilettico, Mackenzie. Nel corso delle sedute fatte per curare il bambino, Garrigan si lascia conquistare dalla bellezza, e dallo spirito battagliero di Kay, con cui intraprende una relazione amorosa.

Col precipitare degli eventi Amin diventa sempre più paranoico e crudele. Quando decide di espellere le minoranze asiatiche e il diplomatico inglese mostra a Nicholas le prove fotografiche che il regime sta perpetrando un genocidio contro il popolo ugandese, Garrigan decide di tagliare i ponti col tiranno e di tornare in Scozia. Ma Amin, sapute le intenzioni di Nicholas, gli fa sequestrare il passaporto britannico.

Garrigan allora chiede aiuto al funzionario del governo britannico col quale in precedenza era stato aggressivo e maleducato, ma questi gli risponde che il Regno Unito permetterà di lasciare l'Uganda ad un complice delle violenze del regime solo a condizione che uccida il dittatore. La situazione intanto si complica ulteriormente quando Kay lo informa che aspetta un bambino da lui. Se Amin venisse a conoscenza della gravidanza, entrambi sarebbero condannati a morte, così l'unica soluzione percorribile è l'aborto. Non potendo ricorrere alle cure dell'ospedale, Nicholas deve provvedere con mezzi di fortuna e inoltre per cause di forza maggiore viene trattenuto a lungo lontano da Kay che fa l'errore di andare in un villaggio per tentare di abortire da sola, venendo così scovata dagli uomini di Amin.

Garrigan non fa in tempo a salvarla, ritrovandone il cadavere, oscenamente mutilato, con gambe e braccia tagliate. Il ragazzo, sconvolto da quest'ultima dimostrazione di violenza, decide allora di assassinare il despota, anche per espiare la propria complicità. Nicholas consegna ad Amin delle pillole avvelenate a posto dell'analgesico per l'emicrania, ma nel corso delle trattative per il dirottamento di un aereo dell'Air France effettuato da miliziani palestinesi e atterrato ad Entebbe, il suo piano viene a galla. Amin, già a conoscenza della relazione che aveva con Kay decide di condannarlo a morte secondo un'antica usanza ugandese, riservata a chi rubava la moglie ad un vecchio: il medico viene così appeso a dei ganci che gli perforano il petto, come un quarto di bue da macello.

Un amico di Nicholas, il dottor Junju, approfitta di una pausa degli aguzzini per soccorrere Garrigan in modo che questi possa rivelare al mondo la verità sulla brutale azione politica di Amin. Sfruttando il caos aeroportuale Garrigan riesce infatti ad entrare a bordo dell'apparecchio che porterà in salvo gli ostaggi liberati. Mentre il dottor Junju viene ucciso con un colpo di pistola dagli scagnozzi di Amin, Garrigan, distrutto per le torture subite, chiude gli occhi e pare voler dimenticare tutto l'orrore che si lascia dietro.

Il film si chiude con del materiale d'archivio raffigurante il reale Idi Amin Dada e il seguente testo:

« Quarantotto ore più tardi, le forze israeliane fecero irruzione a Entebbe e liberarono tutti gli ostaggi tranne uno. L'opinione pubblica internazionale si rivoltò contro Amin per sempre. Quando finalmente venne rovesciato nel 1979, la folla in festa si riversò sulle strade. Il suo regime ha ucciso più di 300 mila ugandesi ed espulso decine di migliaia di asiatici che avevano costruito per anni la loro casa in Uganda. Amin morì in esilio in Arabia Saudita il 16 agosto 2003. Nessuno sa se fosse questa la data dei suoi sogni. »

Aderenza al romanzo e alla realtà storica[modifica | modifica sorgente]

Il romanzo dal quale il film è tratto, presenta molte differenze, anche non secondarie:

  • Il padre di Nicholas è un pastore presbiteriano e non un medico.
  • Il rapporto tra lui ed Amin non è così intimo e infatti diventa medico personale del presidente con l'aiuto dei servizi segreti britannici, non per volontà di Amin.
  • Il personaggio di Sarah Merrit nel film è una miscela di tre diversi personaggi del romanzo (Joyce Merritt, Sara Zach e Marina Perkins). Molti personaggi secondari del romanzo (vale a dire Frederik Swanepoel, William Waziri, il maggiore Weir e Angol-Steve) non appaiono nel film.
  • Nel film il collega d'ospedale è l'ugandese Thomas Junju mentre nel libro è lo scozzese Colin Paterson.
  • Kay è un personaggio molto meno importante nel romanzo dove non ha una relazione con Nicholas ma con un medico africano, Peter Mbalu-Mukasa, come nella realtà. Nicholas si rifiuterà di praticare l'aborto su Kay e lei e il suo amante verranno uccisi mentre in realtà lei morì durante il tentato aborto da parte di Mbalu-Mukasa che poi si suicidò.
  • Garrigan non tenta di uccidere Amin, anzi confessa a questi che gli è stato chiesto di farlo, e dunque non è né torturato né condannato a morte da questi.
  • Garrigan torna in Gran Bretagna solo dopo la guerra con la Tanzania, e in patria viene accusato di essere stato il braccio destro di Amin.

Rispetto alla realtà la figura di Amin è ritratta in maniera fedele in senso generale, mentre i vari episodi sono tutti per lo meno romanzati, basandosi la narrazione sulla figura di pura fantasia di Nicholas Garrigan. Questa è sicuramente stata ispirata dalla persona di Bob Astles, inglese di nascita, protagonista della vita politica ugandese tra gli anni '60 e '70, accusato e imprigionato alla caduta di Amin, per essere stato un membro del suo apparato di regime.

L'Operazione Entebbe, come venne chiamata la vicenda della liberazione degli ostaggi dell'aereo Air France dirottato ad Entebbe nel luglio del 1976, è ritratta in maniera grossolana, lasciandoci intendere che l'aspetto storico della pellicola è importante ma lo è ancor di più la fluidità della narrazione e il senso generale delle vicende trattate.

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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